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La mozzarella di Gioia del Colle ottiene il marchio DOP: grande orgoglio per il prodotto dell’antica e radicata tradizione casearia pugliese

Un'ottima notizia che arricchisce ulteriormente il patrimonio agroalimentare pugliese che oggi vanta una nuova DOP, la gustosissima mozzarella di Gioia del Colle

Finalmente è arrivato il marchio Dop per la Mozzarella di Gioia del Colle. L’Unione Europea ha dato il via libera alla mozzarella di Gioia del Colle DOP con la iscrizione nel registro delle Denominazioni di Origine Protette e delle Indicazioni Geografiche Protette che consentirà di mangiare la nuova mozzarella DOP pugliese probabilmente già a Capodanno. Lo rende noto la Coldiretti Puglia nell’annunciarne l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 415/46.

Un'ottima notizia per il patrimonio agroalimentare pugliese che si attendeva già da tempo dopo il rallentamento subito a causa dell'obiezione in merito al termine "Mozzarella", considerato non adatto perchè rimandava ad un significato generico e di conseguenza non protetto, fatta da parte della Germania e dell'Organizzazione degli esportatori americani di formaggi (Usdec).

Con la DOP alla mozzarella di Gioia del Colle salgono a 9 le Denominazioni di Origine Protetta per l’agricoltura pugliese sempre più green che può vantare 5 oli extravergine di oliva DOP e l’IGP Olio di Puglia, il Pane di Altamura DOP, 3 formaggi DOP canestrato, mozzarella di Gioia del Colle e caciocavallo, 27 vini DOC, 4 DOCG e 6 IGP, la leadership nel biologico con oltre 266mila ettari coltivati e 9380 operatori bio, oltre a 299 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero delle Politiche Agricole.  

Definizione e caratteristiche della Mozzarella di Gioia del Colle

Come riferisce la Coldiretti Puglia, la "Mozzarella di Gioia del Colle" è un formaggio fresco a pasta filata, prodotto da solo latte intero di vacca addizionato di siero-innesto con un sapore di latte delicatamente acidulo, con lieve retrogusto di fermentato/siero acido, più intenso nel formaggio appena prodotto; odore lattico, acidulo, con eventuali sfumature di burro e l’assenza di conservanti e additivi o coadiuvanti. La "Mozzarella di Gioia del Colle" si presenta con una superficie liscia o lievemente fibrosa, lucente, non viscida, né scagliata. L’aspetto esterno è di colore bianco, con eventuali sfumature stagionali di colore paglierino. Al taglio la pasta, che deve avere consistenza elastica ed essere priva di difetti, presenta una leggera fuoriuscita di siero di colore bianco.

La "Mozzarella di Gioia del Colle" si presenta nelle seguenti tre diverse forme – precisa il Regolamento di esecuzione - sferoidale, di nodo e di treccia. Il suo peso, secondo la forma e le dimensioni, varia dai 50 ai 1 000 grammi. Viene commercializzata immersa in liquido di governo costituito da acqua, eventualmente acidulata e salata.

Con 3 DOP per il canestrato pugliese, la mozzarella di Gioia del Colle e la mozzarella di bufala e 17 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – aggiunge Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

Zona di produzione: 16 comuni della provincia barese e le aziende zootecniche

La zona geografica di produzione comprende i territori dei comuni in provincia di Bari Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Altamura, Casamassima, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Locorotondo, Monopoli, Noci, Putignano, Sammichele di Bari, Santeramo in Colle, Turi, dei comuni in provincia di Taranto Castellaneta, Crispiano, Laterza, Martina Franca, Massafra, Mottola e di porzione di territorio del comune di Matera confinante con i comuni di Altamura, Santeramo in Colle e Laterza e delimitato dalla SS. 99 e dalla SS. 7.

Qui le aziende zootecniche da latte (le "masserie delle vacche" di origine federiciana) sono presenti in gran numero. In questo territorio gli allevamenti e le aziende di trasformazione son poco distanti tra loro (in diversi casi sono coincidenti), e producono "Mozzarella di Gioia del Colle" vaccina da tempi lontani: già nel 1885 si parla di "squisite mozzarelle nelle Puglie" ne "L’Italia agricola, giornale dedicato al miglioramento morale ed economico delle popolazioni rurali" (Redaelli, Milano). L’area si distingue per alcune peculiarità geo-pedoclimatiche, e per un’antica e radicata tradizione casearia che è stata tramandata di generazione in generazione, conservandosi nel tempo. Questi due aspetti influenzano profondamente le caratteristiche del latte e del formaggio e rappresentano i principali fattori di ancoraggio della "Mozzarella di Gioia del Colle" al territorio.

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