social

San Nicola, il viaggio sacro dei pellegrini tra fede, sacrificio e devozione

Il culto di San Nicola richiama, già dal giorno 7 maggio, numerosi fedeli di diverse regioni italiane, che spesso raggiungono Bari attraverso un lungo percorso a piedi

©Foto Facebook Basilica di San Nicola

In un anno funestato dalla pandemia e dall'annullamento del Corteo Storico e di grandissima parte degli eventi collegati al Santo Patrono è sempre emozionante ricordare quello che avviene di solito nei giorni di festa dedicati a San Nicola.

Il 7 maggio è il giorno di arrivo dei pellegrini che giungono a Bari per la festa: una fiumana di gente guidata dallo spirito di sacrificio e da una profonda devozione al santo patrono della città. Tanti sono i devoti baresi, ma numerosi anche quelli che giungono da fuori il territorio pugliese in vista al Santo Patrono di Myra. 

Giovani e anziani, uomini e donne, alcuni anche a piedi, già all’alba del 7 maggio giungono a Bari da molto lontano, per testimoniare la loro fede, il più prezioso dono ricevuto da Dio.

Solitamente ogni anno si contano un centinaio di bus per non parlare di coloro che arrivano a Bari con altri mezzi.
La fede verso San Nicola porta alcuni fedeli ad affrontare percorsi lunghi, a piedi, come quello che parte da Monteodorisio, in Abruzzo, un viaggio lungo oltre 250 chilometri, che inizia il primo maggio e termina il 7, solitamente con pernottamenti intermedi di fortuna. Si tratta di una tradizione antica, che comportava negli anni in cui non esistevano hotel o bed and breakfast presso cui trovare ristoro, dormire all'aperto. Giungono anche dalla Campania e dal Molise, regioni nelle quali San Nicola è fortemente venerato. 
Colpisce scorgere tra la folla le nuove generazioni, giovani e adolescenti, che arrivano in bici o con altri mezzi, a salutare San Nicola. Tanti poi anche gli stranieri, spesso di fede ortodossa, che rendono omaggio al Santo nei giorni della festa patronale.

Già dalla sera del 7 maggio, Bari si popola di volti e accenti nuovi, i pellegrini non vogliono mancare all'affascinante un appuntamento con la storia, il corteo, dove luci, scenografie e le numerose comparse mettono in scena la rievocazione che narra un'impresa eroica divenuta nel tempo genesi di un culto straordinario. La popolazione viene riportata indietro nel tempo con musiche e costumi tipici dell’epoca. 
L'8 mattina, con l'apertura della Basilica alle 4.30, parte la giornata delle celebrazioni con una carrellata di eventi fino al 9 maggio giorno in cui sempre più fedeli attendono di partecipare al prelievo della Sacra Manna. 

Curiosità

"In dialetto, i Baresi, chiamano simpaticamente i pellegrini: ziazì (si pronuncia con “z” aspra). Sono chiamati ziazì, pellegrini dei paesi montanari dell’Abruzzo, i quali da secoli, ogni anno, per devozione a San Nicola, nel mese di maggio, vengono dal loro paese a piedi o su traini (oggi molti raggiungono Bari in pullman) per onorare il Santo.

Ziazì è un termine propriamente abruzzese pronunciato dai più giovani per chiamare i loro anziani e gli sconosciuti in senso di rispetto.

Con il passare degli anni, il vocabolo si è generalizzato pure per i pellegrini che vengono dalle seguenti regioni: Molise, Campania, Lazio sud, Basilicata e Calabria.

Sono pellegrini vestiti alla montanara e il barese ha usato e usa tuttora il vocabolo ziazì, quando li vede arrivare in gruppi nei giorni che precedono l’otto maggio (festa dedicata a loro) e il 6 dicembre fraternizzando, offrendo una sedia, un bicchiere d’acqua, insomma: generosa ospitalità: “La criànze”.

In seguito il vocabolo ziazì, tra baresi, è stato pronunciato in senso ironico e spregiativo indirizzato a persona vestita dimessamente". (Fonte Don Dialetto Bari. Ricorrenze notevoli - cultura polpolare)

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

San Nicola, il viaggio sacro dei pellegrini tra fede, sacrificio e devozione

BariToday è in caricamento