Venerdì, 30 Luglio 2021
Sport

Bari calcio | Tradimenti e traditori

La pioggia di deferimenti contribuisce a togliere stimoli ad una città che necessita di nuovi stimoli e soprattutto di ritrovare credibilità e fiducia in chi dirige e in chi gioca

Lo sport più bello e più ingrato del mondo. Il calcio e il cuore, due mondi opposti e spesso inconciliabili. Come farli andare d'accordo? Salvo i casi delle bandiere vere e rare forse è proprio impossibile.

Prendiamo il caso di Jean Francois Gillet, uno che a Bari ha fatto la storia e che ha avuto le chiavi della città, e che ora rischia prematuramente di chiudere la carriera.

Si è parlato tanto di Andrea Masiello (colpevolissimo per carità), ma come difendere il comportamento del "Gatto di Liegi"? Chi come il sottoscritto ha avuto la (s)fortuna di assistere alla sua conferenza stampa di addio dal Bari ricorda le lacrime di quella che sembrava viva commozione.

Era giusto che a quel punto egli pensasse alla sua carriera. Lacrime di coccodrillo, verrebbe da dire ora. E come lui tanti altri. Non è un caso se la pioggia di deferimenti della Procura ha toccato quasi interamente il Bari di quel periodo. Chi più, chi meno, erano tutti colpevoli e anche il non parlare era ed è un segno di colpevolezza.

Brutta, bruttissima storia, che contribuisce fortemente a rendere sempre più impopolare questo sport e in particolar modo lo sport in questa città che sta vivendo ore di trepidante attesa per un cambio societario dalla portata epocale.

C'è bisogno più che di progetti e acquisti di ridare credibilità ad una squadra che partirà ancora una volta con l'handicap della penalizzazione. Il Bari attuale è una polveriera. C'è bisogno che parte venditrice e parte acquirente si dimentichino dei rispettivi ruoli e trovino al più presto un'intesa per il bene di tutti. Altrimenti è meglio seppellire l'idea di fare calcio qui a Bari, e purtroppo non siamo troppo pessimisti.

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