Venerdì, 17 Settembre 2021
Salute

Gravemente feriti nel terremoto in Albania, Albert e Marlin ringraziano Bari: "Siamo rinati". Il ritorno a casa dopo 3 mesi

Per i due era stato organizzato un ponte aereo Albania - Bari dopo il sisma di magnitudo 6.4. Oggi sono atterrati all'aeroporto di Tirana, dove li attendeva la ministra della Salute Ogerta Manastirliu

Tre mesi dopo, ricomincia una nuova vita per Albert Cara e Marlin Skodra, due albanesi di 55 e 30 anni soccorsi tra le macerie del terremoto di magnitudo 6.4 avvenuto a novembre in Albania. Sono atterrati oggi a Tirana, dopo aver lasciato la clinica di Unità spinale del Policlinico, dove erano in cura per le gravi ferite riportate nel tragico evento. Ad accompagnarli in Albania c'erano il direttore del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, il professor Pietro Fiore, direttore dell’Unità spinale unipolare del Policlinico di Bari, e il professor Salvatore Grasso, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione 2 del Policlinico di Bari. "Siamo rinati", le parole scelte da Albert e Marlin per ringraziare i medici del reparto che li hanno curati per tre mesi, dopo il ponte aereo tra Albania e Bari organizzato lo scorso 26 novembre. Per il secondo viaggio, quello del ritorno a casa, hanno scelto di accompagnarli anche il console generale di Albania a Bari, Adrian Haskaj, mentre hanno trovato la ministra della Salute dell'Albania, Ogerta Manastirliu, ad accoglierli all'aeroporto di Tirana.

I percorsi clinici

Diverso il percorso clinico dei due sopravvissuti. Cara, 55 anni, venditore ambulante di Tirana, è rimasto a lungo sepolto sotto le macerie di casa prima di essere recuperato e trasportato d’urgenza al Policlinico di Bari con sindrome da schiacchiamento, insufficienza renale acuta, frattura al braccio destro e trauma vertebro midollare. Il paziente è stato in Rianimazione, nella clinica del prof. Salvatore Grasso, fino al 10 dicembre, è stato sottoposto a emodialisi ha subito successivamente un intervento di neurochirurgia. Ricoverato in unità sub intensiva della UOC di Medicina Fisica e Riabilitazione-Unità Spinale Unipolare del dott. Pietro Fiore è stato sorvegliato h24 e assistito dagli psicologi per la sindrome da stress post traumatico: l’uomo, purtroppo, ha perso nel terremoto la sua famiglia. “Ringrazio i medici per l’incredibile disponibilità e la dedizione che hanno avuto, sono stati straordinari – ha detto Cara – adesso inizia per me una nuova vita”.

Skodra, 30 anni, pizzaiolo di Durazzo, è arrivato invece al Policlinico di Bari 27 novembre in coma con trauma cranico, fratture craniche, trauma toracico, frattura delle costole e pneumotorace. È stato ricoverato nel reparto di Rianimazione del prof. Nicola Brienza fino al 16 dicembre e ha subito un intervento chirurgico otorino. Per lui è stato necessario l’intervento del logopedista.

“I due pazienti erano arrivati in condizioni drammatiche, erano in pericolo di vita e ora stanno bene, siamo contenti di averli restituiti a una vita normale, qualcuno lo chiama miracolo, io dico che si è trattato dell’eccellente lavoro di un team multidisciplinare di professionisti che si è dedicato con passione alle cure e al recupero dei due" il commento del direttore generale Giovanni Migliore.

"I due cittadini albanesi hanno trovato a Bari tutta la cura disponibile e la massima assistenza anche sotto il profilo umano - ha detto la ministra della Salute albanese, Ogerta Manastirliu - abbiamo ricevuto la solidarietà della Regione Puglia e del Governo italiano che ci ha supportato dall’inizio nella tragedia del terremoto in cui hanno perso la vita 51 persone. Il rientro dei due nostri cittadini in piena salute è un segnale di speranza per tutti noi. Grazie all’Italia, alla Puglia e a Bari. Il rapporto di amicizia e di fraternità che ci lega si sta rafforzando giorno dopo giorno".

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