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Goletta Verde, ecco i risultati del monitoraggio in Puglia

Sono, 14 (su 31) i punti monitorati e risultati "fuorilegge", nei quali, cioè, è stata evidenziata una carica batterica al di sopra dei valori consentiti dalla legge

Com’è lo stato di salute delle acque pugliesi? Non buono in realtà. Sono, infatti, 14 (su 31) i punti monitorati e risultati “fuorilegge”, nei quali, cioè, è stata evidenziata una carica batterica al di sopra dei valori consentiti dalla legge. Stiamo parlando dei monitoraggi di Goletta Verde in Puglia, la storica campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani e il 26 luglio scorso ha fatto tappa nel litorale barese.
 

Quattro i punti analizzati in provincia di Bari, di cui uno giudicato “fortemente inquinato”: quello al porto del capoluogo, allo sbocco del tubo di scarico, radice del molo Pizzoli. Entro i limiti, invece, le analisi per le acque prelevate in località Santo Spirito, sempre a Bari (spiaggia su lungomare Colombo incrocio via Harris), a Molfetta (località Prima Cala, spiaggia ad ovest dello stadio) e alla spiaggia di Lama Monachile a Polignano a Mare. Nonostante le criticità, spiega però l’Associazione del Cigno Verde, c’è un trend che tende al positivo e che fa ben sperare per la salute delle splendide acque pugliesi.
 

L’istantanea regionale sulle acque costiere pugliesi è stata presentata in conferenza stampa a Bari, da Simone Nuglio, portavoce di Goletta Verde e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, alla presenza di Giovanni Giannini, assessore Infrastrutture e Lavori pubblici della Regione Puglia, Nicola Ungaro, Arpa Puglia e Nicola Giorgino, Autorità Idrica Pugliese.
 

«È un quadro, quello scaturito dalle analisi dei nostri tecnici, che conferma le criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci dei fiumi e dei torrenti ma anche dagli scarichi – dichiara Simone Nuglio, portavoce di Goletta Verde – Il nostro compito non è quello di assegnare patenti di balneabilità ma segnalare le situazioni di inquinamento che registriamo, per spronare gli enti preposti a individuare e risolvere la causa scatenante di queste criticità».
 

«Durante la stagione estiva torna alla ribalta la sfida della depurazione delle acque in Puglia, in realtà mai passata in secondo piano. I numeri evidenziano una situazione in chiaro scuro – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Da una parte sono state avviate le procedure per il potenziamento dei depuratori, sebbene si è ancora in attesa dell'avvio dei lavori, dall'altra insistono situazioni in cui depuratori scaricano nel sottosuolo, sono sottoposti a procedimento penale o, ancora, sono oggetto di procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea. Non da sottovalutare anche il caso del Comune di Porto Cesareo senza fogna e depurazione. Chiediamo alla Regione di garantire l'attuazione di interventi risolutivi e immediati per far fronte ai problemi della depurazione, utilizzando efficacemente le risorse economiche stanziate e disponibili. Un ruolo importante, però, deve essere anche quello dei sindaci delle città e dei piccoli centri pugliesi, sulla costa come nell'entroterra, che devono abbandonare ogni campanilismo e farsi promotori di una stretta collaborazione con i soggetti preposti che interverranno per mettere in pratica le misure necessarie al ripristino della completa funzionalità di tutti gli impianti imputati»

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