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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Segreti preziosi del passato custoditi nelle profondità della Terra: lo studio dei geologi

Le indagini effettuate dai geologi hanno rilevato sacche di materiali primordiali a cavallo tra nucleo e mantello: da qui la possibile teoria che la Terra venne colpita da un corpo delle dimensioni di Marte, dando origine alla Luna

I segreti dell'origine della nostra Terra? Immortalati in alcune aree profonde del montello terrestre note come “zone a velocità ultra-bassa”. Lo rivela uno studio internazionale coordinato dall’Università dello Utah e pubblicato sulla rivista Nature Geoscience - come si legge sulla testata Today.it - che svela alcuni dei segreti custoditi nelle zone più profonde del mantello terrestre, in queste enormi sacche di materiali eterogenei e anomali situate giusto a ridosso del nucleo liquido del pianeta. 

I geologi hanno scoperto che la Terra presenta uno strato più esterno, la crosta, uno più interno, il mantello, e un nucleo centrale composto (con ogni probabilità) da ferro e nichel allo stato liquido grazie all'utilizzo di sismografi sparsi sulla superficie, registrando così registrare il tempo impiegato dalle onde sismiche per raggiungere punti differenti della crosta terrestre, e risalendo in questo modo alle caratteristiche degli strati di roccia che hanno attraversato.

Attraverso l'utilizzo delle onde sismiche si è scoperto quindi che nel punto in cui mantello e nucleo terrestre si incontrano, avviene a volte qualcosa di insolito: ci sono zone dove le onde sismiche rallentano di colpo, arrivando anche a dimezzare la loro velocità. Sono queste le cosiddette zone a velocità ultra-bassa, sacche di materiali ad alta densità sulla cui natura, fino ad oggi, esistevano ancora solamente delle ipotesi. 

Sempre come si legge su Today.it dopo centinaia di migliaia di simulazioni, i ricercatori hanno ottenuto dati convincenti sulla probabile struttura e composizione dei materiali custoditi nelle zone a velocità ultra-bassa. Rivelando, in particolare, un indizio importante: con ogni probabilità si tratta di più materiali stratificati, con caratteristiche fisiche e strutturali eterogenee. Questo – spiegano - lascia immaginare che si tratti di sacche di materiali formatisi oltre quattro miliardi di anni fa, quando un pianeta (o planetoide) delle dimensioni di Marte si schianto contro la Terra, propellendo nello spazio i detriti che oggi compongono la Luna, e creando un enorme oceano di magna sul nostro pianeta, su cui galleggiava un mix eterogeneo di rocce, gas e materiali cristallini. Col tempo, il magna si sarebbe raffreddato, lasciando stratificare i materiali più pesanti nelle sue profondità e dando origine – ipotizzano oggi gli autori dello studio – alle zone di velocità ultra-bassa che troviamo ancora oggi nelle zone più interne del mantello terrestre. 

(Fonte Today.it)

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