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Bari calcio | Che futuro si profila?

Non sono stati pagati stipendi e contributi erariali. Il momento è critico. La società si dice pronta a lasciare, ma c'è un reale acquirente? Intanto il prossimo campionato è a rischio

E' ancora questo il sogno della tifoseria

L’ultimo ad affondare con la barca è tradizionalmente il suo capitano. Ciccio Caputo, capitano del Bari, è pronto a fare il suo dovere, specificando però che esso si chiama "campo".

In conferenza stampa il capocannoniere biancorosso ha parlato della gara col Modena e non solo. “Nulla ci deve distrarre dall’obiettivo salvezza. Le questioni societarie non spettano a noi calciatori. La società ci è sempre stata vicino. Speriamo possa risolvere tutto bene e al più presto”.

Insomma parlare di campo non è semplice, dopo quel che è successo. Contrariamente all’ottimismo che imperversava, il Bari calcio non ha pagato gli stipendi di gennaio e febbraio, né le quote contributive erariali.

A questo punto oltre alla già sicura penalizzazione di altri due punti per il prossimo campionato lo scenario è ben più critico.

Ad essa, infatti, potrebbe aggiungersene un’altra per eventuale responsabilità oggettiva nelle ormai famose gare Bari-Treviso e Salernitana-Bari, e addirittura è a serio rischio la stessa iscrizione al prossimo campionato.

In breve entro il 30 giugno servirà stanziare 6,5 mln tra stipendi, rate all’erario e iscrizione al campionato, e questo impietoso dato lascia capire il momento delicatissimo.

Sempre dando il giusto risalto a iniziative come quella di “Bari siamo noi”, che va avanti con la sua raccolta firme, non ce la sentiamo onestamente di puntare l’indice contro la famiglia Matarrese.

E’ un momento difficile per tutta l’economia nazionale, figurarsi per un imprenditore privato.

Con questo, però, non intendiamo nemmeno assolvere una gestione societaria che i suoi difetti e i suoi errori li ha commessi eccome.

Come sempre siamo moderati, e puntiamo ad un fronte comune nell’interesse esclusivo della squadra e della sua permanenza in una dimensione a lei confacente.

E’ assurdo pensare a questa squadra in serie B, che la comandi la famiglia Matarrese o chiunque altro, ma ancora più assurdo sarebbe pensare ad un ulteriore declassamento.

Un primo contatto c’è stato tra società, istituzioni e tifosi, ma il nodo è sempre lo stesso: i soldi.

Come dire che si può ragionare in lungo e in largo, ma un acquirente serve. Ben intendendo con questo dire, però, che anche la società deve venire incontro abbassando le richieste, altrimenti si entra in un circolo vizioso dal quale uscire sarà impossibile.

Quale futuro dunque aspetta il Bari? Difficile, questa è l’unica cosa sicura.

Forse siamo alla fine di un’era. L’importante è che quella si aprirà sia consona ai desideri della tifoseria.

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