Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Torre Calderina area marina protetta?

Quel tratto di costa tra Bisceglie e Molfetta che è un oasi naturale, è stato oggetto di discussione in Parlamento e la scorsa settimana Legambiente ha commentato il primo ok della Camera

«Legambiente guarda con entusiasmo a quel brano della Legge di stabilità approvata dalla Camera con cui la zona di mare prospiciente Torre Calderina è stata inclusa tra le “aree di reperimento”, cioè fra quegli specchi d’acqua dove potenzialmente può essere istituita un’area marina protetta. È il primo passo verso la costituzione del Parco rurale-costiero di Torre Calderina: un progetto su cui stiamo lavorando da anni, che non si occupa soltanto dell’ambiente marino, ma prevede anche la tutela e la valorizzazione dell’unica fascia di costa nel nord-barese rimasta quasi immune da quei processi di cementificazione selvaggia che hanno compromesso molti litorali del nostro Paese».
Commentano così Francesco Tarantini e Vanna Grillo, rispettivamente Presidente di Legambiente Puglia e Presidente del Circolo Legambiente di Molfetta, l’emendamento inserito dalla Commissione Bilancio che dà avvio al processo istitutivo di due nuove aree marine protette: quella di Ripalta - Torre Calderina (tra Bisceglie e Molfetta) e quella di Capo Milazzo (in Sicilia).

Torre Calderina è quel tratto di costa tra il Comune di Bisceglie e quello di Molfetta ed è un importantissimo sito di passaggio per numerose specie di uccelli che transitano lungo le coste occidentali della Puglia per le rotte migratorie, grazie alla presenza di zone umide come la limitrofa Cala Pantano.

Grazie al sito di villaggio nettuno, affacciato proprio sull’Oasi Naturale di Torre Calderina scopriamo che sono molti gli ecosistemi marini presenti: organismi vegetali, piante acquatiche, come la Cymodocea nodosa, tipiche del sistema infralitorale e la roccia calcarea, ogni sito offre rifugio e cibo per molluschi, echinodermi, crostacei e pesci, presenti soprattutto nelle forme giovanili; persino il delicato cavaluccio marino (Hippocampus guttulatus) ha trovato il suo habitat ideale tra queste acque. A largo delle acque antistanti l’oasi, invece, è possibile osservare al tramonto un gruppo di delfini (Tusiops truncatus) che spesso si avvicina alla costa.

Le Associazioni che collaborano al fine di proteggere e tutelare la fauna e la flora presenti in questo patrimonio naturale attraverso il monitoraggio del territorio: il Centro Studi e Didattica Ambientale “TERRAE”, il Centro di Educazione Ambientale “OPHRYS”, l’associazione “MAREVIVO”, “Mondo Sommerso” sono solo alcune.  Sempre sul sito si legge dei progetti concreti posti in essere per la difesa dell’Oasi e rientranti nell’ambizioso obiettivo di ridurre al minimo l’impronta ecologica di Torre Calderina. E allora è prezioso l’impegno nella raccolta differenziata dei rifiuti e le campagne di educazione ambientale; la scelta di materiali a basso impatto ambientale e di materiale “biodegradabile” per i prodotti “Usa e Getta” come posate, piatti e contenitori; la riduzione degli imballaggi e delle bottiglie di plastica promuovendo la filiera corta e i prodotti a km 0!

Ecco perché «Questo provvedimento arriva al momento giusto: il piano paesaggistico adottato ad agosto dalla Regione Puglia avrebbe consentito di riqualificare e valorizzare soltanto la parte a terra di quest’area che – va ricordato – già oggi è tutelata da una serie di vincoli paesaggistici e ambientali; adesso ci sono gli strumenti per intervenire anche nella parte a mare. In questo modo Stato e Regione hanno creato i presupposti giusti per definire un sistema di azioni complementari che parte dalle preziose praterie sottomarine di posidonia e finisce in quegli uliveti che già oggi sono un’oasi avifaunistica» spiega Domenico Delle Foglie, Responsabile Paesaggio per Legambiente Puglia.

Legambiente, che è da sempre impegnata nella salvaguardia dei territori della nostra regione, si augura che da questo momento tutti – e soprattutto gli enti locali, cui è assegnata una grande responsabilità nella definizione delle scelte di dettaglio – comprendano la necessità di “fare squadra” per poter portare a compimen

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