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Bari, Romairone: "Per i risultati c'è da soffrire. Preso il meglio che c'era sul mercato"

A conclusione del mercato di riparazione, il direttore sportivo dei biancorossi ha incontrato la stampa per spiegare la logica dietro le operazioni condotte

Giancarlo Romairone

Il giorno dopo la fine del calciomercato invernale, concluso con tre operazioni in entrata e sei in uscita, il direttore sportivo del Bari, Giancarlo Romairone ha convocato una conferenza stampa per spiegare le operazioni condotte durante questa sessione.

"Mai come in questo momento credo che bisogna parlar poco e fare i fatti, ma credo possa essere utile spiegare quale sia la nostra direzione - ha esordito Romairone -. In questa società c'è tanta chiarezza, nell'ultima conferenza stampa parlai degli scontenti che volevano più spazio e che sarebbero andati via, così è stato. Sono arrivati due giocatori di spessore e un giovane, abbiamo preso un difensore mancino, un esterno tra i più forti della categoria, e poi abbiamo portato a Bari un barese, ex capocannoniere del torneo, giocatore di spicco, per migliorare nei ruoli che nel girone d'andata avevano evidenziato carenze. Maggio non l'abbimamo mai trattato, Anderson invece non è riuscita, sarebbe stato bello ma è sfumato. Sono convinto che la squadra sia forte e abbia giocatori di livello. Ora pensiamo alla Cavese, siamo in crescita e in costruzione".

Numericamente il Bari sembra essere un po' corto: "Nel mondo del calcio è sempre più difficile lavorare. Non abbiamo perso perché avevamo meno attaccanti. Un'operazione capolavoro come quella di Cianci e poi il giorno dopo ha il piede gonfio e non può giocare. Chi è piccolo e fragile viene schiacciato da queste situazioni, chi è forte sa che le difficoltà fanno parte della vita di tutti i giorni. Sono tutte opportunità di crescita, questa società ha due anni, ha una grande prospettiva sul domani. Non bisogna parlare dei rigori sbagliati, nostri, o degli altri. Il mio calcio è quello in cui chi vuole la maglia la conquista e la mantiene, ora è un calcio di post a effetto, baci sullo stemma. Questa società vuole i risultati e li pretende da noi che ci lavoriamo. Una cosa ci manca clamorosamente, i tifosi. Ci darebbero sostegno e poi critiche. Quando le squadre avversarie fanno le barricate la Curva farebbe gol da sola. Dobbiamo stare zitti, correre e vincere le partite, qualcosa a cui si arriva anche momenti delicati. A Carpi persi la Serie A per due rigori sbagliati in una partita. Ognuno di noi ha una sfida, dobbiamo far emergere le nostre qualità. Ci manca continuità, ogni cosa che succede da noi non viene lasciata passare".

Il distacco dalla Ternana sembra ormai troppo ampio per pensare al primo posto: "Perché oggi devo dire se posso arrivare primo o ai playoff con 16 partite ancora da giocare? Prima di arrivare Cianci ci voleva un barese, ora siamo lì a dire che Cianci non basta. La squadra ha sbagliato mezz'ora di partita dove non c'era più partita. Se Cianci è in panchina cambia la partita, ma si sveglia col piede gonfio. Si passa attraverso le sofferenze per ottenere risultati. Io voglio che la squadra batta la Cavese, che la squadra corra forte. Si è provato a fare qualcosa in più, non ci si è riusciti. Siamo completi in ogni ruolo. Sono giudicato ogni settimana, alla fine si tireranno le somme. Ci sono state messe a disposizione risorse necessarie e utili. Io voglio solo giocatori funzionali, se non ci sono non li prendo tanto per dire che abbiamo fatto due operazioni. Abbiamo fatto le cose nei tempi in cui si potevano fare. La squadra esce con due giocatori migliori che c'erano nei ruoli (Rolando e Cianci), e un terzo che scoprirete (Sarzi)".

Molti giornalisti hanno insistito sulla questione della reale completezza della squadra: "Credo che questa squadra possa giocare in tante maniere diverse. Non bisognerà fare confusione ma ci sono tante armi a disposizione. Sul mercato c'è un budget, la società è seria, di conseguenza è stata rispettata la linea guida. L'operazione di Cianci ha implicato tanti giocatori ma l'obiettivo è stato raggiunto. Il difensore consentirà di cambiare linea difensiva, c'è Di Cesare, ci può giocare Sarzi che non va giudicato per Teramo. Questa rosa è all'altezza per arrivare in fondo. La proprietà in due anni ha sfiorato l'obiettivo, questa squadra è affidabile e può raggiungerlo. La ciliegina? Non ci si accontenta mai. Se giocassimo con un altro modulo siete convinti che non abbiamo in casa l'esterno? Sosteniamo questa squadra. La gente deve capire che ci sono persone che lavorano, che hanno a cuore le sorti di questa società. Non è colpa mia se arrivo ora e trovo le macerie del passato, lavoro in una società snella, pulita. Mancano i tifosi, la speranza era che entrasse la gente. Questa squadra l'anno scorso ha avuto il sostegno dei tifosi, ci cambia molto ma dobbiamo trovare soluzioni alternative".

Romairone ha parlato anche di quanto il mercato del Bari dipenda dal Napoli: "Tante fake news, da Frattali che si sarebbe fatto male a D'Orazio ceduto per aver fatto a botte, passando per Antenucci alla Spal. Non ci sono giocatori del Napoli, c'è una stessa proprietà ma due società distinte. Legare un giocatore di prospettiva (Salim Diakité ndr) al Napoli poteva essere un'opportunità per strapparlo alle altre, la stessa famiglia gestice le due società ma non capisco perché si debbano cercare cose che non esistono e che sono smentite dalla stessa realtà dei fatti. Bisogna mettere un punto tapparci le orecchie".

Della sconfitta di Teramo ha pesato molto la passività dei difendenti sui rigori: "Negli spogliatoi è stato rimarcato. Frattali para due rigori, lo ha rimarcato lui stesso ai compagni. Sono pieghe di ogni ripresa settimanale quando analizziamo ciò che è successo. Qui non passa niente. La squadra è migliorata nell'unione, atleticamente, ma ci vuole tempo e tempo non ce n'è all'infinito. Quell'atteggiamento sul rigore non va bene come anche altre cose di cui abbiamo discusso. Non si può commettere due volte lo stesso errore, mi auguro sia uno spunto per migliorare. In pochi minuti è cambiata la partita, la squadra non può gestire le partite, è una squadra fatta per aggredire. Non voglio essere unidirezionale, questa squadra è forte e duttile e ha professionalità, non posso che sostenerla e difenderla, devo stimolarla a tirar fuori tutto".

Relativamente alla possibilità di tesserare degli svincolati: "No, con due giocatori per ruolo siamo coperti. Avere una rosa snella ma non ristretta è giusto per il quotidiano e per arrivare fino in fondo. Succede che poi emergano contentezze e scontentezze ma non è accettabile perché c'è una società che paga. Rinnovo Maita? In agenda, c'è programmazione, ci sono un paio di giocatori che hanno queste situazioni, dobbiamo metterci a tavolino ma il grosso è fatto. Oltre a Maita è in programma il rinnovo di Marfella".

Circa la debolezza mentale della squadra: "Ne ho parlato alla ripresa con la squadra. L'aspetto mentale comanda tutto, di altri discorsi parla il mister. Parlo con convinzione di questa squadra, voglio alleggerire i ragazzi, non devono sentire pesi. Avendo a cuore questa impresa la devono cavalcare, essere qui è un onore. Più sono le difficoltà, più soddisfazione ci sarà nell'arrivare all'obiettivo. Una situazione analoga mi era già successa in Pro Vercelli-Sassuolo. Se abbiamo fatto solo 41 punti e perso delle partite abbiamo dei problemi, problemi a cui lavoriamo per dare una soluzione. Ci sono delle sfumature, mi auguro che questa squadra possa lavorare, colmare le lacune e raggiungere ciò che manca per arrivare in fondo. Io ci metto la faccia, ho bisogno che ognuno di noi dia il massimo, ho una richiesta altissima nei confronti di tutti. Io vedo anche più cose di voi, ne parliamo ogni giorno".

L'impressione è che ci sia stato un taglio dei costi, ma Romairone smentisce: "Non c'è voglia di disinvestire, c'è stata una contrazione così come da tutte le parti. Benevento, Alessandria, Cremonese, spendono decine di milioni di euro all'anno. Ci sono tempi, a volte anche volendoli bruciare non ci si riesce. La programmazione deve essere costante, ma stiamo facendo bilanci a metà campionato. La Ternana? Mi chiedo perché in Europa solo loro abbiano quella media punti, queste cose sono controproducenti. I conti si fanno alla fine. Se il bilancio dice che siamo in ritardo, per noi è uno stimolo, non voglio sia una cosa che ci schiaccia. Non vorrei fosse il nostro ambiente stesso a schiacciarci. A fine anno ognuno si prenderà le sue responsabilità. Capisco che la piazza s'interroghi sul futuro ma noi non ci pensiamo. Non ho risposte, a me interessa battere solo la Cavese, ci saranno tempi e modi giusti".

Auteri è più volte finito in discussione ma la posizione del tecnico per ora sembra salda: "La fiducia nei confronti del mister è stata espressa dalla società. Col mister ho un rapporto diretto e franco, a volte anche acceso. Lui ha una grande responsabilità, abbiamo un rapporto senza filtri e questa è la cosa più importante. La società è presente, poi lui ha responsabilità delle scelte e di come imposta la squadra. Tutti i giorni ci confrontiamo su qualsiasi aspetto, comportamentale, dialettico, Bari merita professionalità assolute. Bisogna cercare il meglio".

Il ds ha parlato anche delle dinamiche che hanno portato alla cessione di Simeri: "Gossip, vado oltre. Ci sono giocatori che riescono a fare, altri no, potrei farvi vedere i dati fisici dei giocatori... La chiuderei qui. Quando giocavo io la gente voleva i calciatori che sudava la maglia, ora più scrivi più sei considerato".

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