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Bari, sconfitta nel fango. All’Avellino, il derby del Sud

La partita fortemente condizionata dal terreno di gioco, viene decisa dal gol di D'Angelo, sugli sviluppi di un calcio piazzato. Inutile il forcing finale dei galletti, alla seconda sconfitta consecutiva

Francesco Fedato, entrato nel secondo tempo al posto di Galano

Le sconfitte del Bari sono quanto di più facile si possa analizzare. Perché il motivo principale che spiega il secondo ko consecutivo nella seconda trasferta di fila, si spiega semplicemente ancora una volta nell’incapacità dei galletti di capitalizzare la mole di gioco prodotta. Anche nel pantano del “Partenio”, i biancorossi hanno comandato il gioco, specie nella ripresa, intensificando la pressione dopo il gol di D’Angelo, ma senza procurare eccessive preoccupazioni all’estremo difensore biancoverde Terracciano.

Si gioca regolarmente, nonostante i tanti dubbi, peraltro legittimi, sulla tenuta del terreno di gioco, ridotto ad un pantano.
Le giocate di qualità lasciano il posto a scivoloni e lisci d’autore. Per lo spettacolo, è meglio recarsi altrove.
Ci sono poi motivazioni puramente tattiche, come la scelta di entrambi i tecnici di puntare sul 3-5-2, il che produce grande densità in mezzo al campo, e poco spazio per manovrare. Si apprezza però l’atteggiamento dei 22 in campo, assai volenteroso e sprezzante delle condizioni atmosferiche. Regna l’equilibrio, ed eccezion fatta per una respinta di Terracciano su colpo di testa di Sciaudone, c’è poco da segnalare in un primo tempo che passa agli archivi con il più giusto dei risultati.

SECONDO TEMPO - Come nell’occasione capitata a Sciaudone, anche nel gol con il quale i padroni di casa sbloccano il risultato, l’azione è generata da un calcio piazzato. Un’azione confusa, in cui un rinvio sbagliato, porta il capitano D’Angelo a girare a rete una conclusione imparabile per Guarna.

Lo stesso D’Angelo sfiora al doppietta al 14’, ma è bravo l’estremo difensore barese a deviare in angolo.
La reazione del Bari c’è, ma si traduce più nelle intenzioni, che in riscontri pratici. L’assenza di una punta di ruolo, si sente ancor di più in un terreno di gioco particolarmente ostico per le finezze di Galano e le qualità di Alonso. Alberti prova a rimediare, affidandosi non ad una punta, ma alle geometrie di Fossati, al posto di De Falco.

Il centrocampista entra bene in partita e dimostra anche di avere il piede caldo, come testimonia l’insidioso sinistro con il quale sfiora il palo alla destra di Terracciano.
La spinta del Bari, giocoforza finisce con il concedere all’Avellino interessanti spazi in contropiede. Prima Schiavon, poi Castaldo, vanno ad un niente dal raddoppio. Sfortunato il primo, che colpisce il palo alla destra di Guarna, sciupone il secondo, che si trova davanti all’estremo difensore e si fa respingere il destro diretto all’angolino.
Alberti inserisce una punta esterna, Fedato, escludendo a sorpresa Galano, un minuto dopo il quasi autogol di Pisacane, che devia alto di un nulla, il cross dalla sinistra di Sciaudone.
Ancora una volta si apprezzano il lavoro e la capacità in fase offensiva della mezzala destra, e del capitano, tra i giocatori più pericolosi nel forcing finale dei galletti.

C’è spazio anche per Joao Silva nel finale in cui il Bari fa incetta di corner. Nell’Avellino invece, Rastelli concede uno spezzone a Soncin al posto di Castaldo.

L’assedio finale del Bari, ancora una volta, non produce nulla, se non rammarichi per l’ennesima sconfitta in una partita giocata alla pari con l’avversario.  

Tabellino

AVELLINO (3-5-2) Terracciano; Izzo (25’st Peccarisi), Fabbro, Pisacane; Zappacosta, D’Angelo, Arini, Schiavon (27’st Massimo), Bittante; Castaldo (38’st Soncin), Galabinov. A disposizione: Seculin, De Vito, Dia, Brancolino, Millesi, Herrera. All. Rastelli

BARI (3-5-2) Guarna; Ceppitelli, Polenta, Chiosa; Sabelli (36’st Joao Silva), Sciaudone, De Falco (19’st Fossati), Defendi, Calderoni; Galano (32’ Fedato), Alonso. A disposizione: Pena, Lugo, Beltrame, Altobello, Romizi, Vosnakidis. All. Alberti

Arbitro: La Penna di Roma

Marcatori: 3’st D’Angelo (A)

Ammoniti: Ceppitelli (B), Polenta (B), Pisacane (A), Fedato (B), Chiosa (B)

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