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Asta Bari, il vincitore è Paparesta: "Tifosi incredibili, sarà un progetto importante"

Dopo il fallimento delle prime due aste, l'ex arbitro con 4,8 milioni, si aggiudica la partita a 4 con Cipollone, Canonico-Izzo e Montemurro-Rosati. Venerdì la firma dell'atto in uno studio notarile. Tifosi in festa. Dietro Paparesta un gruppo irlandese?

I tifosi del Bari esultano all'esterno del Tribunale

All'ultimo respiro: una busta consegnata a pochi minuti dalla chiusura e 13 rilanci al cardiopalmo. A uscire vincitore dall'asta fallimentare del Bari calcio è il protagonista meno atteso: dopo tanti proclami e due aste andate a vuoto, pochi si immaginavano il colpo di coda di Gianluca Paparesta. L'ex arbitro, fondatore della Fc Bari 1908, ha invece portato a casa la partita con 4,8 milioni di euro, 500mila euro in più della prima valutazione della curatela fallimentare.

A tenergli testa il giovane imprenditore Antonio Cipollone, originario di Venosa, amministratore della Bari calcio 2014, dietro il quale, vi sarebbero stato un imprenditore con interessi già in altri sport (alcuni sussurravano di Armani). Una lotta a colpi di rialzi da 200mila euro, alla quale non hanno potuto tenere testa le altre 2 cordate presenti all'asta, quella formata dagli imprenditori Canonico e Izzo e la As Bari Calcio 1908 di Montemurro e Rosati, che pure ieri aveva aperto le danze con il deposito della prima busta alla Sezione fallimentare del Tribunale di Bari, ma che oggi non ha neppure tentato di alzare la posta, fermandosi ai 2 milioni di base.

Un'asta a quattro simile ad una partita a poker tra Paparesta e Cipollone, dopo che Izzo non è andato oltre i 3,2 milioni: occhiate, sorrisi, pause e rilanci quasi al termine dei 3 minuti previsti dal regolamento, sotto la supervisione attenta del giudice De Simone e dei curatori fallimentari Danisi e Giannelli. Il body language di Paparesta, presentatosi con una cravatta biancorossa, confermava le sicurezze dell'ex fischietto, capace alla fine del lungo braccio di ferro, di sferrare la stoccata decisiva.

Al momento della proclamazione, in aula e all'esterno del Tribunale, è scoppiata la gioia dei tifosi, finalmente liberi da un peso che, settimana dopo settimana, stava diventando ingombrante. Possono esultare, in parte, anche i creditori, i quali potranno recuperare più di quanto si aspettavano dopo i ribassi decisi in queste settimane. Paparesta, anche a caldo, ha mantenuto il massimo riserbo su chi ha versato la somma: "E' un progetto importante per una città importante e una tifoseria che sta dimostrando numeri incredibili. La squadra è eccellente, preparata, costruita e allenata da professionisti esemplari. Saprete tutto nei prossimi giorni".

Alcune voci, parlano di imprenditori di origine irlandese, ma al momento non vi è alcuna conferma. La suspence durerà fino a venerdì prossimo, quando, in uno studio notarile barese, Paparesta e suoi compagni di avventura, firmeranno l'atto ufficiale di acquisizione della società. Da lì comincerà la corsa contro il tempo per pagare i 3 milioni di debiti sportivi più 800mila euro di fidejussione, mettendo la parola fine, entro giugno, alla crisi del calcio a Bari.

La tifoseria, inebriata dalla straordinaria rincorsa playoff dei ragazzi di Alberti e Zavettieri, ulteriormente spinta dal successo di ieri contro il Cittadella, aspetta fiduciosa. Tanti i ragazzi che hanno marinato la scuola e atteso con pazienza ed entusiasmo l'esito all'esterno del Tribunale: "Per la Bari questo ed altro - racconta uno studente -. Paparesta è stata una grande sorpresa. Alla fine, ha mantenuto la promessa".

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