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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Nell'Universo pianeti molto simili alla Terra: le scoperte confermate dalla Nasa

La Nasa ha certificato l’esistenza di ben 5mila esopianeti

Pianeti molto simili alla Terra, ben 5mila esopianeti, sarebbero disseminati nell'Universo. La scoperta è di qualche settimana fa è stata certificata dalla Nasa, l’agenzia spaziale americana.

Cos'è un pianeta extrasolare o esopianeta? E' un pianeta non appartenente al sistema solare, orbitante cioè attorno a una stella diversa dal Sole. Al 6 febbraio 2022 risultavano conosciuti 4966 pianeti extrasolari in 3659 sistemi planetari diversi (di cui 811 multipli).

La scoperta degli esopianeti è resa possibile da metodi di osservazione indiretta o da osservazioni al telescopio. A causa dei limiti delle tecniche di osservazione attuali, la maggior parte dei pianeti individuati sono giganti gassosi come Giove e, solo in misura minore, pianeti rocciosi massicci del tipo Super Terra. La frazione di pianeti più piccoli in costante crescita, soprattutto grazie alla missione Kepler, consente già di definire un abbozzo di classificazione esoplanetaria in base alle loro dimensioni. Gli esopianeti conosciuti appartengono a sistemi planetari che orbitano attorno a una stella. Esistono tuttavia numerose osservazioni non confermate di oggetti di massa planetaria non legati a vincoli gravitazionali con alcuna stella (i cosiddetti pianeti interstellari): tali corpi celesti non sono definibili come "pianeti" secondo l'attuale definizione dell'Unione Astronomica Internazionale.

L'interesse scientifico

L'interesse scientifico sugli esopianeti è cresciuto sempre più a partire dal 1992, anno della prima scoperta confermata (PSR B1257+12). Inizialmente il ritmo delle scoperte è stato molto lento, ma a partire dagli anni 2000 ha conosciuto una vera e propria impennata, passando dai 20 pianeti scoperti nel 2000, ai 189 del 2011, ai quasi 2000 del 2015.

Spesso la ricerca di esopianeti coincide con la ricerca di mondi in grado di ospitare una forma di vita extraterrestre. Kepler-22 b - ruotante attorno a una nana gialla, Kepler-22, distante approssimativamente 600 anni luce dal sistema solare - è stato il primo esopianeta di tipo terrestre (classificato tra le Super Terre) scoperto orbitare nella zona abitabile del proprio sistema nel 2011; esso avrebbe infatti una temperatura superficiale media di circa 22 °C, il che consente la presenza di acqua allo stato liquido, presupposto per la presenza di vita. Un altro pianeta scoperto da Kepler nel 2015, Kepler-442 b, è stato ritenuto essere il pianeta più simile alla Terra mai individuato.

Le nuove scoperte

Sono passati pochi giorni da quel 6 febbraio, e ad oggi l’agenzia spaziale americana, la Nasa, - si legge su corriere.it - ha appena certificato l’esistenza di ben 5mila esopianeti. Dunque immaginate dei pianeti che potrebbero essere molto simili alla Terra ma che ruotano intorno al proprio Sole da cui traggono energia e luce, ma fuori dal nostro Sistema Solare. Questo ovviamente potrebbe far pensare anche ad altre forme di vita. I progressi degli studi e gli strumenti avanzati utilizzati per le ricerche hanno permesso le nuove scoperte.

«Con queste tecniche riusciamo a determinare la massa e la dimensione dell’esopianeta, la distanza dalla stella. E questo già ci permette di ricavare alcune informazioni: in base alla massa e la dimensione, per esempio, capiamo se il pianeta è roccioso, come la Terra; la distanza dalla stella madre ci informa se l’acqua sul pianeta può esistere in stato liquido. I pianeti piccoli e rocciosi, alla distanza “giusta” dalla stella, sono i più simili alla Terra nel senso che ci potrebbe essere acqua. E dove c’e’ acqua ci potrebbe essere vita. Con gli strumenti più avanzati, come il James Webb Space Telescope ( che proprio in questo periodo ha dato ottimi risultati nei primi test per mettere a fuoco le immagini) e il Roman, saremo anche in grado di studiare l’atmosfera dell’esopianeta, cercando elementi chimici e molecole complesse che sono un passo in più nel trovare Earth 2.0, il gemello della Terra».

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