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Addio alla molese Cecilia Mangini, la madrina del documentario in Italia

Nata a Mola di Bari è stata una grande intellettuale che ha raccontato il mondo

Una donna forte, schietta, sincera e soprattutto viva e vitale: a 93 anni si è spenta Cecilia Mangini, la prima regista, documentarista e fotografa, che ha iniziato a raccontare con le immagini la storia del nostro paese a partire dal secondo dopoguerra.

Cecilia Mangini è un gioiello della nostra terra, nata a Mola di Bari il 31 luglio el 1927 e poi trasferitasi a Firenze e Roma, ha mantenuto saldo il legame con la sua terra d'origine.  

Sono note le sue collaborazioni con intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini, la sua ostinata passione per il reale e l'impegno nel documentare le condizioni di vita e di lavoro delle periferie. Cecilia definisce questi luoghi come 'posti sociali' oltre che urbani.

Con la sua intelligenza poetica descrive e immortala le verità del tempo, il boom economico, la critica del progresso cieco e arriva fino in Vietnam per scattare le sue fotografie tra le bombe. 

Resta una delle figure più significative della storia del cinema italiano, inarrestabile pioniera del cinema del reale, un grande patrimonio culturale.

La ricordiamo così: “Cosa significa “essere una fotografa?" Significa spogliarsi di tutte quelle che sono le nostre idee preconcette e andare in cerca… non della verità, la verità non esiste. È andare in cerca di qualcosa di molto più profondo della verità, qualcosa di assolutamente nascosto… e la fotografia, come tutto ciò che è un’icona, lo rivela.” Cecilia Mangini

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