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Ancora troppo cemento illegale in Puglia

Lo afferma Legambiente. La Puglia svetta al secondo posto nella classifica del cemento illegale: tra abusivismo, appalti, cave e altre fattispecie criminali, nel 2012 le Forze dell'ordine hanno accertato 640 reati (il 10% del totale nazionale), denunciato 1.147 persone, sequestrato 384 beni

La Puglia ancora terra di conquista per il cemento illegale. Ad affermarlo Legambiente che ci mostra un quadro molto dettagliato dell’abusivismo edilizio in questa Regione. I numeri del rapporto Ecomafia 2013 sui reati specifici legati all’edilizia mettono nero su bianco una situazione molto critica. La Puglia svetta al secondo posto, prima di lei solo la Campania, nella classifica del cemento illegale: tra abusivismo, appalti, cave e altre fattispecie criminali, nel 2012 le Forze dell’ordine hanno accertato 640 reati (il 10% del totale nazionale), denunciato 1.147 persone, sequestrato 384 beni.
 

Fra le province pugliesi, Bari svetta al primo posto per numero di reati ambientali perpetrati, ben 213, per numero di persone denunciate (455) e di sequestri effettuati (147). Segue Foggia, con 160 infrazioni, quindi Lecce con 140. 
 

Per quanto riguarda il caso specifico degli illeciti nelle aree demaniali, La Puglia è quarta nella classifica regionale con 420 infrazioni, il 14,7% del totale nazionale, 906 tra persone denunciate o arrestate, 276 sequestri. Prima di lei la Sicilia, la Campania, e la Sardegna. A fare la parte del leone sono le coste del Salento e del Gargano, lidi di forte richiamo turistico e, purtroppo, di massiccia speculazione edilizia. 
 

Ma non ci sono solo numeri allarmanti in questo rapporto, ci sono anche belle notizie. Vicino a questo abusivismo che continua a persistere, c’è un abusivismo che ha smesso di esistere. Legambiente stila, infatti, la white list degli edifici che si è riusciti a demolire. Tra queste, ricordiamo: a novembre del 2013 una villetta abusiva in località Torre Lapillo, a Porto Cesareo (Le), pochi mesi prima, a maggio, un immobile non finito di due piani, per 470 metri cubi di volumetria, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico a Torre Suda, la frazione marina del comune di Racale (Le); lo scheletro di Maruggio (Ta) nel giugno del 2011, il famoso gigante di Punta Perotti, sul lungomare di Bari: 290 mila metri cubi di grattacieli illegali demoliti nel 2006.
 

Una lista, spiega l’Associazione del cigno verde nel Rapporto Mare Monstrum che deve essere “sia d’esempio e stimolo a nuove demolizioni e perché ci si ricordi che quella spiaggia oggi libera e quello scoglio da cui ci si può di nuovo affacciare sono stati a lungo “rubati” e infine riconquistati al paese”.

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