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Stefano Antonelli

Stefano Antonelli

Bari, Antonelli: "Restano 12 partite, dobbiamo tirare fuori il carattere"

Il direttore sportivo biancorosso è intervenuto in conferenza stampa: "Non siamo totalmente soddisfatti ma restiamo convinti che i ragazzi abbiano valori importanti. Le prossime 12 finali"

Dopo diverso tempo lontano dai microfoni, il direttore sportivo del Bari, Stefano Antonelli, è tornato a parlare in conferenza stampa.

Anche se Antonelli non ha voluto parlare di bilanci, è inevitabile che qualche valutazione sulla stagione dei galletti fino ad ora sia stata fatta. Ecco le risposte del ds alle domande dei giornalisti:

Soddisfatto o deluso?
"A 12 partite dalla fine dobbiamo tirare una riga e capire come comportarci nelle prossime, capire dove si può arrivare. Il mio bilancio non può essere soddisfacente fino in fondo. Allo stesso tempo sono convinto che quotidianamente ogni cosa che si poteva fare l'abbiamo fatta. Queste partite dovranno servire per un riscatto".

Rilucidare la stagione o salvare?
"Preferirei la prima. Dobbiamo fare più punti possibili per arrivare prima possibile ai 50 punti. La salvezza non era il nostro obiettivo finale, ma a 12 dalla fine sono conivnto che questa squadra deve imparare a tirare fuori il carattere. Il Carpi conduce la classifica meritatamente, temperamento, forza caratteriale, l'abnegazione. Spesso non sono belli, ma la loro classifica parla da sola ed è meritata".

Gli episodi incresciosi di Avellino avrebbero dovuto caricare la squadra, e invece...
"Avellino è una piazza calda. Hanno fatto tanti punti con la loro sana cattiveria agonistica. L'anno scorso ci andai col Siena, l'accoglienza fu pressoché la stessa. Quanto accaduto in tribuna è stato riprovevole, ma quanto è successo in campo lì accade da sempre. Per questo stava a noi tirar fuori il sacro fuoco. La cadetteria è un campionato particolare, sarà poco tecnico, ma ci vuole carattere e noi, ad Avellino come in altre occasioni siamo mancati sotto questo punto di vista. Ogni volta che ci siamo trovati con l'acqua alla gola però abbiamo sempre risposto. Avellino ha fatto scoppiare il pallone, la differenza l'ha fatta il temperamento".

E' un messaggio alla squadra per tirare fuori gli attributi?
"Ogni volta che siamo stati sul punto di riprenderci poi siamo sempre rimasti con un pugno di mosche in mano. Bisogna avere obiettivi di squadra ma anche obiettivi nei singoli. Mancano 12 partite. Non ci sono più scusanti, sono 12 finali. Vanno giocate tutte con l'impeto agonistico. Le qualità dei ragazzi sono evidenti a tutti. Non possiamo più sbagliare partita dal punto di vista caratteriale".

Mercato di gennaio rivedibile?
"Il mister chiuso il mercato disse che era soddisfatto. Abbiamo tanti difensori perché Contini era sul punto di partire. Da quando abbiamo cambiato modulo sono cambiati alcuni equilibri, il campionato è lungo, ci sono infortuni, squalifiche. Non vorrei tornare sul mercato. Siamo questi da 8-9 partite ormai. Le prossime 12 le facciamo con questa squadra".

Il suo lavoro è stato condizionato da un po' di confusione tattica?
"Non lo voglio dire perché devo tutelare il mio operato, ma dico che per me non è un problema di numeri. Fare un certo tipo di modulo può cambiare, ma questa squadra è camaleontica. Tutto dipende dall'interpretazione mentale con cui si va in campo. Col presidente abbiamo fatto tutto il possibile, non credo che i cambi di modulo abbiano influito, un po' ovunque si cerca la quadratura cambiando. Sono convinto che abbiamo dei calciatori importanti per questa categoria".

Rimpianti?
"Sabato appena finita la partita abbiamo pensato subito a Varese. Non ci sono rimpianti ma prese di coscienza".

I playoff sono a portata di mano?
"Abbiamo dato segnali di carattere a fasi alterne. La squadra può arrivare ai playoff ma deve trovare continuità. Dobbiamo crederci fino in fondo".

Nicola non è ancora pienamente riuscito a trasmettere il suo carattere alla squadra...
"Non ho perprlessità, non ho mai perso un allenamento di Nicola. Vivo quotidianamente le sue emozioni e il suo modo di lavorare in campo. Nicola ha due grandi pregi, trasmettere ed essere trasparente con ognuno dei suoi ragazzi. Il mio intervento non è per dare un ultimatum alla squadra, ma per fungere da sprone a trovare la coninuità nell'interpretazione del messaggio del mister. Lavora sempre con lo stesso metodo e con la stessa intensità, devono seguirlo con attenzione".

La media punti non è incoraggiante...
"Il Bari dello scorso anno, aveva 12 punti dai playoff. Questa squadra aveva un punto in più rispetto alla prossima stagione. Non siamo preoccupati ma realisti".

A metà marzo qual è la sua impressione sul progetto Bari? Come crede possa delinearsi nel futuro?
"Ho avuto il piacere di lavorare per 4 anni con la Famiglia Pozzo. Sono tanti anni che sono nel calcio. Oggi sono una macchina perfetta, ma ci sono arrivati dopo anni di esperienza, anche di errori. Io non sono il cardine di questo progetto, lo è invece la proprietà. Qui c'è passione e amore, abbiamo ricevuto una contestazione dopo Crotone. IL caposaldo di questo progetto è la gente, la proprietà dà tutto quello che può dare. Se io rimarrà sarà perchè ci saranno i presupposti giusti. Dobbiamo concentrarci solo sulle prossime partite. il progetto andrà avanti"

Boateng: ci chiarisce la formula del suo acquisto?
"E' tutto del Bari, il Milan ha soltanto un'opzione per una eventuale futura vendita".

Quali sono le differenze tra lei e Zamfir?
"Lui viene da un altro calcio dove ha ottenuto successi. Lui aveva il compito di studiare il calcio italiano. Lo sta facendo insieme a me con grande professionalità. Lui in questo momento ta vicino alla squadra ma è concentrato sullo studio del calcio italiano".  

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