Venerdì, 30 Luglio 2021
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Mignani: "Essere a Bari è un orgoglio. Sento la responsabilità". Polito: "Scelta ponderata"

Presentato il nuovo allenatore che guiderà i biancorossi nella stagione 2021-2022: "È l'opportunità più importante della mia carriera. Partiremo da un'identità tattica definita"

Dopo l'annuncio ufficiale arrivato nella prima mattinata, il Bari ha presentato il nuovo tecnico Michele Mignani. Ad accompagnare l'allenatore che nell'ultima stagione e mezza è stato alla guida del Modena, il presidente Luigi De Laurentiis e il direttore sportivo Ciro Polito.

"Sentiamo tantissimo il senso di responsabilità per partire - ha dichiarato il presidente dei biancorossi. Vogliamo farlo da basi solide, il primo passo è stato l'ingaggio del direttore sportivo Ciro Polito. Con lui abbiamo individuato l'allenatore con grande decisione".

Polito ha poi motivato la scelta di puntare sull'allenatore genovese: "Mignani è una scelta dovuta alle conoscenze della categoria. Per la mia esperienza in Serie C con la Juve Stabia, posso dire che Mignani è un tecnico che ha tirato sempre fuori il massimo dalle sue squadre. Perse un campionato in maniera incredibile ai tempi del Siena. Il suo percorso è stato costellato di buoni risultati, il Modena era la migliore quarta è uscita in modo sfortunato. Per me lui rappresenta il giusto compromesso. Un tipo di poche parole, uno che sbraita. Ma parlare di calcio con lui rasserena, ha una struttura di gioco definiti. Usa il 4-3-1-2, un modulo che a me piace per costruire. Se andate a vedere le sue squadre la storia dice che ha sempre subito poco. Non ha vinto? Ci sarà una prima volta. Non si vince perché uno è abituato a vincere, bisogna anche dare una squadra forte. Non abbiamo margini, so bene che la piazza è delusa ma c'è bisogno di tutti. Non serve il disfattismo, ci vuole unione. Bari è una città che vive di calcio, da napoletano so cosa vuol dire. Mignani è una scelta ponderata decisa, non ho fatto grandi casting. Mignani con Vergassola e il suo staff faranno il massimo. Vogliamo arrivare in alto".

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Mignani: "Per me è un grande orgoglio essere stato scelto. Ringrazio il direttore, è una piazza importante. Non voglio essere retorico, sento una grande responsabilità ma ho trovato subito grande entusiasmo. Non sono un chiacchierone, credo che siano i fatti che devono parlare. Le promesse che si fanno sono quelle che si possono mantenere. Sono qui da ieri ma ho subito percepito la presenza di tutti i presupposti per raggiungere un obiettivo importante ma potremo farlo solo attraverso il lavoro".

Il modulo di riferimento sarà il 4-3-1-2: "Il calcio è abbastanza semplice. Un gol più degli altri, cercare di non prenderlo. Si può interpretare in tante maniere. Ci vuole organizzazione in fase di non possesso. Ogni partita sarà diversa, bisogna mettere i calciatori in condizione di sapere cosa fare. Le mie squadre provano a giocare a calcio. Ci sarà un'idea concreta, difesa a quattro e centrocampo a tre, poi davanti proveremo a sfruttare gli spazi. Il trequartista non è un dogma, troveremo qualcuno in grado di darci soluzioni diverse, che sappia giocare alle spalle degli avversari. Oggi è fondamentale l'attacco della profondità. La rosa attuale? Abbiamo visto chi è sotto contratto, ma queste sono dinamiche di cui si occupa il direttore. Non è questo il momento per discutere di queste cose, ci sarà tempo. Lavoreremo tanto per costruire una squadra forte".

A Mignani è stato chiesto quale sia la ricetta per vincere il campionato: "Ci vogliono tante componenti per vincere. La base c'è, poi ci vuole il lavoro, un pizzico di fortuna. Dobbiamo costruire una squadra che abbia forza e forza interiore. Bisognerà remare tutti nella stessa direzione. Dobbiamo cercare di arrivare davanti agli altri. Nel calcio di oggi bisogna fare punti e perderne meno possibili. A volte se non si può vincere bisogna non perdere. Avremo una mentalità offensiva ma ci sono partite che non si possono perdere, non avere rimpianti alla fine dell'anno. Gli scontri diretti sono forse più semplici da gestire"

L'ex Siena e Modena ha parlato di cosa lo ha spinto ad accettare Bari:"Non ho chiesto feedback sulla piazza, non ce n'era bisogno. Mi è bastato parlare col direttore. La mia carriera è iniziata da Olbia, poi sono stato a Siena e a Modena. Ho pensato che per me sarebbe stata un'occasione importante. Non ho un curriculum come altri allenatori ma qualcosa ho fatto. Il direttore conosce il calcio, mi ha telefonato per chiedermi la disponibilità. O è un pazzo o in me ha visto qualcosa. Ricordi di Bari? A 19 anni faceva impressione, è sempre stato bello venire qui, non ho giocato in grandi piazze ma ricordo calcio e fame di calcio. Sono convinto di essere pronto e di essere al posto giusto".

Bari è indubbiamente l'occasione più importante della sua carriera da tecnico: "Ho sempre allenato le mie squadre come fossero il Real Madrid cercando di fare il massimo per loro. Quando uno mette tutto sé stesso i risultati arrivano, poi ci sono delle variabili. Priorità affrontare i calciatori in scadenza di contratto ma se ne occuperà il direttore. Io e il direttore pragmatici? Speriamo, dovremo cercare di esserlo, conta la concretezza".

Polito ha poi fornito un indizio molto importante sulla prossima stagione in chiave mercato: "Antenucci è il nostro bomber. Costruiremo una squadra intorno a lui. Di Cesare è il nostro capitano, ci vogliono punti fermi. Vorrei facesse parte del gruppo, ne parleremo".

Luigi De Laurentiis infine ha parlato della delusione legata allo scorso campionato: "Al secondo anno di Serie C, perdere punti dalla prima ci ha fatto commettere degli errori. Il treno è deragliato e non è più rientrato in carreggiata. Ai playoff ci abbiamo sperato ma è finita con la Feralpisalò. Ora ripartiamo con ambizione".

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