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Un giorno di straordinaria follia per colpa della sanità Barese

Per una visita all'otorino dell'Ospedaletto dei bambini di Bari occorre recarsi al Policlinico (ma passando prima dal pronto soccorso della struttura pediatrica) e poi ritornare all'Ospedaletto per consegnare la diagnosi cartacea del Policlinico nonostante l'obbligo di Legge per le Regioni di rendere disponibile un Fascicolo elettronico Sanitario dove i medici possono raccogliere i documenti dei loro pazienti. Come passare 7 ore avanti e indietro tra Ospedali, Farmacia e Pediatra.

Certificato di accettazione Ospedaletto Pedriatico Bari

Con queste osservazioni intendo denunciare la disorganizzazione della Sanità Barese, in particolare quella che ho riscontrato il 7 aprile 2016 tra Policlinico e Ospedaletto dei bambini in occasione di una richiesta di consulenza pediatrica otorinolaringoiata.

Infatti, nell'ipotesi di una richiesta di assistenza pomeridiana, si è costretti a presentarsi all'ambulatorio di Otorinolaringoiatria del Policlinico, dato che la mattina non è attivo questo servizio all'Ospedaletto dei Bambini ma occorre prima passare dal pronto soccorso di quest'ultimo. Non solo, è obbligatorio in giornata stessa, ritornare all'Ospedaletto per riportare il documento cartaceo inizialmente rilasciato da questa stessa struttura in fase di accettazione e diagnosi di ingresso. Si tratta dello stesso documento che sarà successivamente firmato dallo specialista di Otorinolaringoiatria del Policlinico con indicazione della diagnosi di uscita.

A nulla sono valse le nostre richieste telefoniche all'Ospedaletto dei bambini di spedirgli da casa il documento finale via fax o scansionato via email o PEC al ritorno di una giornata infernale durata ben 7 ore (dalle ore 14 alle 21 circa) di attese infinite avanti e indietro tra Ospedali, Farmacia e Medico pedriatra che per tutti questi motivi ha davvero dell'incredibile.

Nostra figlia ha 11 anni e ammalata dal giorno prima con febbre a oltre 38, fortunatamente in queste circostanze stava meglio, ma ci si domanda che cosa potrebbe accadere nel caso di un bambino di pochi mesi o pochi anni, molto febbricitante, costretto a fare tutto questa trafila, soprattutto, se si verifica, come è avvenuto per noi, un grave rischio di salute per un soggetto di quell'età come, appunto, quello di una otite perforante.

E questo senza contare, probabilmente, il costo delle prestazioni sanitarie che ci verrà comunicato per aver fruito di un servizio che rimbalzando tra una struttura e l'altra (cosa che organizzata anche a livello informatico può essere evitata), oltre che la visita specialistica stessa, comporterà una spesa presumibilmente pari, o comunque prossima, se non maggiore, a quella di un privato.
In tali ipotesi, ci si domanda se in tali circostanze non sarebbe più conveniente affidarsi direttamente ad un privato per evitare dispendio di tempo, energia e soprattutto di salute e ancora in quest'ultimi caso quale valore avrebbe allora la sanità pubblica per la quale tutti noi contribuenti paghiamo le tasse.

E' ancora più incredibile pensare che oggi nell'era della piena informatizzazione e di Internet il cittadino debba correre avanti e indietro tra strutture quando invece devono essere i dati che devono viaggiare tra uffici della stessa Pubblica amministrazione o tra P.A. diverse. Ancora di più se si pensa che i medici (medici diversi per lo stesso paziente), oggi, dovrebbero rilevare tutti i dati sanitari, i farmaci e i referti, le informazioni sull'attività fisica dei loro pazienti in un unico luogo digitale per la salute dei cittadini, quello, dove, appunto, dovrebbero essere memorizzati, aggiornati e accessibili via internet, da computer o cellulare tutti questi dati, informazioni e documenti.
E il D.P.C.M. n. 178 del 29 settembre 2015, "Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico" che fornisce le regole tecniche attuative delle disposizioni del Codice dell'Amministrazione Digitale a stabilirlo e la cui attuazione è già entrata in vigore dal 26 novembre 2015 avendo prescritto per le Regioni il termine del 31 dicembre 2015.

Se tutto questo è accaduto e' evidente che la Regione Puglia non ha ottemperato a disposizioni di legge.

Tale denuncia ha per obiettivo quello di sensibilizzare i competenti organi regionali (soprattutto in questo momento in cui si sta attuando il riordino ospedaliero pugliese) e l'opinione pubblica relativamente all'organizzazione, la formazione del personale, la dotazione di adeguati strumenti allo stesso personale e quant'altro occorra per consentire loro di svolgere al meglio un'attività di fondamentale importanza come quella che riguarda la salute di tutti noi.
La denuncia non riguarda invece strettamente il personale del quale non si può parlare che in modo positivo, in particolare dello specialista del reparto otorino del Policlinico, un dottore molto competente che ci ha fornito molte informazioni per la sua diagnosi con l'atteggiamento del "buon padre di famigilia" oltre che cordiale, e del medico pediatrico che ha saputo immediatamente rilevare il rischio di un'otite perforante.

Solo per avere un'idea di quanto è avvenuto documento di seguito e nel dettaglio le vicessitudini del 7 aprile 2016:

  • la sera del giorno prima la bambina ha avuto la febbre oltre 38 dopo 1 giorno di forte raffreddamento curato anche con tachipirina,
  • la mattina del 7 aprile la situazione precipita per un fortissimo mal d'orecchio, motivo per cui la pediatra ci suggerisce di portare nostra figlia all'Ospedaletto dei Bambini,
  • dalle ore 13.45 alle ore 17.00 abbiamo aspettato al pronto soccorso di tale struttura dopo l'accettazione e una visita generale (3 ore di attesa per soli 15 minuti di visita) che le ha diagnosticato un'otite, - dalle ore 17.15 alle ore 18.30 abbiamo aspettato l'esito della visita specialistica consegnando al reparto di Otorinolaringoiatria del Policlinico il documento di accettazione e diagnosi di entrata rilasciatoci dall'Ospedaletto, documento che è stato quindi firmato con la diagnosi di uscita dallo specialista del Policlinico,
  • dalle ore 18.30 alle ore 20.00 sono stato occupato tra Pediatra e Farmacia ubicati nei pressi del luogo di residenza. Ho aspettato due volte la fila sia in farmacia che del Pediatra perchè la ricetta informatica riportava erroneamente un farmaco in sciroppo anzichè in compresse e quindi sono stato costretto a ritornare una seconda volta dal Pediatra per la nuova ricetta corretta e quindi successivamente anche in Farmacia per poter ritirare i farmaci,
  • dalle ore 20 alle ore 20.40 è il tempo impiegato per raggiungere l'Ospedaletto (che si trova dall'altra parte della città rispetto al luogo di residenza) per consegnare il documento cartaceo (prodotto in origine dalla prima struttura) firmato dallo specialista per la diagnosi di uscita rilasciato dal Policlinico e quindi ritornare nuovamente a casa. Non potevamo ritornare subito all'ospedaletto dopo il Policlinico (recuperando almeno metà strada) avendo fretta di raggiungere subito la Pediatra ubicata dove viviamo e acquistare subito i farmaci per somministrarli nel più breve tempo possibile a nostra figlia che, ammalata, raffredata, colpita da febbre a oltre 38 appena il giorno prima, ma soprattutto debole e stanca (non abbiamo avuto la possibilità di mangiare in tutto questo trambusto) ha dovuto attendere con noi quasi ben 7 ore di una giornata di straordinaria follia per colpa della disorganizzazione della sanità barese.

Il resoconto in diretta su Twitter

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