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Bari: gli ingredienti segreti della metamorfosi

La formazione di Torrente da sei turni ha invertito la rotta. Proviamo a scoprire gli artefici di questa risalita.

La metamorfosi del Bari. Vincenzo Torrente, in versione "kafkiana", l'artefice. Lui che era il principale indiziato della crisi.

Rovesci della sorte e della giustizia, quella sportiva, una delle più impietose che ci sia. Da accusato a salvatore il passo nel calcio è breve, anzi brevissimo, e Vincenzo Torrente lo sa bene.

Difficile rivederlo su questa panchina il prossimo anno. Ci sono delle offerte per lui, ma, indipendentemente, crediamo che sia lui a non voler proseguire questa avventura in biancorosso.

Questione di programmazione e di legittime ambizioni. Difficile dargli torto, considerando i guai soprattutto finanziari che hanno minato in questi due anni il suo Bari.

Torrente non è un "santone" del calcio, ma nemmeno un "brocco". La verità come sempre sta nel mezzo e il futuro sarà affrontato a suo tempo.

Il presente si chiama salvezza. Quella da raggiungere al più presto, forse anche a più dei 50-51 punti preventivati. Ad ogni modo è sicuramente il mister il protagonista di questa risalita. Striscia utile di sei risultati consecutivi, quattordici punti, l'aver recuperato completamente Ghezzal, e tanto altro.

Dietro di lui chi? Noi indichiamo proprio il franco-algerino, capace di reinventarsi in un torneo alle sue qualità inferiore e con molto scetticismo attorno. Quello disegnatogli da Torrente il suo vero ruolo, ma farlo a campionato in corso non è facile. Le sue qualità erano note. Averle a disposizione significa regalare alla squadra quella qualità e quella fantasia che mancavano nella prima parte della stagione.

Infine indichiamo una coppia di onesti gregari: il duo Defendi-Sciaudone. Poco appariscenti, i due faticatori del centrocampo, seppur con caratteristiche diverse, hanno contribuito molto all'attuale buon andamento biancorosso, con tanti chilometri coperti sul campo e un equilibrio tattico garantito soprattutto dai loro costanti ripiegamenti.

Non è tutto oro quel che luccica però, e vanno purtroppo indicate anche le note negative, la principale delle quali è costituita da Nicola Bellomo. Il talento di Barivecchia, forse disturbato dalle voci di mercato che lo avevano accostato ad Inter e Roma, si è gradualmente perso ed è uscito dall'undici titolare.

Contro il Livorno qualche timido segnale di risveglio, ma da lui è lecito attendersi di più. Contro la Reggina dovrebbe essere lui a sostituire lo squalificato Sciaudone. Una buona opportunità per riprendersi quel che era suo, vale a dire il possesso di un centrocampo che senza funziona ugualmente, ma con lui acquista sicuramente ancor più.

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