Venerdì, 17 Settembre 2021
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Da 'Farinella' a 'U Panzon': viaggio tra le maschere della tradizione carnascialesca pugliese

Conosci le maschere della tradizione pugliese? Ecco qualcuna che forse non conoscevi

Foto di repertorio

Dallo storico Carnevale di Putignano alle numerose manifestazioni dedicate alla tradizione carnascialesca di Corato, Sannicandro, Palo del Colle, Rutigliano e così via, questo particolare periodo dell'anno diverte, da sempre, grandi e piccini.

Tra una sfilata di carri allegorici e una festa in maschera, non dimenticare di assaggiare i dolci della tradizione. Chiacchiere, pettole dolci, farrata e taralli in glassa di zucchero soddisfano il palato dei più golosi.

Conosci le maschere della tradizione pugliese?  Te ne presentiamo qualcuna.

Con gli abiti tipici della borghesia agraria del tempo, U Panzone è la maschera tradizionale del Carnevale Coratino, simbolo di falsa generosità e prepotente ostentazione di ricchezza.

Lo riconoscete dal piatto di polpette che porta con sè: Lu Titoru è un ragazzo di Gallipoli che, tornato dal militare, morì soffocato, preso dalla foga di poter mangiare di nuovo il suo piatto preferito.

Viene da Bisceglie Don Pancrazio Cucuzziello, un ricco e avaro proprietario terriero, corteggiatore di giovani donne.

Tra un carro e l’altro, a Massafra, potreste incontrare, Lu Pagghiuse, un contadino in abiti tipici, con bisaccia e cupa cupa.

Zè' Pèppe è il simbolo del Carnevale di Manfredonia: un allegro campagnolo che, esagerando con i festeggiamenti in paese, si ammala e muore l’ultimo giorno del Carnevale.

Torniamo a Massafra, per incontrare Gibergallo, un simpatico pagliaccio in frac, con gallo al guinzaglio. La maschera ha origine da Gilberto Gallo, un cittadino massafrese che ogni anno, amava mascherarsi così. 

Se siete ad Aradeo, attenzione a Lu Sciacuddhuzzi, un piccolo uomo simile ad uno gnomo che durante la notte si diverte a fare scherzi e dispetti a grandi e piccini.

Sono addirittura sette le maschere tradizionali di Foggia. Tra queste, U Monache Cercande, richiama la figura di un frate che chiedeva la questua tra le vie di Borgo Croci, lo storico quartiere della città in cui originariamente si festeggiava il Carnevale.

Chiudiamo la rassegna all’ombra dei giganti di cartapesta: Farinella, la maschera simbolo del Carnevale di Putignano, prende il nome da una caratteristica farina putignanese, ricavata da orzo e ceci.

(Fonte ViaggiareinPuglia)

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