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Lunedì, 15 Agosto 2022
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Ridurre le disuguaglianze e raggiungere la parità di genere

Le politiche della Regione Puglia a favore dell’inclusività

Più di due anni di pandemia hanno cambiato, se non proprio stravolto, il mondo. Molti hanno dovuto rivedere le proprie priorità, riorganizzare le giornate, sperimentare nuove routine nell’attesa di ritornare alla normalità. L’emergenza ha condizionato l’economia, andando ad amplificare un disagio già noto alla politica e accentuando ancora di più le disuguaglianze tra classi sociali, lavoratori e lavoratrici.

In merito alla parità di genere, in particolare, la pandemia sembra aver peggiorato nettamente la situazione. In Italia, secondo dati Istat del 2021, su 100mila nuovi disoccupati, 99mila erano donne. Un’indagine di WeWorld sul primo lockdown metteva, invece, in evidenza come una lavoratrice su due avesse rinunciato ad almeno un progetto proprio a causa del virus.

Il Bilancio sociale e di genere per ridurre le diseguaglianze

A fronte dell’emergenza e di una situazione in evoluzione, a contare sono soprattutto le scelte politiche di istituzioni più vicine alla collettività. Ne è un esempio la Regione Puglia, che ha redatto il Bilancio sociale e di genere con l’obiettivo, tra gli altri, di indagare il fenomeno delle diseguaglianze, allo scopo di valorizzare le differenze e gettando le basi per l’elaborazione del documento “Agenda di genere”: un prezioso strumento per individuare le aree di intervento e gli obiettivi prioritari in materia.

Secondo la definizione data dal Parlamento europeo, il bilancio di genere “consiste nell’adottare una valutazione d’impatto sul genere delle politiche di bilancio, ristrutturando le entrate e le uscite al fine di promuovere l’uguaglianza tra i sessi”. Dunque, l’uso che si fa del denaro non è ininfluente a questo scopo; e per questo motivo la Regione Puglia ha inteso perseguirlo cercando di creare un contesto in cui migliorassero le condizioni di lavoro, di reddito, di competenze, di salute e di vita delle persone.

Imprenditoria femminile e lavoro agile

Dal 2017 al 2020 sono state stabilizzate 520 unità di personale e tra queste il 48% sono donne. Con il progetto “Pugliesi Innovativi” si è cercato, invece, di valorizzare le idee di giovani imprenditori in materia di innovazione culturale, sociale e tecnologica, in cui le candidature femminili hanno rappresentato il 40,7% del totale.

La percentuale di partecipazione relativa alle donne è risultata in aumento anche per quanto riguarda altri programmi, come per esempio il progetto estrazione dei talenti (34,6% delle domande presentate), rivolto in particolare ad aspiranti imprenditori nell’area Ricerca e Innovazione

Tra le misure adottate in favore della parità di genere, il fondo Tecnoidi ha agevolato 14 imprese, di cui 12 amministrate da una socia. Inoltre, la Regione ha compiuto un passo significativo anche per quanto riguarda il bilanciamento vita-lavoro delle sue dipendenti: l’85% di esse ha usufruito del lavoro agile.

Formazione, ricerca universitaria e borse di studio

Un altro punto fondamentale per ridurre le disuguaglianze è la formazione. In particolare, un gap da colmare è la scarsa presenza femminile nei percorsi di studio che riguardano le cosiddette materie STEM, cioè tecnologico-scientifiche. 

Tra gli interventi rivolti al mondo universitario rientra il progetto Refin, con l’obiettivo di promuovere la ricerca: tra i 203 posti, 101 spettano alle ricercatrici. Nel 2020, nell’ambito dei Dottorati, sono state concesse 176 borse totali, di cui 87 a favore di donne

Le misure non si limitano soltanto al mondo del lavoro, ma anche agli studenti. Grazie al progetto ADISU, infatti, sono state concesse nel 2020 più di 17mila borse di studio, di cui più di 11mila sono state destinate a studentesse.

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