Trapianto di rene 'incrociato' salva quattro pazienti, Policlinico all'avanguardia: "Prima volta a Bari"

Il governatore Michele Emiliano ha ringraziato, in conferenza stampa, i protagonisti dell'intervento che ha consentito di utilizzare un solo organo per quattro persone

“Oggi parliamo delle eccellenze della sanità pugliese. Il sistema dei trapianti nella nostra regione sta facendo passi da gigante grazie al coordinamento del prof. Gesualdo e grazie al sacrificio e alla disponibilità e alle capacità professionali di decine di medici, non solo pugliesi ma di tutta Italia, che consentono il migliore utilizzo degli organi disponibili". Il governatore Michele Emiliano ha ringraziato nel corso di una conferenza stampa a Bari, i protagonisti dell'importante intervento chirurgico riuscito nei giorni scorsi nel Policlinico del capoluogo pugliese dove martedì scorso è stato eseguito un trapianto di rene incrociato, in modalità cross-over, che consentirà di allungare la vita di 4 persone evitando loro la dialisi, utilizzando un solo organo da donatore deceduto, trasportato con rapidità e professionalità grazie alla Polizia Stradale con un viaggio da Padova: "Questa è l’Italia che ci piace ricordare qui in questi giorni caldissimi di Ferragosto nei quali però sono tutti al lavoro al Policlinico di Bari

La storia: "Intervento eseguito per la prima volta in Puglia"

Per il governatore, si tratta di un "sistema che attraverso un algoritmo consente, anche in caso di incompatibilità, di allocare l’organo giusto sul paziente giusto anche a distanza di moltissimi chilometri l’uno dall’altro e tra famiglie diverse, data la disponibilità dei consanguinei alla donazione. Questo procedimento prevede una eccellenza straordinaria non solo nella qualità dell’espianto e del reimpianto, ma anche nella velocità di esecuzione dell’operazione, perché tutto deve avvenire in pochi minuti. “Oggi - ha detto il professor Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro Regionale Trapianti - stiamo vivendo una bella storia di emozioni fatta di uomini e donne, realizzata per la prima volta a Bari. Siamo entrati in una catena di donatori non consanguinei, che hanno messo a disposizione il proprio rene, e abbiamo così trapiantato quattro vite umane. La disponibilità di un donatore da cadavere di Genova ha permesso l'innesco della catena con trapianto di un ricevente di Padova la cui moglie, di 47 anni, ha messo ieri a disposizione il suo rene per una donna ricevente pugliese il cui marito, l'11 settembre, donerà a sua volta ad un'altra coppia incompatibile padovana. Il rene della coppia padovana sarà donato ad un ricevente in lista d'attesa da cadavere, che chiuderà la catena'. Ad eseguire per la prima volta in Puglia questo tipo di intervento l'equipe del professor Michele Battaglia, direttore del Centro trapianti di rene del Policlinico. 

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