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A 28 anni arbitro in serie A, la Regione premia Giovanni Ayroldi: "Un esempio per tutti i giovani"

Il giovane direttore di gara molfettese, 'figlio d'arte', ha ricevuto un riconoscimento in Consiglio regionale: a gennaio il suo esordio nella massima serie

“Non soltanto un patrimonio per il mondo arbitrale, è un esempio per tutti i giovani, a cominciare dai pugliesi”: così il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo, ha spiegato ieri le ragioni del premio consegnato a Giovanni 'Gianni' Ayroldui, giovanissimo “fischietto” di Molfetta, a 28 anni direttore di gara nella Serie A di calcio.

Per Loizzo, “ha tanti significati, un valore enorme il suo approdo nella massima serie, da primo dei promossi alla Can B che ha fatto esordio in A (domenica 19 gennaio ha diretto l’incontro Bologna-Verona del campionato nazionale di calcio, ndr). Dimostra che la determinazione, l’impegno, la passione portano a risultati eccezionali e questo vale nello sport come nel lavoro, nello studio, nella vita. È un messaggio di speranza per i coetanei: quando ci si applica, si possono raggiungere traguardi importanti”.

'Figlio d’arte' - il papà Stefano è stato assistente di gara a livello internazionale e lo zio Nicola ha diretto per anni in Serie A - Gianni è però anche l’allievo di una scuola arbitrale “antica”, quella di Molfetta, che porta ai massimi livelli leve d’eccellenza, come ha messo in risalto Maurizio Gialluisi, componente del Comitato nazionale dell’associazione arbitri, l’AIA.

Abnegazione, spirito di sacrificio, perseveranza e grande capacità di lavoro: il presidente del Comitato regionale arbitri Puglia Nicola Aroldi ha riassunto così le doti del nipote, sottolineando la costanza negli allenamenti e la dedizione totale agli obiettivi che si prefigge.

“Sto cercando di realizzare nell’arbitraggio, ch’è una passione, quello che voglio realizzare nella vita”, ha dichiarato lucidamente Gianni, “orgoglioso di rappresentare il Sud nella massima ribalta e di concorrere a farlo rispettare”.

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