Al via i test di Medicina: la carica delle aspiranti matricole tra controlli e metal detector

Centinaia di ragazzi hanno affollato Giurisprudenza e Scienze Politiche dalle 7 di questa mattina. Prove anche al Campus, all'Ateneo e al Policlinico: 291 i posti disponibili, 18 per Odontoiatria

C'è chi si è fatto accompagnare dai genitori, chi dal fratello o dalla sorella e chi invece non ha voluto nessuno accanto in quella che probabilmente sarà una tappa fondamentale della loro carriera professionale. Già dalle 7 di questa mattina una folla di ragazzi ha invaso i dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell'Università di Bari Aldo Moro in piazza Cesare Battisti per prendere parte ai test d'ammissione ai corsi a numero chiuso di Medicina e Odontoiatria e Protesi dentarie. 

I controlli

L'edificio nel cuore del quartiere Murat è una delle sedi che ha ospitato gli esami, tenutisi anche al Campus, al Policlinico e all'Ateneo. Tabellino di marcia ampiamente rispettato per l'ingresso nelle due aule magne, da cui si accedeva passando prima dalla classica scansione del metal detector, con il compito di scoprire eventuali telefonini nascosti dagli studenti. Alle 8.30, infatti, dopo aver distribuito le buste per conservare gli oggetti personali durante l'esame, gli oltre 400 candidati presenti a Giurisprudenza e Scienze Politiche, si sono messi in fila per affrontare i controlli e potersi finalmente sedere sui banchi della prova. 

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Due gli agenti dei poliziotti presenti per garantire la sicurezza dei ragazzi, che sono rimasti all'esterno del dipartimento per buona parte delle operazioni di ingresso, senza che fosse necessario il loro intervento: tutto si è svolto con ordine e celerità. In tutte le sedi l'Università di Bari ha messo a disposizione 453 unità di personale per smistare i ragazzi, 21 docenti facenti parte della Commissione esaminatrice nelle aule e un totale di 49 metal detector.

L'esame

Il tutto è durato circa un'ora, poi sono stati distribuiti i fogli dei test d'ammissione, il cui inizio era programmato per le 11. Cento i minuti a disposizione dei 2513 candidati per completare il test a risposta chiusa e tentare così di inseguire il sogno di essere uno dei 291 ammessi al corso di laurea in Medicina e dei 18 ammessi ad Odontoiatria. Le domande vertono su cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. Tanti i baresi presenti, ma nei corridoi era facile trovare ragazzi provenienti da tutte le province pugliesi, ma anche da altre regioni d'Italia.

Fabiana è una di loro: classe '90 e inflessione che tradisce l'origine calabrese. "Sono venuta da sola da Cosenza per tentare il test - spiega -, perché ritengo che quella barese sia una valida università ed inoltre è più vicina a casa mia rispetto a Napoli o Salerno. Ho studiato, ma non so neanche se entrerò, c'è un po' di tensione, anche perché vengo da ragioneria". Quando però nota che la fila inizia a formarsi ai lati delle transenne disposte, si avvia anche lei insieme agli altri, stringendo in mano le due buste di colore azzurro e bianco. La riuscita della prova non è certa, ma la voglia di indossare il camice bianco da medico è più forte di qualsiasi dubbio.

"Nessun problema durante il test"

"Non ci sono stati particolari problemi durante lo svolgimento dei test di ammissione a Medicina di questa mattina": ad assicurarlo è Anna Santamaria, consigliere di amministrazione di Up-Università protagonista, tra i rappresentanti in commissione durante il test al Policlinico. Secondo quanto riferito, il cronoprogramma è stato rispettato ampiamente, con avvio alle 11 della prova e consegna dei plichi da parte dei candidati alle 12.40.

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Al di là del buon risultato della macchina organizzativa, per la Santamaria l'utilizzo del numero chiuso per l'accesso a Medicina ed Odontoiatria non è la soluzione adeguata. "Limitare l'accesso ai corsi di laurea - spiega - è un metodo di selezione ormai anacronistico, specie se si tiene conto del calo di immatricolazioni che colpisce da alcuni anni, tra gli altri Atenei meridionali, il nostro, provocando un calo numerico degli studenti; qualità della didattica e compatibilità con il mercato del lavoro necessariamente dovranno essere le parole chiave dalle quali partire per avviare un processo di rinnovamento". Contrari al numero chiuso anche gli studenti dell'associazione Link, che questa mattina hanno esposto uno striscione di protesta all'esterno del dipartimento di Giurisprudenza.

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