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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Il Giorno della memoria, per non dimenticare: anche Bari ricorda le vittime della Shoah

In ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, una ricorrenza per commemorare le vittime dell'Olocausto. Istituita dal Parlamento italiano con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, la data è stata scelta, come ricorda la legge stessa, quale anniversario dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, in ricordo della Shoah, lo sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico per “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”. Questo giorno non è solo un modo per ricordare ma per rinnovare l’impegno quotidiano affinchè mai più si raggiunga quell’abisso.

Anche Bari ricorda le vittime della Shoah con una serie di iniziative che quest’anno, causa le restrizioni dovute alla pandemia, non saranno possibili in presenza.

Per non dimenticare “Living Memory” e “Virtual Train” iniziative del Treno della Memoria e quelle promosse dai Presidi del Libri. Due programmi che focalizzano l’attenzione sui luoghi feriti storicamente dalla piaga della Shoah e una particolare attenzione alle tematiche legate ai crimini del Nazismo così come a quelli dell’esilio giuliano-dalmata. 

Dal palco del Teatroteam di Bari, il 27 gennaio sarà trasmesso in streaming, alle ore 19.30, sulla pagina facebook della Città metropolitana, lo spettacolo “La B rovesciataIl Testamento dell’universo concentrazionario”, di Francesco Lotoro, direttore d’orchestra e pianista barlettano impegnato da oltre 30 anni nel recupero, studio, revisione, archiviazione, di migliaia di opere di musica composta all’interno dei campi di concentramento preservandone la memoria e regalandola all'umanità. Il concerto, diretto sempre da Francesco Lotoro, vedrà la partecipazione del soprano, Anna Maria Stella Pansinidel tenore Nicola Sette, del baritono e voce recitante Angelo De Leonardis e della voce di Paolo Candido.

Diversi i brani che saranno eseguiti e che Lotoro ha salvato dall’oblio, insieme a più di quattromila spartiti scritti dai tanti musicisti ebrei, zingari, prigionieri politici e soldati. Un repertorio enorme e sorprendente toccante e ispirato, nonostante le condizioni disumane in cui ha preso forma, tra il 1933 e il 1945.  Cori, marce, tanghi, ninna nanne, musiche da cabaret e inni religiosi che scortavano i prigionieri ai lavori forzati o fin dentro ai forni crematori. Lotoro “libera” queste note dalla prigione in cui sono nate e dall’oblio in cui sono precipitate, eseguendole dal vivo in teatri e sale di concerto in tutto il mondo.

Venerdì 29 gennaio, alle ore 18.30, sarà presentato in diretta facebook sulla pagina del Comune di Bari “Il racconto della Shoah per il XXI secolo - Testi, testimonianze, film”, a cura di Francesca Romana Recchia Luciani, edito da Progedit.

“Il racconto della Shoah per il XXI secolo” è un’antologia che raccoglie documenti, testimonianze dirette e indirette, analisi storiografiche e altri materiali, collegati tra loro dall’obiettivo di fornire, alle giovani generazioni, gli strumenti per poter approfondire, criticamente e in autonomia, la conoscenza degli elementi essenziali che hanno connotato gli anni più bui del secolo scorso.

Dialogheranno con l’autrice, docente di Storia della Filosofia dei diritti umani di Uniba, l’assessora alle Culture Ines Pierucci, il direttore dell’IPSAIC “Tommaso Fiore” Vito Antonio Leuzzi, il docente e ricercatore dello stesso istituto Raffaele Pellegrino e l’editore Gino Dato.

Numerosissime infine le iniziative organizzate da enti pubblici e privati in tutta la Puglia per contribuire a fare degna memoria della Shoah.

Riflettere sul passato e leggerlo correttamente è un dovere civico e culturale di ogni cittadino italiano, ed è l'unico omaggio possibile alle vittime della deportazione, ed all'orrore che hanno vissuto. SEmpre vive le parole di Primo Levi: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre".

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