La bellissima Piazza del Ferrarese, affacciata sul lungomare Imperatore Augusto, è la culla della movida barese

Ha sempre rappresentato uno dei punti di accesso alla città vecchia, che attraverso viuzze, vicoli e larghi, si estende dall’asse piazza Ferrarese-piazza Mercantile fino al castello normanno-svevo

©foto di repertorio

Cuore della movida barese di fronte al porto nel centro storico della nostra bellissima città si trova piazza Ferrarese.

Piazza Ferrarese deve il proprio nome a un commerciante di Ferrara, Stefano Fabri o Fabbro, proprietario di diversi immobili nella stessa piazza, che nel Seicento si trasferì a Bari e lasciò il proprio segno anche nella costruzione della loggia del Palazzo del Sedile.
Affacciata sul lungomare Imperatore Augusto, di fronte al porto vecchio, la piazza è delimitata sulla destra dal palazzo dell’ex Mercato del pesce, costruito nel 1840, e dalla rampa di accesso a via Venezia; sulla sinistra dall’attuale Sala Murat, ex deposito di derrate alimentari, e dalle absidi della chiesa della Vallisa; le fa da sfondo invece il palazzo Starita, edificato sui resti di un antico Arsenale.
Ha sempre rappresentato uno dei punti di accesso alla città vecchia, che attraverso viuzze, vicoli e larghi, si estende dall’asse piazza Ferrarese-piazza Mercantile fino al castello normanno-svevo.
Durante i recenti lavori di restauro, che hanno interessato non soltanto la piazza ma anche gli edifici circostanti, è venuto alla luce un breve tratto dell’antica via Appia-Traiana, costruita dai Romani nei primi anni del II secolo d.C.
Oggi, animata da locali sempre molto frequentati, rappresenta insieme a piazza Mercantile, una meta obbligata della movida barese soprattutto notturna. Suggestiva e romantica la vista di sera dell’illuminato lungomare barese di cui si può godere dalla piazza e dalla rampa di accesso a via Venezia.
È il luogo ideale per ospitare concerti, rappresentazioni artistiche e soprattutto le maestose luminarie che accompagnano la festa in onore del santo patrono di Bari, San Nicola.

Storia

Piazza del Ferrarese era una propaggine meridionale di piazza Mercantile dove, nel 1612-13, fu costruita una porta di accesso alla città, detta di Mare o di Lecce o Nuova, allo scopo di agevolare l’accesso di merci e uomini nel vicino mercato. È ricordata nei documenti a partire dal XVII secolo anche come piazzetta d’armi, per la presenza del corpo di guardia cittadino. Nel 1813, quando si pose la prima pietra del borgo di espansione urbana proprio fuori dalla Porta Nuova, piazza del Ferrarese divenne di fatto l’unico nodo di congiunzione tra la città vecchia e la nuova, trovandosi in sostanziale continuità con il nuovo asse della via del Mare (attuale Corso Cavour). Con la demolizione nel 1817 della porta di Mare e l’autorizzazione data nel 1819 all’abbattimento della cinta muraria, la piazza potè estendersi verso sud e fu attrezzata per accogliere le funzioni di mercato per la vendita dei generi alimentari all’ingrosso e al dettaglio. I ferrai, che per lunga consuetudine si concentravano nella piazza, furono costretti a cedere le proprie botteghe e a spostare le proprie attività in zone più periferiche. La piazza, che occupa il margine sud-orientale della città antica, si sviluppa a partire da corso Vittorio Emanuele con uno spazio di impianto rettangolare, fiancheggiato da due porticati in origine destinati a mercato. Il primo ad essere costruito fu l’edificio ad ovest, progettato nel 1817 da Giuseppe Gimma come spazio coperto per la vendita di carne, pane e verdure. Vent’anni dopo Vincenzo Capirri chiuse lo spiazzo antistante, proteggendolo dai venti e dalle mareggiate, con un edificio gemello per il commercio del pesce e della frutta (vedi scheda). Nei primi anni del Novecento il porticato orientale fu sopraelevato ed ampliato verso nord, conservando al piano terra sempre la funzione di mercato. Il porticato occidentale alla metà del secolo scorso fu demolito, poiché versava in precarie condizioni statiche, e solo di recente è stato ricostruito simile al preesistente nella forma esterna, con un intervento volto a “restaurare” la spazialità dell’ambiente urbano originario.

I mercati della carne e del pesce, le cui coperture un tempo erano accessibili al pubblico, costituivano la propaggine meridionale di un corpo di fabbrica ad un piano occupato da una serie di botteghe, che si estendeva sull’intero lato occidentale della piazza, addossandosi ai prospetti delle case e occultando parzialmente l’abside della chiesa della Vallisa. Il tetto dell’edificio era una passeggiata pubblica sopraelevata, il cui accesso è ancora oggi visibile svoltando a sinistra alla fine di piazza Ferrarese, dirigendosi verso piazza Mercantile

Subito dopo l’incrocio con via Vallisa, al centro della piazza, si nota uno scavo dove possono osservarsi i resti della strada lastricata che entrava in città, con i solchi prodotti dalle ruote dei carri. Sono stati messi in luce due livelli sovrapposti di pavimentazione, la più recente a grandi basole quadrangolari posate in assetto regolare e direzione obliqua rispetto al tracciato stradale, la più antica di piccole basole di forma irregolare. Ai lati dello scavo, un inserto in basole scure nella pavimentazione di recente fattura in pietra calcarea evidenzia la posizione della porta di Mare e delle mura.

Superato lo scavo, la piazza si allarga e sale verso nord aprendosi ad est sul mare. Il salto di quota progressivamente crescente con il sottostante lungomare consente infatti alla vista di spaziare sul porto vecchio (vedi scheda), dal molo S. Antonio al molo S. Nicola, e sul retrostante fronte urbano prospiciente alla costa. Chiude la piazza a nord il settecentesco palazzo Starita, caratterizzato da un basamento rivestito in lastre di pietra calcarea delimitato nell’angolo orientale da un cantonale sporgente sormontato da un pinnacolo; l’edificio presenta un portale di stampo neoclassico incorniciato da paraste ioniche, un doppio ordine di ampie finestre e un attico su cui si eleva, al centro della facciata, un orologio solare.

Cultura popolare

È ormai tradizione che in piazza Ferrarese venga allestito l'altare dove l’effigie di San Nicola rimane esposta, tra gli arabeschi di una fantasiosa illuminazione che rischiara la piazza, fino al mattino successivo e dove i pellegrini provenienti da terre vicine e lontane vanno a rendergli omaggio e a impetrare miracoli e saluti. Si tratta dei devoti che tradizionalmente giungono nella nostra città per l'occasione, ormai familiarmente chiamati ‘ziazì’, ovvero zia e zio, a testimonianza del potere del Santo capace di unire baresi e pellegrini in una comunità di devoti.
I baresi sanno che in occasione della festività di San Nicola dell’8 e 9 maggio, il molo Sant’ Antonio è il luogo da cui partono i fuochi pirotecnici, che con i loro pittoreschi colori illuminano il mare antistante di mille luci. La statua del santo lentamente, arrivando su una barca dal mare, si incammina verso piazza del Ferrarese.

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(Fonte Around.Bari.it)

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