Salute

Nasce la Rete Oncologica Pugliese, Emiliano: "Più semplice curare i tumori restando in Puglia"

Il sistema è stato presentato dal governatore: "Strategie e protocolli comuni. Non sarà più necessario andare fuori regione se non per casi di particolare gravità"

"Un grande contenitore in grado di accogliere gradualmente nuovi saperi e nuove tecnologie, oltre nuove Unità Operative organizzate in sottoreti dedicate alle singole patologie" per ridurre al massimo la mobilità della 'speranza' da parte di chi è affetto da tumori: si è insediata ufficialmente la Rop, rete oncologica pugliese, un sistema dedicato a tutte le patologie oncologiche, progettato dall’Aress in sintonia e in collaborazione con le associazioni dei pazienti, i medici di famiglia, le società scientifiche, le associazioni della ricerca e della formazione. Entro la fine dell'anno saranno avviate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del polmone, della prostata, del colon, dell’utero e della mammella. Per la fine del 2019 invece, saranno attivate le sottoreti dedicate alla patologia oncologica del fegato, della vescica, del pancreas, dello stomaco, del melanoma, del rene e del testa/collo.

Emiliano: "Grande sforzo politico"

“Abbiamo fatto un lavoro e uno sforzo politico enorme per arrivare a questo risultato – ha detto il presidente Emiliano – oggi parliamo di cose fatte e non di cose che faremo. Quando sono diventato presidente ho trovato una totale disorganizzazione nel settore dell’oncologia. Ricordo che a Roma, quando sono andato per parlare della rete oncologica, mi hanno chiesto come mai in Puglia non ci fosse ancora. Adesso questa rete esiste e posso parlare dell’immenso lavoro fatto in questi due anni, dell’impegno, della vicinanza umana ai pazienti che costantemente tutti i protagonisti di questo processo hanno dimostrato.Grazie alla Rete oncologica - ha continuato il Presidente - abbiamo finalmente strategie e protocolli comuni. Non sarà più necessario andare fuori regione, in Lombardia o in Emilia, se non per casi di particolare gravità. Il perverso sistema nel quale il nord ha bisogno di portarci via i pazienti, oggi trova finalmente una risposta, la ROP. È stato un lavoro di generosità. Gli oncologi si sono prestati a costruire questa sinergia generosa, e questo è stato un gesto di grande intelligenza che ho molto apprezzato. Così come ho molto apprezzato anche una grande cittadinanza attiva che è sempre stata al nostro fianco, dandoci la giusta spinta e le giuste motivazioni”.

Ruscitti: "Curare in maniera uniforme i pugliesi"

“Abbiamo identificato quattro aree macroterritoriali con dei responsabili che sono stati nominati dagli oncologi che fanno parte dell’ambito territoriale – ha spiegato il direttore del Dipartimento regionale Politiche della salute Giancarlo Ruscitti - il cui riferimento è l’Oncologico di Bari, il nostro IRCCS dedicato a queste patologie. Abbiamo intenzione di avere lo stesso protocollo in modo tale da curare in maniera uniforme tutti i pugliesi a prescindere dai territori. Stessa cura, stessa terapia, stessa assistenza. Dalla logica separatistica delle isole alla logica condivisa di una unità territoriale regionale. Dal Piano nazionale esiti – ha sottolineato il direttore - si è visto che una delle fonti principali di mobilità passiva per noi è proprio l’oncologia. Con la ROP noi abbiamo intenzione di curare i pugliesi in Puglia. In questa ottica, la decisione della Giunta regionale di autorizzare l’Oncologica di Bari a fare una ricerca di mercato per mettere una protonterapia a Bari. Una macchina molto innovativa quindi, collocata in Puglia, che servirebbe tutto il meridione”.

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