"Niente Giornata dello studente, faranno lezione": linea dura del preside dello Scacchi per chi ha scioperato

Con una comunicazione ufficiale, Giovanni Magistrale ha obbligato anche le classi in cui la maggior parte dei componenti ha aderito alla manifestazione dell'Uds a non prendere parte alle attività in programma nella mattinata

Niente attività della 'Giornata dello studente' per coloro che hanno aderito ieri mattina alla manifestazione indetta dall'Unione degli studenti a Bari, come in altre città della Puglia per protestare contro il decreto 'Scuole sicure' e lo stato dell'edilizia scolastica in città. Linea dura quella adottata dal preside del liceo scientifico Scacchi di Bari contro chi ha deciso di scendere in piazza.

"Venuto meno un accordo preso con i rappresentanti"

Facendolo ha infatti violato un accordo preso dal dirigente con i rappresentanti d'istituto, o almeno questo è quello che fa presente Magistrale nella comunicazione ufficiale in cui motiva la sua decisione:

Questo perché è venuto meno per loro l’accordo definito con i rappresentanti di istituto di organizzare le attività di sabato 17 a scuola in quanto gli studenti dello Scacchi non intendevano aderire allo sciopero indetto da una organizzazione studentesca per la giornata odierna

 Saranno così costretti a rimanere in classe a fare lezione i ragazzi che sono scesi in protesta e non solo: la punizione è valida anche per le sezioni in cui la maggior parte degli studenti ha aderito allo sciopero, quindi di fatto coinvolge anche alcuni 'innocenti'.

Uds: "Protestare è un nostro diritto" Il preside: "E' il minimo"

Una scelta che, come prevedibile, non ha mancato di scatenare polemiche nella comunità studentesca, come già avvenuto quando Magistrale impose un 'codice di vestizione' all'interno della struttura in corso Cavour, portando i ragazzi a organizzare addirittura un sit-in di protesta. In mattinata è intervenuta l'Unione degli studenti di Bari, attraverso il presidente Francesco Circelli:

“Manifestare è un diritto di tutte e tutti, sancito nel D.P.R. 249/98 “Statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse” all’articolo 4, e non può essere limitato in alcun modo. Per questo riteniamo molto gravi le disposizioni del Dirigente Giovanni Magistrale, non nuovo a questo tipo di metodi diseducativi e lesivi ogni diritto Questo accaduto non si può che leggere in un modo: la mobilitazione studentesca continua a spaventare chi, da troppo tempo ormai, costruisce un clima di terrore dentro le mura scolastiche, al movimento studentesco si risponde con la repressione.

Il movimento studentesco ha anche segnalato l’accaduto all’Ufficio Scolastico Provinciale, chiedendo provvedimenti di Magistrale. Anche sui social della scuola qualcuno ha iniziato a rumoreggiare, parlando addirittura di 'ritorsioni'. Subito è arrivata la replica del preside: "Io ho concesso ben due giorni di discussione, giovedì e sabato - scrive in replica a un commento - sui temi oggetto della giornata dello studente, e questo in alternativa allo sciopero di venerdì, come richiesto esplicitamente dai vostri rappresentanti. Voi non potete accettare queste giornate e contemporaneamente scioperare. Chi ha scioperato non usufruisce dell’accordo. È il minimo".

Ultimo aggiornamento: 17 novembre 2018, ore 14.45

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