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Martedì, 30 Novembre 2021
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'Gagà': perchè si dice così?

Bellimbusto, elegantone, esibizionista, vanitoso: chi è il gagà

''Gagà'', termine spesso usato nel linguaggio informale e colloquiale nelle nostre zone per indicare un giovanotto intellettualmente e moralmente poco serio che ostenta un’affettata eleganza nel parlare, nel comportarsi e nel vestire, atteggiandosi a gran signore, spesso senza averne i mezzi.

Vediamo nel dettaglio qualche curiosità.

La città di Bari, dal 1806 al 1815, fu occupata dall’esercito francese ed è arcinoto che in quel periodo, Re Gioacchino Murat fondò la Nuova Bari il 24 aprile 1813 gettando la prima pietra.

Negli otto anni di permanenza soldati, ufficiali, autorità e privati cittadini che vennero, a risiedere tra noi, molti termini del loro linguaggio sono stati trasformati, adattati nel tempo e nella forma e acquisiti nel nostro vocabolario.
Va anche sottolineato che non poche parole francesi già derivano dal latino.

GAGÀ s.m. [gaga]. – Bellimbusto, elegantone, esibizionista, vanitoso:
“Camine a VVia Sparane
u chiàmene gagà
la segarètta m-mane,
le uànde a ll’alda mane.
Chiamènde le uaggnèdde
che ll’ècchie de babbè,
le pile drèt’o cuèdde
sò ccom’o scembanzè”
(Cammina a Via Sparano / lo chiamano gagà / la sigaretta in mano, / i guanti all’altra mano. / guarda le ragazze / con gli occhi di babbeo, / i peli incolti dietro al collo / sono quelli dello scimpanzé).

Emeroteca: Periodico «Speciale “U Corrìire de BBàre”», Fasc. 3°, direttore responsabile Felice Giovine, Bari 3.04.2013.

Gigi De Santis
Bari Don Dialetto - Lingua - Storia - Folclore

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