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La Curva Nord al termine della partita, poco dopo la contestazione aila squadra

La Curva Nord al termine della partita, poco dopo la contestazione aila squadra

Bari flop, una notte da dimenticare: al San Nicola scoppia la contestazione

La bruciante sconfitta ai supplementari nel playoff contro il Novara e la fine del sogno Serie A: tifosi inviperiti contro la squadra, Paparesta sotto la curva. Una serata tra le più amare della storia recente biancorossa

Il crollo, la clamorosa rimonta e la beffa a pochi minuti dalla fine: nella indigeribile sconfitta di ieri contro il Novara, turno preliminare dei playoff di Serie B, il Bari ha visto per oltre 80 minuti il baratro, riemergendo con la forza della disperazione per poi precipitare a 4 minuti dal termine dei tempi supplementari con il gol di Galabinov, frutto di una clamorosa amnesia difensiva, l'ennesima di un campionato altalenante e mai convincente.

 Una partita nefasta che ha fatto scoppiare la contestazione della Curva Nord, delusa da una stagione fallimentare, conclusasi con il peggiore dei ko. Dopo un primo tempo disastroso, terminato 2 a 0 per i piemontesi, il cuore pulsante del tifo biancorosso non ha retto alla terza marcatura di Gonzalez, avviando così la protesta. Prima sono spariti gli striscioni dall'anello superiore, quindi il gruppo presente nel petalo centrale è sceso a ridosso del fossato, cominciando a inveire contro i giocatori, accusati di scarso impegno. Il quasi ribaltone biancorosso ha dato però la scossa allo stadio: dopo la prima rete di Rosina dalla curva si levavano messaggi contrastanti tra incitamenti e fischi. Dal 2 a 3, invece, le contestazioni sono state momentaneamente accantonate e il gol del pareggio di Puscas, con la pazza corsa della squadra, della panchina e del presidente Paparesta sotto la Nord, aveva fatto presagire un lieto fine.

VIDEO: LA CONTESTAZIONE DELLA CURVA NORD AL TERMINE DELLA GARA

I tempi supplementari, però, nascondevano un destino sportivamente crudele. Al triplice fischio dell'arbitro Maresca la squadra ha provato a riconciliarsi con i tifosi: tutto inutile, tra cori di scherno e inviti a rifondare totalmente un gruppo (singole eccezioni a parte) mai entrato realmente nel cuore del pubblico che generosamente ha affollato lo stadio durante questa stagione con una media di oltre 21mila spettatori a partita. A metterci la faccia però, va da atto, è stato proprio il presidente Paparesta: non ha esitato ad affrontare i supporter diviso solo dal fossato che separa la curva al campo. Fuori, mentre il pubblico defluiva, agenti di polizia in assetto antisommossa presidiavano l'ingresso al tunnel dello stadio: nessun incidente, per fortuna. La rabbia ha lasciato spazio all'indifferenza, quella con cui si ripartirà, probabilmente, per il prossimo, ennesimo, campionato di Serie B, a meno di svolte malesi o progetti realmente vincenti.

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