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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Da microalghe e batteri materiali 'intelligenti' per applicazioni high-tech: gli studi dei ricercatori Uniba presentati al Mit

Gianluca Farinola, professore ordinario di Chimica Organica dell’Università di Bari Aldo Moro, ha presentato i risultati delle ricerche del suo gruppo di lavoro in una conferenza su invito al Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale del Massachusetts Institute of Technology di Boston

L’interesse del MIT per gli studi del prof. Farinola e del suo gruppo, è rivolto al possibile impatto tecnologico, riguardante la possibilità di utilizzare fonti naturali, ed in particolare microorganismi fotosintetici, per ottenere materiali per applicazioni avanzate che spaziano dall’elettronica, alla biomedicina, alla conversione dell’energia solare.

In un’epoca storica critica come quella che stiamo vivendo, la possibilità di affrancarsi dalle fonti di materiali esterne, di cui spesso il nostro paese scarseggia ed il cui approvvigionamento dipende da delicati equilibri geopolitici, come l’odierna situazione internazionale drammaticamente dimostra, riveste una straordinaria importanza non solo scientifica, ma anche economica e politica.

Il prof. Farinola dirige presso l’Università di Bari un gruppo di oltre venti giovani studiosi di diversa formazione scientifica, distribuiti tra i laboratori del Dipartimento di Chimica e quelli del Polo Tecnologico Scientifico Magna Grecia nella sede tarantina dell’Università di Bari. Dal lavoro multidisciplinare condotto nei laboratori di Uniba (Bari e Taranto), anche in collaborazione con diversi istituti CNR ( IPCF, ICCOM) e con prestigiose istituzioni estere (come la  Tufts University a Boston, dove Farinola è professore aggiunto) stanno emergendo idee di grandissimo impatto: è possibile, da microorganismi (alghe microscopiche, batteri) ottenere materiali intelligenti per applicazioni high-tech, che sino ad ora era possibile produrre solo attraverso complessi processi industriali inquinanti e da materie prime a volte non facilmente rinvenibili. A partire dai risultati di queste ricerche potrà essere possibile realizzare celle solari basate su microorganismi viventi invece che sul silicio, ed una intera elettronica i cui componenti tradizionali sono sostituiti da cellule o strutture biologiche. Gli studi condotti hanno anche dimostrato che da questi microorganismi è possibile realizzare applicazioni mediche, come il rilascio controllato di farmaci in specifici organi, e il supporto alla crescita ossea.

Si tratta di studi che fanno dell’ateneo Barese, un centro di eccellenza riconosciuto per la creazione di materiali dalle prestazioni rivoluzionarie, ed al tempo stesso a ridottissimo impatto ambientale, nel solco della sostenibilità che da sempre è vocazione dell’Università Aldo Moro. Queste ricerche stanno attraendo giovani studiosi da diverse parti d’Italia e di Europa, e cospicui finanziamenti sia su progetti del programma quadro europeo, che da partner industriali.

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