Venerdì, 23 Luglio 2021
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Gautieri, orgoglio e pregiudizi in una storia dal finale amaro

Diciotto giorni sulla panchina del Bari e poi l'addio: troppo arduo il compito del tecnico napoletano. Ha preferito non accettare compromessi tecnici al ribasso, tra incertezze societarie e programmazione a vista

Il suo addio ha sorpreso tutti, non fosse altro perchè arrivato al termine del ritiro pre-campionato, senza nemmeno aver disputato un incontro ufficiale. Cosa resterà dei 18 giorni di Carmine Gautieri sulla panchina del Bari? Probabilmente lo ricorderemo come un allenatore affezionato alla piazza, anche in virtù del suo passato, per la quale ha deciso di mettersi in discussione, senza però scendere a compromessi: "Con questo gioco del 'vendo, non vendo' - ha dichiarato a Repubblica Bari -  è normale che si perda un pochino di sicurezza. Io non mi sono sentito a mio agio per problematiche che tutti sappiamo".

Cambio societario sfumato, programmi completamente ridimensionati, mercato difficilissimo: troppe le incertezze da affrontare anche per un tecnico esperto, ancor più per un 'giovane' emergente e ambizioso come l'ex biancorosso, capace nella scorsa stagione di compiere il miracolo della salvezza a Lanciano. Per Bari e per il Bari ha rifiutato offerte di squadre più blasonate, anche di Serie A, salvo poi pentirsene già sotto il solleone di agosto. Un errore di valutazione grande come una casa? Non sapeva già del travagliato momento del club barese? Gautieri probabilmente ha accettato confidando in una svolta positiva per il calcio in città. Quello che non si aspettava però è stato il rovescio della medaglia di un fallimento della trattativa, allo stato attuale, devastante per la situazione ambientale attorno al Bari calcio. 

Diventa così improbabile non difendere, almeno in parte, un tecnico che, giustamente, ha preferito non bruciarsi al cospetto di una piazza inviperita e disamorata (chiariamo, non contro di lui), non accettando di lavorare con un budget troppo risicato, avvolto da un cielo pieno di nuvole nere, dove neppure la sede sociale e lo stadio con il quale disputare la prossima stagione sono un'ovvia certezza. Non un gesto pavido, ma la consapevolezza di non poter operare se non in condizioni poco consone al blasone di una piazza prestigiosa, ferita ed esigente.

Il dopo Gautieri si è dunque materializzato in una cooperativa di tecnici: largo al triumvirato Alberti-Zavettieri-Loseto, con il secondo considerato dagli addetti ai lavori il pilastro forte del terzetto. Una soluzione d'emergenza per navigare semplicemente a vista, aspettando un altro giro di valzer con il candidato acquirente di turno, ben sapendo che, debiti alla mano, il gioco può continuare al massimo pochi mesi. A meno di miracoli sul campo, sempre possibili nello sport, al momento però racchiusi nella sfera dell'ultraterreno. 

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