Palazzo Fizzarotti, l'eclettica bellezza del gioiello architettonico di Corso Vittorio Emanuele

Un vero gioiello in stile eclettico realizzato in parte nel 1858 e concluso nella prima decade del XX secolo grazie al contributo di due dei più validi architetti e ingegneri che lavoravano a Bari

©Palazzofizzarotti.com

Bari, una città ricca di arte e cultura, le cui forme architettoniche e gli stili si sovrappongono per dare vita a strutture uniche e memorabili che vincono il tempo come quello dell'affascinante Palazzo Fizzarotti in Corso Vittorio Emanuele.

La facciata del “Palazzo Fizzarotti” é rivolta a mezzogiorno ed é strutturata in cinque arcate ogivali, affiancate, all’estremità, da due torri, sormontate da cupole finemente decorate, con mosaici a foglia d’oro, raffiguranti il “sol levante.

Quattro medaglioni a mosaico policromo con fondo a foglia d’oro ornano la facciata rappresentano la Fenicia; il vecchio stemma della città di Bari con il mitico fondatore della città, “Barinon”; lo stemma della citta di Lecce, da cui la Famiglia Fizzarotti proveniva; l’allusivo stemma personale di Emanuele Fizzarotti “quamquam fractae vulnerant” (malgrado siano rotte feriscono ancora).

I balconi, le finestre, trifore e bifore, sono in pietra merlettata come tutta la facciata. Quest’ultima manifesta un armonioso contrasto tra la compatta ma semplice pietra e le linee degli archi, a sesto acuto che, insieme ai pilastri in rilievo, con relativi basamenti e capitelli, incorniciano tre livelli di finestre bifore rastremate.

II piano terzo sopra é percorso, per tutta la sua lunghezza, da un loggiato, il cui colonnato sostiene il pregevole ed importante cornicione.

La Storia

Nel 1947, Giosuè Poli prende la gestione di Palazzo Fizzarotti a nome dell’Immobiliare Pugliese S.p.A. Da quel momento, l’Immobiliare Pugliese e i suoi azionisti si sono impegnati a proteggere e restaurare Palazzo Fizzarotti.

Dal 1950 sino al 1970, anni della demolizione/ricostruzionedel quartiere Murattiano,  l’immobiliare Pugliese lotta per la salvaguardia del Palazzo, nonostante le gravi pressioni politiche e  finanziare.
Con l’arrivo, nel 1989, del vincolo del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Palazzo Fizzarotti viene dichiarato monumento nazionale, dunque  salvo dalle speculazione edilizie dell’epoca. Purtroppo non si può dire lo stesso di  altri suoi contemporanei come il “Palazzo della Gazzetta” demolito durante gli anni ’70.

Palazzo Fizzarotti presenta una stratificazione delle più interessanti.
Costruito sul territorio del “Mare Isabella” ove, nel 1100 vecchi conventi e stazioni di ristoro davano asilo ai mercanti e alle loro carovane ed ai crociati, sin dal Medioevo le sue strutture offrono stabilità mentre le sue fondamenta e “capiveti” (canalizzazioni che portano al mare) regolano flussi di maree e torrentizie delle Murge.
Capiventi e percorsi segreti che diventando via di fuga che collega Castello, Cattedrale e Acquedotto, che salva Bari vecchia dai vari assedi. Il tutto ora è inglobato nel singolare palazzo eclettico in stile gotico veneziano che conosciamo.

La sua costruzione inizia nel 1850, anno in cui vengono concesse due zone di suolo a Nicola Lagattola. Nel novembre 1858 gli eredi Lagattola vendono il suolo a Nicola Loiacono che costruisce piano terra e primo piano in stile barocchetto.

L’ultima erede Loiacono, Rosa nel 1879, vende l’intero complesso ad Emanuele Fizzarotti che lo modifica, sopraelevando il secondo e terzo piano e applicando una facciata gotica veneziana forse anche a memoria dell’intenso periodo passato con Rockfeller della Standard Oli, a Venezia, di cui si era perdutamente innamorato.

l progetto venne affidato a Ettore Bernich capo scuola del eclettismo italiano.

Costruttore fu Nicolangelo Favia a cui si devono le opere murarie, i lavori in pietra, autentici merletti ,sotto la direzione di Augusto Corradini.

Questi, disegnò e dipinse opere pregevoli raffiguranti fra l’altro l’arrivo a Bari nel 1002 del Doge Orseo II che libera la citta ed il corteo nuziale di Federico II e Iolonda de Brienne.

Ed e invece alla maestria del pittore Rega che dobbiamo il meraviglioso ciclo del salone dell’arti e del lavoro. Ma non mancano le maestranze provenienti da Venezia e Ravenna per i fregi e le opere murarie.

Emanuele Fizzarotti

Emanuele Fizzarotti sapeva che un contenitore, anche se bello, ha bisogno di sostanza. La costruzione di Palazzo Fizzarotti diventa infatti un’opera di mecenatismo che impegna maestranze a livello locale e nazionale.

Come imprenditore, Fizzarotti è estremamente attento alla cultura e all’arte, in particolare alla musica, ma anche molto sensibile ai problemi della scuola, della cultura e dell’università.

Affermò con forza e determinazione la necessita di ampliare le facoltà universitarie in modo che l’università potesse essere dotata di tutte quelle facoltà che meglio rispondevano agli interessi della regione, sollecitando la citta di Bari a aprirsi alla cultura scientifica e letteraria.

Emanuele Fizzarotti muore a Roma nel 1926.

Negli anni ’30 Palazzo Fizzarotti divenne proprietà e sede della Banca del Fuscino.

Dopo lo sbarco degli alleati nel sud Italia, Palazzo Fizzarotti diventa la sede del circolo ufficiali alleati e negli anni 60 - 80 sede degli uffici Della comunità Europea.

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(Fonte PalazzoFizzarotti.com)

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