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Nicola: "Ad Avellino senza il giusto coraggio. Caputo? E' il nostro capitano"

Il tecnico del Bari ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Bari-Varese: "Contro l'Avellino ci è mancata la carica necessaria. 12 finali? Voglio che si pensi partita per partita"

Davide Nicola

Ripartire dopo l'ennesimo 'incidente di percorso': è questo l'obiettivo del Bari, che domani riceverà il Varese ultimo in classifica.

Una sfida che ai biancorossi serve per mettere immediatamente alle spalle la brutta sconfitta di Avellino, ma che va presa con le pinze visto che il Varese è in pieno caos societario: il tecnico Dionigi, arrivato da appena due partite è stato allontanato per richiamare l'esonerato Bettinelli, voluto a gran forza dai senatori. Il Bari avrà di fronte una squadra determinata. Ecco il pensiero di Davide Nicola, intervenuto in conferenza stampa questa mattina:

Cancellare Avellino col Varese?
"Ci può stare. La sconfitta qui si vive sempre come un dramma. Bisogna vedere come è arrivata la sconfitta. Il primo tempo non è stato giocato con il giusto coraggio, nella ripresa invece ci sono state diverse occasioni, anche qualcosa di cui sapete non amo parlare. Nelle ultime 4 partite abbiamo raggiunto due vittorie, un pareggio e una sconfitta. L'ultimo è un incidente di percorso".

Galano rientra?
"E' stato fuori ad Avellino per un problema".

Schiattarella?
"Ho delle idee precise in merito, nella costruzione della squadra mi fido sempre di ciò che vedo in campo. Tendo a non penalizzare mai qualcuno in particolare, dipende da ciò che dice l'allenamento. Abbiamo molti giocatori che potrebbero giocare, ma si va in campo in 11".

Rispetto ad Avellino: Ebagua (squalificato) lascia il posto a Caputo. Può essere la sua giornata?
"Indubbiamente torna Caputo, e con grande piacere. L'affetto nei suoi confronti è stato dimostrato in maniera inequivocabile. Anche i tifosi hanno capito che per lui la maglia è una seconda pelle. Dispiace non ci sia Ebagua. Francesco ha l'onere e l'onore di giocare questa partita".

Sarà il capitano?
"Certo, il nostro capitano è lui. Nelle scorse partite era Donati perché Ciccio era in panchina".

La squadra sa che ci sono 12 finali?
"La squadra deve giocare ogni partita come fosse una finale. Una alla volta. Qui si pensa troppo a lungo termine. Io pretendo che si vinca partita dopo partita. Ogni partita che vinci crei i presupposti per vincere nella prossima".

Il carattere della squadra viene fuori a fasi alterne. Come si spiega?
"Se vi dicessi che la squadra è la prima per tiri fatti e contrasti vinti, cosa direste? La costanza di mantenimento dei risultati non c'è mai stata. Ciò vuol dire che dal punto di vista della mentalità, nell'approccio alle gare, vedi la gara di Avellino. In alcuni ambienti sembra che tu debba andare lì per vendicare cose successe in passato. Lì abbiamo fatto un primo tempo di poco carattere perché eravamo troppo preoccupati a non concedere".

Il Bari di Nicola è come Nicola?
"Per me i ragazzi hanno carattere. L'ho detto anche ai tifosi ieri, un confronto costruttivo. Non abbiamo ancora la convinzione totale nei nostri mezzi. Si curano troppo di ciò che dicono gli altri, dobbiamo distaccarci da tutto e tutto".

Varese è stata una delle peggiori partite dell'andata...
"Non è lo stesso Varese dell'andata. L'obiettivo è voler vincere, ma se si pensa solo a quello non si mette in pratica ciò che serve per vincere. Dobbiamo controllare il gioco, avere entusiasmo, vincere i duelli individuali. Non c'è mai stata continuità nella convinzione. Forse per via di eccessive pressioni e preoccupazioni".

Cosa vi hanno chiesto i tifosi?
"Non hanno polemizzato, hanno portato un interrogativo. Come mai siamo scesi così ad Avellino. Non è stato per via delle angherie, abbiamo avuto troppa confidenza in noi stessi. Non siamo ancora nella condizione di poter gestire una partita. Volevano essere consci di questo, ci hanno invitato a crederci fino alla fine, perché loro daranno il loro apporto fino alla fine".

Secondo alcuni il suo Bari gioca troppo con la palla lunga...
"In queste partite non ho visto molti lanci lunghi. La cattiveria sotto porta poi cosa vuol dire? Spesso arriviamo negli ultimi metri cercando di fraseggiare fino all'ultimo e perdendo l'attimo per il tiro. Bisogna arrivare nei 30 metri finali e avere chiaro cosa fare, passare o prendersi la responsabilità di tirare".

Cosa dirai alla squadra sul Varese?
"Non siamo nelle stesse condizioni del Varese. Non mi preoccupo del fatto che arriveranno carichi. Ogni squadra in ogni categoria, quando decide di prendersi la responsabilità diventa squadra".

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