rotate-mobile
Martedì, 30 Novembre 2021
social

Un docu-film dedicato a Gaetano Salvemini, parte il crowdfunding per il progetto: Caparezza tra i testimonial

L'eredità di Gaetano Salvemini è un bene collettivo: “Non Mollare!” è il docu-film per riscoprire la sua lezione politica. Al via il crowdfunding del progetto

Gaetano Salvemini si prepara al ritorno a casa, nella sua Molfetta. Lo farà con un film dalla partecipazione collettiva: tutto pronto per il ciak di “Non Mollare!”, il documentario dedicato ai 150 anni dell’intellettuale antifascista, che scoccheranno l’8 settembre 2023. Il progetto per riportare in auge l'eredità dello storico pugliese è prodotto da BO FILM e SMK Factory, dal regista Emiliano Barbucci, grazie al soggetto di Tiziana Barillà da un'idea di Gabriele Vilardi. “Non Mollare!” si è aggiudicato all'ultima edizione di IDS Industry - Italian Doc Screenings il premio "Early Money Is Like Yeast” istituito grazie al sostegno di Apulia Film Commission.

Un personaggio storico da conoscere meglio, uno scrigno ancora da aprire: il percorso che porterà al film inizia dal lancio del crowdfunding. Dal 15 marzo per due mesi fino al 15 maggio, si potrà partecipare alla raccolta fondi su Produzioni dal Basso - prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation - che darà la possibilità di far parte, non solo simbolicamente, alle fasi della realizzazione cinematografica. Per gli ideatori, l’eredità di Gaetano Salvemini è, anzitutto, un bene collettivo, per questo motivo il film non può prescindere dall'idea di essere costruito tutti insieme.

«Non si apprezzano l’aria e la luce finché le si hanno: per comprenderne il valore bisogna averle perdute. Ma il giorno in cui le libertà sono perdute, riconquistarle non è facile. Non disprezzate le vostre libertà, difendetele ostinatamente pur continuando a dichiararle insufficienti, a lottare per svilupparle». Difficile scegliere poche parole tra le tante proferite e scritte da Gaetano Salvemini, per descrivere in breve la sua grande e ricca vita, complessa come sa esserla quella di una mente politica visionaria, esempio per molti che ancora oggi ambiscono a lavorare con le idee, nella politica dei Parlamenti e della comunità. 

Rivoluzionario e passionale, lucido e implacabile osservatore della questione meridionale, dilemma ancora attuale, laico e tenace sostenitore del suffragio universale, brillante studioso e professore di storia a Firenze e Harvard, spina nel fianco del Partito Socialista nel primo trentennio del Novecento, in cui fu esponente critico e non allineato. Salvemini seppe ricominciare tante volte nella sua vita, ricominciare dalle avversità, come dopo il terremoto a Messina nel 1908 – quando perse la moglie, i cinque figli e la sorella – o dopo l'avvento del regime fascista, che lo costrinse all’esilio nel 1925. Oggi lo ricordiamo per il pensiero federalista, ispiratore e compagno dei primi europeisti (come Ernesto Rossi), fondatore del gruppo clandestino Giustizia e Libertà, insieme ai fratelli Rosselli. In uno dei momenti più bui, l'anno in cui appunto dovette abbandonare l'Italia (ritornerà solo dopo la guerra, ritrovandola già Repubblica, nel 1949), fondò un giornale di resistenza, antifascista e clandestino. Si chiamava “Non mollare!”: poche parole ma chiare ed eloquenti, da cui, anche oggi come in tutti i tempi, è doveroso ripartire. 

L’8 settembre 2023 ricorrerà il 150° anniversario dalla sua nascita. In quella data è fissata l'ambientazione del docu-film: Salvemini tornerà a Molfetta e scenderà dal treno, non lo riconoscerà nessuno, passeggerà tra i cittadini indifferenti, ripercorrerà le tappe della sua crescita. Solo alla fine troverà, tra la brezza del porto della sua casa pugliese, un ultimo sorriso e la soddisfazione di capire che la sua vita non è stata vissuta invano

A riprendere il ritorno di Salvemini sarà Emiliano Barbucci, calabrese classe 1981, filmmaker, ha girato, tra gli altri, “Gramsci 44” e partecipato a diversi progetti filmici. La sceneggiatura è a cura di Tiziana Barillà, giornalista e scrittrice che, tra gli altri, ha pubblicato per Fandango “Mimì capatosta. Mimmo Lucano e il modello Riace”, un ritratto dell'ex sindaco di Riace. Le due case di produzione sono entrambe di Bologna e arrivano dal circuito indipendente, dove si sono già ritagliate un proprio spazio di riconoscenze. Le produzioni targate BO FILM, premiate e selezionate a importanti festival internazionali (Visions du Réel, CPH:DOX, Festival dei Popoli, DocsMX, Jihlava International Documentary Festival, Thessaloniki International Documentary Festival, Festa del Cinema di Roma, Al Jazeera FF, ONE WORLD), sono state distribuite al cinema in Italia, Francia e Svizzera, e sono state trasmesse su importanti canali internazionali (come France Télévisions, VRT, Press TV, RAI, SKY ARTE ITALIA, History Channel). I lavori di SMK Factory sono stati invece più volte selezionati per i David di Donatello e altri Festival nazionali e internazionali tra cui Al Jazeera FF, Humandoc di Varsavia, Delhi International Film Festival di Nuova Delhi, l’IDFA Doc for Sale di Amsterdam, Thessaloniki International Film Festival, FINCA Buenos Aires. Nel 2013 SMK fonda OpenDDB – Distribuzioni dal Basso, una libreria on-demand di contenuti multimediali. 

Grazie alla partecipazione al crowdfunding si potranno ricevere diverse ricompense, oltre alla propria firma nei titoli di testa e coda, ed essere aggiornati passo dopo passo delle riprese sul set.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Un docu-film dedicato a Gaetano Salvemini, parte il crowdfunding per il progetto: Caparezza tra i testimonial

BariToday è in caricamento