Venerdì, 23 Luglio 2021
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Bari, quest’anno la Puglia ha una Bandiera del Gusto in più

L'elenco 2013, firmato Coldiretti, che traccia la classifica del patrimonio enogastronomico italiano, diventa più corposo anche grazie al cece nero pugliese

@Thamizhpparithi Maari

Raccogliendo tutte le specialità zona per zona, Coldiretti propone le prelibatezze che i turisti italiani e stranieri potranno gustare nell’estate 2013, delineando un’Italia dai sapori davvero ricchi. Le “bandiere del gusto” a tavola assegnate all’Italia nel 2013 raggiungono il numero record di 4698: sono riconoscimenti assegnati a specialità alimentari presenti sul territorio nazionale ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni.

In Puglia se ne contano 233: una in più rispetto all’anno scorso: il cece nero questo particolare legume  dalla forma simile a un chicco, ha la buccia ruvida e non regolare. Oltre a essere buono è ricchissimo di fibre (un terzo in più del cece comune) e di ferro , tanto da essere, un tempo, decisamente consigliato alle donne incinte. Non sono chiari i motivi, ma le vendite di questo legume non hai mai raggiunto numeri alti. Rimane comunque davvero gustoso, in particolare come lo propone la  cucina pugliese: zuppa con un soffritto di tante cipolle o con tagliolini, pomodoro e un filo d'olio. 

Medaglia d’ora spetta alla Toscana con 463, ma sul podio sale anche la Campania con 387 specialità e il Lazio con 384. A prevalere tra le specialità regionali, spesso salvate grazie all’impegno degli imprenditori agricoli nel recupero delle tradizioni, sono – riferisce la Coldiretti – i 1438 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1304 verdure fresche e lavorate, 764 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 472 formaggi, 174 piatti composto o prodotti della gastronomia, 159 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 155 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 147 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.

Anche grazie a questi risultati l’Italia, spiega l’associazione nazionale dei coltivatori diretti, è leader mondiale nel turismo enogastronomico a livello con oltre 24 miliardi di euro spesi dai turisti nazionali ed esteri nel belpaese per il cibo.

Non sarà infatti un caso se, nonostante la crisi e i tagli su tutto, il settore enogastronomico continua a essere trainante. Secondo l’analisi è destinata alla tavola ben un terzo (33 per cento) della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia. Il mangiare e bere è il vero valore aggiunto delle vacanze Made in Italy e tra tutti gli elementi della vacanza, dall’alloggio ai trasporti, dai servizi di intrattenimento a quelli culturali, la qualità del cibo in Italia è quella che ottiene il più alto indice di gradimento trai i turisti stranieri e italiani.

Sono confermati, sempre secondo l’analisi Coldiretti, anche i primati dell’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare ogm, ha il primato europeo nel numero di aziende biologiche e vanta inoltre la leadership nei prodotti riconosciuti a livello comunitario con ben 252 denominazioni di origine sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica.
Stando ai dati riportati dalla Relazione annuale al Piano Nazionale Integrato (PNI) per il 2012, tra l’altro, il cibo prodotto in Italia è il più sicuro d’Europa: solo il 3,7% delle irregolarità su scala nazionale è riferibile alla produzione primaria e, di esse, solo lo 0,24% è causato da problemi di sicurezza alimentare dei prodotti, mentre la maggior parte delle irregolarità sono dovute a carenze di natura amministrativa.

Anche i dati riferiti alla presenza dei residui di agro farmaci nei prodotti ortofrutticoli devono rassicurare i consumatori. Infatti, ben il 99,5% dei campioni di ortofrutticoli sono risultati in regola, così come i prodotti di origine animale che sono risultati regolari per oltre il 99%.

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