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Toh, Bari in testa alla classifica per numero di auto ecologiche

Sono il 7,18% del parco auto circolante nel capoluogo pugliese. Ma sono ancora poche. A dirlo una ricerca condotto da Airp su dati forniti da Automobile Club Italiano

Il nostro stivale è intasato da troppe autovetture, ma la notizia peggiore è che, di queste, solo il 7,10% sono ecologiche. Delle 2.268.844 autovetture che circolano attualmente in Puglia solo 136.634 (6,02%) sono ecologiche cioè a metano, Gpl o elettriche. Questi dati emergono da un’analisi condotta dall’Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) sui dati forniti da Automobile Club Italiano. Quel che emerge è un Bel Paese imbruttito dalle quattro ruote.

L’analisi contiene anche la graduatoria per densità di auto ecologiche delle singole province della Puglia. In testa alla classifica Bari (7,18%), seguono nell’ordine Foggia (6,35%), Lecce (6,28%), Brindisi (5,19%), Taranto (4,59%), e Barletta Trani (4,35%) che chiude la graduatoria. 
Anche il grido d’allarme del rapporto di Legambiente, realizzato con Ambiente Italia e Il Sole 24ore  non lascia spazio a equivoci: nel nostro Paese ci sono troppe macchine e pochi mezzi pubblici! L’associazione ambientalista spiega che il livello medio di motorizzazione privata nei capoluoghi italiani continua ad aumentare, e si arrivano a contare quasi 64 auto ogni 100 abitanti. Come se non bastasse c’è poi da considerare i poco confortanti livelli di smog, conseguenza diretta di una mobilità insostenibile. Basti pensare che la media delle polveri sottili di tutte le città italiane considerate dallo studio, è arrivata a 32 microgrammi per metro cubo. Inoltre, sono dieci in più, rispetto alla scorsa edizione del rapporto, i giorni dell’anno in cui l’ozono supera i limiti di legge.

Un primato europeo che l’Italia si porta dietro da tempo, quello dell’auto pro-capite, del quale risentiamo in fatto di inquinamento e scarsa qualità della vita. E nonostante la percentuale di auto ecologiche sia aumentata nel corso degli ultimi anni ( nel 2009 era pari al 4,57%, fonte : Airp) i numeri sono ancora bassi. Eppure se si sbircia – sottolinea l’Airp - a quel che il recente, nonché più importante vetrina europea dell’automobile, Salone di Francoforte ha dimostrato, è abbastanza evidente come le case automobilistiche stiano accendendo i riflettori in maniera crescente e con grandi investimenti proprio sulle alimentazioni alternative. 

La scelta di un’automobile meno inquinante è solo un pezzo di quell’enorme puzzle chiamato mobilità sostenibile. L’ultimo rapporto di Legambiente, Ecosistema Urbano 2012, fotografa un’Italia dove ogni giorno 14 milioni di cittadini si muovono dai territori periurbani e vanno a lavorare in città; questi spostamenti non sono mai senza problemi: dai quotidiani ritardi alle condizioni di viaggio, l’unica cosa certa è il disagio profondo della maggior parte dei pendolari.

Una volta giunti a destinazione la situazione non diventa più semplice, anzi. A dimostrarlo dati Istat, secondo cui la domanda di trasporto pubblico urbano nel 2010 è aumentata dello 0,6% rispetto al 2009, mentre è  diminuita dello 0,2% l’offerta. Una proporzione decisamente non adeguata.  
Il miglioramento della mobilità urbana è certamente un’impresa difficile, ma non impossibile, anche se il punto di partenza non è dei migliori, con il 70% della popolazione che utilizza auto e moto, e solo il restante 30% che si muove con mezzi pubblici o bicicletta o veicoli non inquinanti. E allora, se proprio bisogna muoversi in macchina, che sia green!

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