Sabato, 25 Settembre 2021
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Festa della Candelora, dal significato religioso alla tradizione popolare barese

Il giorno che segna la fine del tempo di Natale e in cui capire come sarà il resto dell'inverno

''Alla Candelore ce chiove u virnr iè fore, ce non chiove continue angore'' dice un antico detto popolare barese secondo il quale la Candelora rappresentava un giorno davvero tanto atteso dai contadini perchè, decretava le previsioni meteorologiche future. Quindi se la giornata del 2 febbraio è serena e soleggiata significa che la primavera è ancora lontana ma se è fredda e piovosa, allora la primavera è alle porte e l’inverno è quasi terminato.

Ma per la Chiesa Cattolica il 2 febbraio rappresenta la festa liturgica della presentazione di Gesù al Tempio, ricorrenza dalle origini antiche, risalente all'epoca romana. Il mese di febbraio infatti era dedicato alla purificazione, dove fare processioni e fiaccolate per le vie della città, riti che servivano ad allontanare le tenebre dell’inverno.

Questa giornata ha poi subito rimaneggiamenti ed intrecci con la tradizione religiosa per cui la Chiesa decise di dedicare la giornata del 2 febbraio alla Purificazione di Maria, a 40 giorni dalla nascita di Gesù. Perchè 40 giorni? L'usanza ebraica, considerava infatti ogni donna che partoriva un maschio, come impura per i 40 giorni successivi al parto. Trascorsi i quali doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi.

La festa della Candelora segna per i cristiani la fine del tempo di Natale, il giorno in cui in molte case si mettono via i simboli natalizi come luci, albero e presepe per dare inizio al periodo carnevalesco. I fedeli durante la liturgia ricevono una candela e tradizione vuole che il simbolo della Luce di Cristo, venga appesa alle pareti domestiche insieme a 2 immagini di Gesù e della Madonna.

I baresi hanno riadattato in maniera del tutto laica la festa della Candelora introducendo un'usanza che però con il tempo è andata via via scomparendo: si faceva visita alle partorienti entro 40 giorni e si portava in dono la famosa "spase", una cesta piena di pasta fresca, galline, colombe, scamorze e uova fresche.  A Bari è famosa la "Madonne de le palumbe", la Vergine venerata nella Chiesa di Sant’Anna, un gioiello architettonico del XI e il XII secolo, considerata il luogo fisico di tutte le confraternite e conosciuta come la chiesa nella quale ogni domenica si celebra la benedizione dei neonati.

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