La Rocca del Garagnone: tra i silenzi mistici del Parco dell'Alta Murgia si ergono le rovine dell'antico castello normanno

Un luogo magico, dove la storia dell’umanità resta incastrata tra le rocce di un’antica fortezza

©Raffaele de Angelis

Nella bellissima steppa mediterranea del Parco dell'Alta Murgia si ergono le rovine di un antico monumento difensivo costruito tra l'epoca normanna e sveva, la Rocca del Garagnone, oggi facente parte del territorio di Poggiorsini.

L'edificio era un tempo utilizzato per gli avvistamenti e il controllo della via Appia (che univa Spinazzola ad Altamura, con altri assi viari verso Ruvo, Corato, Andria, Barletta) e delle terre lungo le aree di confine. Qui il paesaggio è mozzafiato, c'è un silenzio quasi mistico, in una natura ambigua, dove alla terra brulla dell’Alta Murgia si contrappongono le pianure e i corsi d’acqua diretti verso l’Adriatico. Uno scenario che ricorda i panorami rupestri della Cornovaglia, ora disseminata dalle rovine del leggendario Regno di Artù.

Si ritiene che l’origine del nome Garagnone sia legata a Roberto Guaragna, uno dei cavalieri normanni giunti in Italia nel 1048, o a Rogerius Varannoni, normanno che nel secolo XII divenne signore di un casale terlizzese successivamente venduto al dominatore di Andria e infine ceduto all’ordine monastico cavalleresco dei Gerosolomitani di Barletta.

Sulla base di documenti storici, si è potuta fare una ricostruzione immaginaria del vecchio castello, oggi Rocca del Garagnone, considerandolo originariamente come un edificio a due piani, con un ingresso coperto, due stanze ad uso di stalla e un altro ambiente dove si teneva la paglia al primo piano, un cortile scoperto con magazzino, una cappella con al di sopra una stanzetta, e un’altra stanza usata come magazzino. E ancora sei stanze, di cui quattro ad uso abitativo, un ambiente con il centimolo e un altro con il forno. Una struttura dunque molto grande, di cui molte cronache parlano come il centro di un’area molto ricca, tra i traffici dell’entroterra e della costa pugliese.

Nonostante il terremoto del 1731, il castello continua a vivere arrampicato alle pietre della sua altura, mimetizzandosi nell’aridità del suo habitat. A distanza di secoli, la Rocca invisibile del Garagnone sembra non aver mai perso la sua identità: osserva da altezze più comode la storia che cambia, strade su strade, rovine su rovine. Mentre a poche miglia il mondo si trasforma, qui ai suoi piedi il tempo sembra essersi fermato. Il vuoto e i silenzi di una Puglia quasi desertica sono colmati dai suoni e dalle voci di guerrieri e contadinisovrani vassalli. Un luogo magico, dove la storia dell’umanità resta incastrata tra le rocce di un’antica fortezza.

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(Fonte Puglia.com)

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