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A Bari sono tornate le rondini: da dove arrivano e come distinguerle dai rondoni e dai balestrucci

Il loro arrivo segna l'inizio della bella stagione

©Foto di Hans Schwarzkopf da Pixabay

In città come come in campagna le vediamo sfrecciare nel cielo e la loro presenza ci dà certezza dell'arrivo della bella stagione e di nuovi inizi: le rondini. Anche se vengono genericamente chiamate tutte "rondini", in realtà si tratta di Irundinidi, a loro volta divise in generi e specie diversi. 

Cosa hanno in comune? Tutte le specie appartenenti alla famiglia Irundinidi hanno una forma corporea generalmente simile, ma diversa da quella degli altri passeriformi: le ali lunghe, appuntite, la coda biforcuta, e le zampe preposte all'appollaiamento piuttosto che a camminare per terra. Il piumaggio più comune è quello di un blu scuro lucido, di un verde molto scuro o di un marrone opaco nella parte superiore e con le parti inferiori normali o striate, spesso bianche o fulve. Altra caratteristica sono i loro nidi di fango, a forma di "coppa", sotto i tetti e le grondaie.

Le rondini si sono adattate per la caccia agli insetti in volo attraverso l'evoluzione di un corpo snello e di lunghe ali appuntite, che permettono una grande manovrabilità del corpo e una forte resistenza, oltre a sessioni di volo lunghe.

In questi giorni stanno arrivando numerose, ma da dove arrivano? E per quanto hanno volato? 

Il lungo viaggio delle rondini

Lipu - Lega Italiana Protezione Uccelli - spiega che con l'arrivo del freddo le rondini europee migrano in Sud Africa. Viaggiano in enormi stormi e volano per circa 11mila km. Partono normalmente a settembre (il periodo esatto dipende dalle condizioni meteo e dalla disponibilità di cibo). A ottobre attraversano il Mediterraneo e raggiungono il Marocco. Poi viaggiano attraverso il deserto del Sahara o lungo la valle del Nilo, e arrivano in Sud Africa per dicembre. Le rondini in migrazione possono ricoprire fino a 320 km al giorno circa, con una velocità media di 32 km/h.

Per girare preferiscono la luce del sole a bassa quota (ecco perché difficilmente le vediamo a mezzogiorno e più spesso al tramonto o di mattina) e trovano il cibo lungo il cammino.

Quando arrivano i primi giorni di marzo, le rondini ricominciano il lungo viaggio che dal Sud Africa le porterà in Europa: un nuovo giro di 11mila km prima di arrivare da noi.

Rondini, rondoni e balestrucci: come distinguerli

Sappiamo che però le rondini sono molto simili ad altri due volatili, ovvero i rondoni e i balestrucci. Ma come distinguerli? La Lipu, sul suo sito, indica che «la rondine ha una coda lunga e biforcuta, un becco piccolo e il dorso scuro iridescente che può sembrare bluastro. La caratteristica più riconoscibile sta nella gola e nella fronte che sono di colore arancio scuro, quasi rosso. Il balestruccio invece, anche se di forma e dimensione molto simile, ha la parte superiore del corpo di un nero brillante mentre collo, gola e ventre sono bianchi. Infine c’è il rondone comune che si differenzia da rondini e balestrucci per le sue tipiche ali lunghe e strette “a falce”. Il rondone ha una colorazione nera e la gola bianca».

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