Bari, il nuovo ds Sean Sogliano si presenta: "Sono qui perché amo le sfide"

Il nuovo direttore sportivo è stato ufficialmente introdotto alla stampa: "Ho scelto Bari perché è una piazza importante. C'è poco tempo per costruire la squadra. Quasi tutto fatto per Stellone"

Sogliano e Giancaspro

In mattinata il presidente del Bari Cosmo Antonio Giancaspro ha presentato ufficialmente il suo primo rinforzo. Non si tratta di un calciatore, bensì di un dirigente: Sean Sogliano, scelto per ricoprire la carica di direttore sportivo.

"Seppur con un paio di giorni di ritardo dovuti ai tanti impegni siamo qui per presentare il nuovo ds - ha esordito Giancaspro -. È stata una scelta non facile, ho dormito poco in questi giorni perché ho incontrato di persona i diversi candidati. Ho avuto colloqui con diverse figure di rilievo e devo dire che il signor Sogliano ha avuto la pazienza di dedicarmi qualche minuto in più per capire l'essenza dei miei piani. Ci siamo conosciuti e ritengo sia nata da subito una stima e una sintonia per iniziare un percorso di medio-lungo periodo, oltre che la condivisione di un progetto".

Per un ds che arriva ce ne'è uno che lascia: "Il signor Zamfir ha agito da uomo: ha rimesso il suo mandato nelle mie mani, pur essendo sotto contratto - spiega l'imprenditore molfettese, comunicando la rescissione consensuale del dirigente romeno -. Si è comportato come mi aspettavo: troverà un'altra situazione che lo soddisfi. Io devo partite con un progetto da condividere con un ds che lo sposi. Ho dato un budget chiaro, entro il quale ritengo che Sogliano potrà muoversi bene grazie alle sue conoscenze. Credo non ci deluderà".

Il prossimo passo è dunque la scelta dell'allenatore, un ruolo delicatissimo per cui Giancaspro ha vagliato diversi profili. "Per l'allenatore - continua il presidente - ho fatto dei sondaggi. Essendo a fine giugno è stato difficile trovare qualcuno libero, ma forse è meglio in quanto ho potuto concentrarmi su coloro che sono disponibili. Sogliano ha lasciato una squadra di A, lo stesso vorrei fare per l'allenatore. Ritengo che il nostro progetto sia ambire alla massima serie. Lui ha carta bianca sui nominativi da me individuati. Spero di chiudere il discorso allenatore in un paio di giorni".

Piemontese, classe '71, Sean Sogliano si è presentato alla stampa: "Grazie a tutti per l'accoglienza che mi avete riservato - ha esordito -. Sono molto felice, venendo a Bari ho fatto una scelta importante. Ho subito avuto un buon feeling col presidente". L'ex ds di Verona e Genoa si è poi concesso alle domande dei cronisti presenti, utili per conoscerlo meglio.

Come interpreta il ruolo di ds?
"Lo faccio a modo mio, in squadre importanti sono andato via sopratutto per metterci la faccia. Sono a stretto contatto con l'allenatore, preferisco vivere la partita in panchina, senza prevaricare l'allenatore".

In un Verona-Brescia ha fatto persino l'allenatore. Inizialmente ha avuto dubbi da se fare il tecnico o il ds?
"Ho smesso presto per diventare un giovane ds. Il mio ruolo è decisionale, deve essere da supporto al presidente e all'allenatore. Devo difenderli, far notare loro se stanno sbagliando qualcosa. Credo di essere un ds vecchio stampo"

Nel budget c'è spazio per il settore giovanile?
"Per migliorare o ricreare bisogna avere tempo, investire sulle persone giuste che lavorino nel settore giovanile e che sentano la voglia di farli diventare prima uomini che calciatori. Ho sempre avuto collaboratori in gamba e penso che per un club come il bari deve essere quella di portare ragazzi del posto in prima squadra, farli esordire. C'è bisogno di tempo e pazienza, componenti non propri del calcio odierno. Ma ciò non deve distoglierci. Noi abbiamo poco tempo quest'anno ma la volontà non manca".

In passato ha scoperto molti talenti, i tifosi possono sognare?
"Nel calcio ci sono delle priorità. Con un mese di ritardo dobbiamo sistemare altre cose... A me piace vagliare più campionati. La B ha dei vincoli sugli stranieri. Ho preso giocatori dalla A argentina così come dall'Interregionale".

Punterà sui prestiti o a creare uno zoccolo duro? "Una società se ha una base su cui puntare è molto facilitata. I calciatori di proprietà possono essere un capitale o un peso. Dipende dal rendimento. Ci sono prestiti e prestiti, quelli fini a se stessi e quelli con diritto di riscatto accessibili. Io ho sempre cercato di creare un gruppo su cui puntare. Il mercato è sempre più difficile, ci sono pochi giocatori forti ed è difficile portarli via".

Progetto tecnico già discusso con allenatori?
"Ci sono allenatori che sono fedeli al loro credo, altri che invece si adattano. Rosina? Una società ha delle priorità. Per il Bari è importante essere credibile e solida, l'aspetto del mercato è fondamentale ma più importanti sono le persone che lavorano. Rosina? Era in prestito con diritto di riscatto non esercitato per una serie di fattori sia di tempo che economici".

Lei ha iniziato presto, cambiare tante squadre è stata una sua scelta?
"Se non mi trovo bene preferisco andar via, non sono legato alla poltrona. Sono stato tanti anni a Varese, partendo dal basso e sfiorando la A. A Palermo ho rescisso, così come a Genova. Preferisco accettare una sfida come Bari dove ci sono tante aspettative ma dove insieme si possono fare risultati importanti. Non resto nelle società per fare il custode del campo".

Quanto l'ha influenzata la figura di suo padre in qualità di ds? "Rispetto molto i dirigenti del passato. Papà lo è stato 20/30 anni fa, io ho imparato guardando lui, regalia. Sono dirigenti che hanno sempre messo al primo posto la professionalità senza mai scendere a compromessi, mi considero più vicino a loro. Mi ispiro a Braida, ho una mentalità simile alla loro. Calcisticamente ho la testa dura, ho scelto quasi sempre l'opposto di quello che ha detto lui. Sono partito dall'eccellenza, ho avuto grandi collaboratori. Spero di farmi apprezzare come uomo prima di tutto, sono venuto per fare il massimo. Non sono una prima una seconda o terza scelta, dimostrerò giorno dopo giorno chi sono. Voglio dare soddisfazione ai baresi. Gli obiettivi saranno stabiliti gara dopo gara, punto dopo punto. I calciatori usciranno dal campo con la maglia sudata".

Stellone è una scelta che condivide?
"Il presidente ha contattato sia Stellone sia Sannino, un tecnico che conosco bene. Io volevo parlare con Stellone perché lo conoscevo come tecnico ma non come uomo. È stato un incontro positivo, non è ancora definito il tutto, ma se verranno ultimati alcuni aspetti Stellone potrà essere il tecnico del Bari. Sannino è un grande uomo, sono contento che il presidente l'abbia contattato. Il presidente vuole un allenatore giovane e Stellone é il meglio in circolazione. Sannino può far bene da solo, senza Sogliano".

Cosa l'ha convinta a dire sì al Bari?
"A me piacciono le sfide. Appena arrivato all'aeroporto ho capito dove mi trovavo. Ho visto lo stadio pieno, c'è stato subito feeling. Conosco bene Guido Angelozzi che mi ha parlato molto della città, quindi so già qualcosa in più rispetto a quello che dovrei sapere"

Che tipo di progetto allestirete?
"La B è imprevedibile, soprattutto per una squadra importante. Le squadre piccole hanno meno da perdere, il Bari ha una storia, una maglia che pesa. Non guardo i nomi, ci vorranno ragazzi che sappiano reggere la pressione".

Regalia le ha augurato di aprire un ciclo...
"Il sogno della gente è trovare la stabilità. Il ciclo non devo aprirlo io ma il presidente. Io sono un dirigente e devo aiutarlo in questa sua avventura".

Che idea si è fatto sulla rosa attuale?
"Il lavoro è duro, molti giocatori sono andati via per fine prestito. Ora bisogna capire se ci sono trattative che si possono riaprire, se ci sono giocatori che si adattano al gioco del nuovo mister. Iniziamo subito e vediamo cosa riusciamo a fare".

Preferisce giocatori estrosi o equilibrati?
"L'equilibrio è importante, i giocatori dovranno mettersi a disposizione".

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La difesa sarà il reparto dove arriveranno i primi rinforzi?
"Qualcuno arriverà. Non prendiamo tanto per prendere, chiaramente vorremmo mettere a disposizione i calciatori per il ritiro. Ci vorrà affiatamento e nessuna distinzione tra vecchia e nuova guardia".

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