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Sanità, se il concorsone non è la via d’uscita?

E in questo momento in cui la Sanità Pugliese tra piani di riordino, convocazioni a Roma per la sua approvazione, notizie di bocciatura dello stesso e malumori tra la stessa maggioranza alla Regione, succede che: molti infermieri precari che da anni lavorano con contratti a termine per mezzo di proroghe, metteranno la parola fine, grazie alla pubblicazione del bando di concorso pubblico. Finalmente l'annosa vicenda lavorativa volge a lieto fine, ma purtroppo bisogna ricredersi, perché non tutto sembra quel che appare.

Andando per ordine, leggiamo sul sito della ASLBA, la pubblicazione della procedura concorsuale per 199 posti di infermieri , di cui, il 50% riservato ai precari "storici" in servizio e la restante quota ai colleghi esterni non dipendenti ASL. A conti fatti sembra un reale vantaggio ma così non è, in quanto, i precari "storici" che concorreranno sono distribuiti su tutto il territorio regionale e quindi un numero cospicuo degli aventi diritto.

Continuando a leggere il bando, paradossalmente, si apprende che i posti per riservisti nel caso non fossero coperti dagli stessi verranno destinati ai concorrenti esterni, per cui, quella riserva tanto sbandierata finirà per cancellare quel ipotetico vantaggio. Tutto ciò comporterà un licenziamento collettivo di tanti colleghi precari "storici" e la perdita dell'unica occupazione, con ricadute sociali, sapendo che molte famiglie sono monoreddito e non saranno più in grado di sfamare i propri figli.

É anche vero cha la Costituzione Italiana riconosce come unico strumento legittimo, per il reclutamento del personale nella pubblica amministrazione, la procedura concorsuale ma bisognerebbe chiedersi come è stato possibile stabilizzare i 98 dirigenti nella ASLBA, prevalentemente medici, assicurando dignità lavorativa e scongiurando conseguenze dannose per le casse pubbliche al contrario dei precari infermieri "storici" costretti ad un sicuro licenziamento?

Concludo appellandomi al buon senso di tutte le istituzioni, regionali, sanitarie, sindacali, affinchè si ponga fine a questa vergognosa e umiliante condizione lavorativa nazionale chiamata "PRECARIATO".

INFERMIERI PRECARI "STORICI"

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