Venerdì, 30 Luglio 2021
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A.S. Bari: i 105 anni della "squadra ascensore"

Oggi ricorre il 105esimo anniversario dalla nascita della compagine biancorossa. Per 'omaggiare' il galletto, ripercorriamo gioie e dolori di questo secolo e oltre della cosiddetta "squadra ascensore"

Centocinque anni di storia: un traguardo decisamente importante quello che oggi taglia l'Associazione Sportiva Bari, fondata nel lontano 15 gennaio del 1908. Oltre un secolo di vita, non sempre positiva, che ha permesso ai galletti di raggiungere comunque importanti traguardi come il primato a livello regionale in merito a partecipazioni nei campionati di serie A, ben trenta. Trenta presenze in massima serie a cui, però, fanno da controaltare le tante partecipazioni al campionato di serie B(e qualcuna anche in serie C) tanto da far sì che nel corso della sua storia il club, per via dei continui sali e scendi nei vari campionati, fu soprannominato la "squadra ascensore". Ripercorriamo, quindi, in modo breve questi 105 anni di storia dei biancorossi fra gioie e dolori.

Dopo la fondazione, per ben sette anni il Fotball Club Bari non disputò campionati ufficiali e, complici anche i conflitti della Prima Guerra Mondiale, la società si sciolse una prima volta nel 1915. A gennaio del 1924 il club torna in vita con la stessa denominazione ma dura poco: a fine campionato, infatti, l'FCB Bari si scioglie nuovamente dopo un anonimo campionato di prima divisione(l'attuale serie B). La duratura storia sportiva dell'attuale Bari, quindi, inizia il 27 febbraio 1928 quando le altre due squadre cittadine, l'ex Liberty e l'Ideale, si fondono dando vita all'Unione Sportiva Bari che, nella stagione 1928-29, è la prima squadra pugliese a partecipare al campionato di massima serie. L'esordio in A, però, non è fortunato e a fine campionato i galletti retrocedono dando inizio al continuo sali-scendi della "squadra ascensore".

L'altalena, però, si arresta fra il 1935 e il 1941, intervallo temporale da ricordare per la storia biancorossa: il Bari, infatti, milita consecutivamente per sei anni in serie A stabilendo il record personale di anni consecutivi in massima serie, un record che resiste ancora oggi. Dopo due anni di pausa per la seconda guerra mondiale e altri cinque consecutivi di massima serie, arriva il primo periodo buio dal punto di vista sportivo: dal 1950, infatti, nel giro di tre annate i biancorossi si ritrovano dalla serie A alla quarta serie prima di "rivedere la luce" della serie B nel campionato 1955-56 e della serie A nel 58-59. Da citare la presenza, in questi anni, di Luigi Bretti, attuale top scorer nella storia del club con 60 gol siglati fra il 1950 e il 1958. 

Dopo un quinquennio di presenze divise fra A e B, il 1963 è l'anno dell'insediamento alla presidenza di Angelo De Palo il quale, però, coglie due retrocessioni nei primi due anni di presidenza prima di ritornare in serie A nel campionato 69-70. Dopo quattro anni di B e tre di C, De Palo morì nel 1977 dando così inizio alla lunga era Matarrese. L'inizio dell'onorevole Antonio non è dei migliori alla guida del club visto che dal 1977-78 al 1983-84 il Bari resta in serie B passando per un campionato anche dalla C. L'83-84, seppur disputato in serie C, è un campionato da ricordare per i galletti in quanto, oltre al passaggio di consegne fra Antonio e Vincenzo Matarrese come presidente del club, i biancorossi centrano uno storico successo in coppa Italia sul campo della Juventus di Platini e Rossi, vincitrice di campionato e Coppa delle Coppe in quello stesso anno. Nel prosieguo del torneo, battendo anche la Fiorentina ai quarti prima di essere eliminato dal Verona, il Bari stabilì il record, ancora in essere, come unico club di serie C ad aver raggiunto la semifinale di coppa nazionale. Dal 1985 fino al 1990 riprende l'altalena A-B che porta, però, i galletti alla conquista del loro unico trofeo internazionale, la Mitropa Cup vinta nel 1990 contro il Genoa.

Il decennio 1990-2000 è il decennio dei grandi idoli e delle meteore: a Bari, infatti, giocano e fanno appassionare la piazza grandi come Gerson, Joao Paulo, Protti, Tovalieri, Ingesson, Andersson e Mancini mentre deludono molti stranieri, su tutti Raducioiu e Doll. Prima dell'inizio del nuovo millennio, però, a infiammare i cuori dei supporters biancorossi è un barese purosangue: il 19 dicembre del 1999 è infatti il giovanissimo Antonio Cassano, allora diciassettenne, a siglare un gol bellissimo all'Inter all'esordio in serie A. Cassano inizia la sua parabola ascendente e a fine campionato 2001 viene venduto alla Roma per la cifra record di sessanta miliardi di lire mentre il Bari, ultimo e con spaccature varie all'interno dello spogliatoio, retrocede in B dopo quattro anni consecutivi di massima serie.

L'ultimo decennio è storia recente: dal 2001 al 2008 è solo serie B(con la parentesi della retrocessione in C1 nel 2004, poi evitata per via del fallimento del Napoli) con le "istantanee" del minimo storico di spettatori, cinquantadue, in un Bari-Cittadella del 2002 e i tanti presunti tentativi di acquisizione societaria mai andati a buon fine. Il 2008-09 è l'anno del rinnovato entusiasmo, ritrovato grazie alla gestione di Antonio Conte che porta in serie A i galletti dopo un campionato di serie B dominato. In serie A, nonostante l'addio di Conte, è un Bari da "libidine" con Giampiero Ventura in panchina: i galletti, infatti, conquistano 50 punti, record assoluto del club nel campionato di massima serie. L'entusiasmo, però, dura poco: la stagione successiva è disastrosa e, oltre al Bari ultimo e retrocesso, scoppia lo scandalo "Calcioscommesse" che vede alcuni biancorossi invischiati in qualche gara "accomodata". Per i galletti, quindi, è caos: la famiglia Matarrese si dimette lasciando i biancorossi in "autogestione", il club vive di pesanti penalizzazioni per la vicenda "Scommessopoli" e la squadra è costretta a grossi sforzi per mantenere la serie B.

Ciò nonostante i tifosi, i fedelissimi biancorossi, sono sempre presenti perchè, come recita un famoso coro 'ultras', "Bari è una malattia che non va più via!". Nemmeno dopo centocinque anni.

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