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Corteo storico di San Nicola, la rievocazione di un'impresa eroica divenuta nel tempo genesi di un culto straordinario

Un vero appuntamento con la storia, il corteo di San Nicola, per viaggire a ritroso nel tempo alla scoperta del Santo patrono di Bari

Bari è legata da sempre al culto della figura di San Nicola la cui statua viene portata in processione il giorno della festa. Si narra che il 9 maggio del 1087, 73 marinai trafugarono le ossa del Santo da Myra a Bari.

Un avvenimento che a distanza di 1000 anni ha donato alla città di Bari una vera identità, rendendola un luogo di accoglienza di generazioni di fedeli succedutesi nel tempo, migliaia di pellegrini che al seguito del santo venuto dal mare han­no ritrovato le comuni radici mediter­ranee della propria civiltà. Fede e storia si fondono e richiamano popoli differenti acco­munati dalla figura di san Nicola. Fra il ‘700 e l’800 comincia l’attuale divisione tra il corteo “laico” e la processione re­ligiosa. Nel 1901, secondo quanto ri­ferisce il Galante (Le feste in onore di San Nicola, 7-8-9- maggio 1901), si ha la trasformazione della rievocazione storica proprio quando fu fatta una netta distinzione tra la processione rievoca­tiva e quella di carattere religioso.
Il corteo storico è quindi un appuntamento con la storia, la popolazione viene riportata indietro nel tempo con musiche e costumi tipici dell’epoca, è il momento in cui si incarna la Traslazione di un uomo vero, le cui gesta hanno contri­buito alla custodia e difesa della fede e hanno generato quel senso di pietà religiosa e di devozione popolare che ha contribuito alla crescita di un po­polo.

Ogni anno (prima dello scoppio della pandemia da Covid-19) il corteo storico è contemplato da centinaia di migliaia di moderni pellegrini che arrivano a Bari con autobus e treni.

La cerimonia inizia il 7 maggio: l'arrivo dei marinai al Molo san Nicola, tra bancarelle enogastronomiche e musica dell'epoca, e lo sbarco del quadro del Santo, che sarà trasportato in corteo in piazza Federico II di Svevia per essere posizionato sulla Caravella, trainata dai Marinai della Traslazione. Memorabile anche l'appuntamento dell’imbarco della Sacra Icona da Baia San Giorgio, al cui rito religioso presenzia una folta delegazione del corteo, composta da soldati normanni, monaci, marinai, sbandieratori e timpanisti.

Bari quindi si trasforma in una città-teatro dove cavalli, falconieri, sbandieratori, acrobati, trampolieri e danzatori si alternano sotto gli occhi dei turisti-fedeli, narrando le vicende del Santo.

Il Corteo storico racconta quindi la bellezza del patrimonio spirituale e culturale della città divenuta capitale dell’ecume­nismo: la celebrazione annua­le della Traslazione, proprio a partire dalla presenza delle reliquie di san Nicola, ha fatto di Bari una cittàponte tra Oriente e Occidente e del suo San­to un modello di comune spiritualità e identità, quell’identità cristiana senza la quale l’Europa non sarebbe quella che conosciamo oggi.

(Fonte Basilica di San Nicola)

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