Venerdì, 19 Luglio 2024
Calcio

Nasce il nuovo Bari, De Laurentiis: "E' stato un anno faticoso, ho preso decisioni errate ma ci ho sempre messo la faccia"

Il presidente del club biancorosso ha presentato il nuovo direttore sportivo, Magalini, il vice Di Cesare e il nuovo allenatore Moreno Longo. Tra bilanci e prospettive future, la presa di distanza dal padre Aurelio: "Ha avuto uscite infelici, quando entra nella mia sfera lavorativa fa danni"

Giornata di presentazioni in casa Bari. Con una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente Luigi De Laurentiis e il neo dirigente Valerio Di Cesare, sono stati presentati il nuovo direttore sportivo Giuseppe Magalini e il nuovo tecnico Moreno Longo.

"Vengo da un periodo che definire difficile è riduttivo - ha esordito Luigi De Laurentiis -. È stato un anno faticoso, pieno di errori e sfortune. Ho preso decisioni errate, dalle quali non mi sottraggo, ma ci sono state anche tante variabili. Ci ho sempre messo la faccia e anche oggi lo sto facendo, per rendere le mie responsabilità a tutti i tifosi e le città di Bari. Da un'annata del genere si può imparare tanto. In queste difficoltà, nonostante tutto, ho vissuto forse l'esperienza più bella che è stata avvicinarmi a tutti i giocatori, a Valerio più di tutti. Ci siamo uniti abbracciati e stretti, dopo una vittoria importante dove abbiamo versato lacrime vere. Mi sono anche ritrovato sotto scorta, sono stato insultato in tribuna davanti ai miei figli. Sono sempre venuto allo stadio, la mia dignità non me la toglierà nessuno. Ora voglio voltare pagina, c'è voluto poco per riaccendere quella voglia di ripartire. Abbiamo Magalini, un direttore sportivo d'esperienza e apprezzato, scopritore di giovani talenti, e mister Longo è stata la persona che abbiamo individuato, con un curriculum di grande rispetto, che ci ha colpito per voglia e forza. E poi il vice direttore sportivo Di Cesare. Sono molto felice di questo, aiuterà Magalini a seguire tutto il percorso dell'area tecnica".

Magalini: "C'è tanto da fare ma il lavoro non mi spaventa"

La parola è passata dunque a Giuseppe Magalini: "Sono felice di essere qui, sono qui per darmi da fare con gioia ed entusiasmo - ha detto l'ex ds del Catanzaro -. Le parole del presidente mi hanno convinto. Mi sento fortunato ad essere qui, so che c'è molto da fare ma questo non mi spaventa. Ci sono le condizioni ottimali per fare le cose che vanno fatte. Ho ritrovato Valerio Di Cesare che ho avuto come giocatore e ora sarà al mio fianco per darmi una mano. Dobbiamo fare un campionato importante. L'allenatore è frutto di una scelta condivisa, Longo lo conosco da anni e lo apprezzo".

Sulle operazioni di mercato che lo aspettano: "Il riscatto di Sibilli è stata la prima mossa. Ora analizzeremo col mister come costruire la nuova squadra. Si prenderanno giocatori funzionali. In certi settori i nostri giocatori sono funzionali, in altri meno, c'è sicuramente lavoro da fare. Puntare a giocatori esperti o da scoprire? Cercheremo di trovare una via di mezzo, dipende anche dal budget e da cosa offrirà il mercato. Ci sarà la possibilità di valutare giovani, ma punterò a trovare giocatori funzionali".

Al momento il compito di Magalini consiste anche nel valutare gli attuali componenti della rosa biancorossa: "C'è una disamina sui punti saldi, stiamo analizzando il percorso, cercare di capire che profili prendere. Siamo a lavoro da giorni, ci sarà da fare in tutti i reparti. Giocatori bravi in rosa ne abbiamo, dobbiamo interpellarli, magari qualcuno ha il mal di pancia, non lo sappiamo, prima di privarcene parleremo con loro".

Longo: "Bari era in cima alle mie preferenze"

Queste invece le parole di Moreno Longo: "Voglio ringraziare il presidente il direttore Magalini e Valerio Di Cesare. Scegliere Bari è stato molto facile, era in cima alla lista delle squadre in cui mi sarebbe piaciuto lavorare. Grande piazza che non si può rifiutare, oltre 50mila ai play-off, 30mila ai play-out, questo basta per venire qui e fare un buon lavoro. Voglio creare entusiasmo. Sono molto legato, mia madre è barese, ho ancora parenti, amici, anche se sono cresciuto in un'altra città. Il senso di appartenenza è un elemento in più per accettare questa offerta".

Che squadra immagina: "Una squadra propositiva, che abbia voglia di fare la partita, coraggio per vincere, non speculare, ma provare sempre a vincere, cercando di essere coesi e di avere senso di appartenenza. Si può parlare di numeri, idee, moduli, ma in uno spogliatoio servono i valori. Rispetto per la maglia, per chi ci viene a vedere. Dico sempre ai miei di immaginarsi dalla parte del pubblico. Quello crea il feeling. Naturalmente servirà del lavoro, armonizzare le componenti, creare una squadra con valori tecnico-tattici e umani. In questo periodo si può fare tanto a parole, ma vivendo di risultati, fatti concreti, non faccio proclami. Sono una persona ambiziosa, ho iniziato ad allenare che ero molto giovane. L'ambizione devono averla anche i miei collaboratori e i miei giocatori. In un calcio come quello di oggi l'identità è imprescindibile, i principi devono essere chiari. Il grande cambiamento è proprio in questa direzione. La coesione, il senso di appartenenza, il noi davanti all'io sta alla base. Ora è tutto facile perché non ci sono partite, ma il campo dà un verdetto settimanale che ci mette di fronte al nostro lavoro. Il percorso sarà difficile, lungo, si passerà attraverso alti e bassi".

Nella passata stagione Longo è stato esonerato sul più bello a Como: "Mi è dispiaciuto molto, anche perché li ho lasciati potenzialmente a 3 punti dalla Serie A, per me però è un capitolo chiuso. Oggi questa è una grande opportunità e voglio sfruttarla al massimo sono una persona concreta, non vengo a promettere nulla ma garantisco il massimo impegno e la massima serietà".

Dovrò parlare con i giocatori, che tutti abbiano ben chiaro che entusiasmo, voglia e appartenenza siano al primo posto. questa deve essere la base, poi con il direttore e Valerio dovremo individuare i profili adatti. Mi piacerebbe avere buona parte della squadra in ritiro, so che non è possibile averli tutti, ma il ritiro è strategico perché consente di lavorare su aspetti che possono spostare gli equilibri nel corso della stagione

Longo adotta prevalentemente sistemi di gioco con la difesa a tre ma non si professa un allenatore dogmatico: "Non mi fossilizzo sui numeri, il calcio va in una direzione in cui conta l'occupazione degli spazi. Mi piace avere una squadra elastica, poco leggibile, non lavoreremo sempre allo stesso modo. Potremo costruire a tre, o a quattro. Non vedrete una squadra sempre allo stesso modo, sempre lo stesso spartito. Due giocatori per ruolo sono necessari, con i cinque cambi le partite cambiano nell'ultima mezz'ora, sono più importanti. Non mi piace una rosa troppo larga, la rosa intorno ai 22-23 giocatori di movimento più i portieri, col direttore e con Valerio approfondiremo proprio questi aspetti".

De Laurentiis: "Obiettivo minimo i play-off, meglio essere realisti"

Nel corso della conferenza a Luigi De Laurentiis è stato chiesto come intenda ricreare entusiasmo in un ambiente sfiduciato dopo la scorsa stagione: "Con contenuti ambiziosi. L'anno scorso eravamo ambiziosi ma abbiamo fatto errori e siamo stati sfortunati. Senza quei quattro infortuni gravi non avremmo lottato per i play-out. I piani quando siamo arrivati in B erano di un piano triennale. Bisogna costruire. Quando ho parlato della B come un vanto mi riferivo a quanto è difficile questo campionato, è l'unica seconda divisione con 4 retrocessioni. C'erano poi squadre che avevano budget da Serie A, noi eravamo subito dopo loro per investimenti. Il Parma ha speso 324 milioni per arrivare in Serie A. Io non posso competere con i fondi. A gennaio il Como ha fatto acquisti incredibili. I nostri investimenti sono stati sbagliati. A gennaio abbiamo fatto mercato per un allenatore che è andato via. Si può avere un buon budget, ma molto dipende dalle scelte".

Sul termine del 2028 per la multiproprietà e i timori della piazza che fino a quella data il Bari sia costretto a vivacchiare: "Siamo arrivati a un passo dalla A. Questa società è ambiziosa, allestiremo una squadra che può puntare in alto. Ci scontriamo con proprietà che hanno investimenti da Serie A, non è facile. Anche altre squadre con budget importanti non hanno vinto. Ci sono squadre che hanno vinto la B anche con dei prestiti, che sono spesso contestati".

Forte la presa di distanza dalle parole di papà Aurelio con cui ci sono stati confronti anche accesi: "Le parole di mio padre hanno fatto male anche a me, mi sono dovuto dissociare. Siamo un gruppo che fa cinema, calcio. Che mio padre possa dire delle cazzate ormai è molto chiaro, devo conviverci. Quando entra nella mia sfera lavorativa crea danni. Difendeva la multiproprietà, ha utilizzato parole sbagliate. Non voleva crearsi dei nemici. Siamo due imprenditori che hanno creduto in due brand sportivi, lui ha avuto uscite infelici. Questo gruppo investe tanto in questa azienda. In passato questa società è fallita, con noi non potrà mai accadere. Al Senato ha sragionato, non posso farci niente. Il Bari è la mia società, la gestisco, la amo. Non è bello essere insultati, quando il Bari perde sono dispiaciuto come i tifosi. Questo è il settimo campionato, rispetto ai "paracadutati" e ai fondi miliardari non possiamo competere, ma io voglio mandare avanti questo gruppo. La voglia è tornata più forte due giorni dopo la vittoria con la Ternana. L'obiettivo di quest'anno sono i play-off, non perché abbia paura, ma perché bisogna essere realisti. Arriviamo ai play-off, poi ce la giochiamo con chiunque".

Al patron biancorosso è stato chiesto quale sia stato a sua detta l'errore più grande: "In questo mestiere ci sono tante variabili. Dopo aver perso la finale ci sono state quelle due settimane di buco dove tutti abbiamo sragionato. Siamo stati annebbiati, deconcentrati. Non avevamo il tempo necessario. Ci siamo ritrovati tardi e questo ritardo non ci ha permesso di capire quali sarebbero state le scelte giuste. Di lì è partito un processo non dico fallimentare ma quasi, a cui si sono aggiunti gli infortuni gravi".

Tra gli argomenti trattati anche l'eventuale cessione della società: "Nel calcio ci sono fondi che si fanno avanti, il nostro Paese ha un grande appeal, le società costano meno rispetto ad altre nazioni. Metà Serie A è in mano a proprietà straniere. Finora non sono arrivate proposte, se arrivassero le valuteremmo. Io sono un imprenditore, anche nelle altre piazze ci sono state contestazioni. Io sono rimasto basito della contestazione nei confronti del Milan, che è arrivato secondo e ha avuto un largo distacco dalla prima. In questo mestiere c'è la difficoltà. Mi dispiace che l'ambiente sia contrario, ma in passato ci sono state presidenze che hanno fatto fallire la squadra. Nella mia ottica ci ripresenteremo sul mercato con persone di livello. Abbiamo già dimostrato che in B possiamo essere competitivi. Ho un'azienda e vado avanti, ho grande passione per questa società che ho ricostruito da zero. Non mollerò, voglio lottare fino in fondo, per dimostrare che il mio impegno è sano, veritiero e importante. Quanto vale il Bari? Non è questo il luogo per parlare di cifre. Il Bari è una squadra importante che una volta raggiunta la Serie A ha un grande valore. Le cifre non le dico, quando arriveranno proposte interessanti ne parlerò pubblicamente".

Su come ricostruire concretezza e credibilità: "Quest'anno ci saranno meno soldi dalla Lega B, il mio lavoro fin quando non riusciremo a salire in Serie A, è frustrante. Si cerca di costruire più ricavi cercando di limitare le perdite. Come ricostruire credibilità? Percorso lungo, ma dopo due giorni mi sono messo a cercare le persone giuste. Ho fatto un casting non indifferente, dove ho trovato le persone che riporteranno il Bari ad essere competitivo. Mio padre mi ha fatto più di uno sgambetto importante, ci sono state tensioni, ma ho la certezza del mio lavoro e delle persone che lavorano con me e che mi hanno dato la forza di ripartire. Quanto abbiamo costruito fino ad oggi è bellissimo".

Interrogato a proposito del famoso piano triennale, Luigi De Laurentiis ha risposto così: "Dipende da cosa può accadere, il budget è di livello, poi dipenderà anche dal lavoro del ds, se ci porterà plusvalenze potremo fare altri investimenti. Se c'è una buona direzione sportiva, attraverso questa si valorizzano giocatori, dipende anche dall'allenatore e da come questo fa crescere i giovani. Non ho la sfera di cristallo per dire che in tre anni saremo in A. Dopo una stagione fallimentare siamo motivati a far bene. Rivivere una stagione del genere è l'ultima cosa che voglio".

Durante la conferenza uno dei punti ricorrenti è stata la richiesta di un cambio di registro nella comunicazione: "Credo che se serve per ricucire con la piazza che io parli più spesso lo farò, non mi sono mai sottratto. In mezzo a un anno così difficile, se avessi parlato, avrei solo potuto commentare che stavamo andando malissimo. Avrei potuto parlare una volta in più, ma metto sempre in dubbio il mio lavoro. Gli altri presidenti non mi sembra parlino molto di più. In questi anni ci ho messo la faccia. Detesto quando il mio lavoro viene travisato. Se questo potrà aiutare".

LDL ha parlato anche del ritiro: "Quando parlavo di ritardo, ovviamente questo si è riflesso anche sul ritiro. Ma è stato fisiologico avendo finito più tardi degli altri per la finale play-off. Quest'anno abbiamo il tempo per arrivare in ritiro con quanti più giocatori possibili. Alcune trattative possono durare più a lungo. Mi auguro di trovare quanti più giocatori possibili per consentire al mister di fare un ottimo lavoro".

Sul rapporto col sindaco Decaro: "Ci siamo sentiti, con Antonio abbiamo avuto sempre un ottimo rapporto, lui quando ha detto quelle cose si riferiva a mio padre. Decaro è sempre stato un grande tifoso del Bari, ha sempre visto tutte le partite con me, il nostro rapporto è sempre stato di fiducia reciproca".

Il presidente ha risposto anche a proposito degli elementi da cui ripartire: "Abbiamo la fortuna di ritrovare un capitano come Di Cesare nelle vesti di dirigente. Questo vuol dire che da subito lui potrà rivelare al direttore sportivo ogni segreto, capire chi se la sente di ricominciare. Questa è la cosa più importante. Di Cesare sa chi è pronto a rientrare in guerra. Questo è alla base: i prossimi che arriveranno caratterialmente devono essere solidi. Bastano due o tre elementi di disturbo a rovinare uno spogliatoio".

Su come colmare il gap con le big: "Quel budget può essere considerato in diverse maniere, alcune squadre ci sono arrivate in A, poi sta come viene utilizzato. Ognuno ha il suo pensiero al riguardo. In merito alle squadre che hanno più budget, è una questione di costruzione di un organico lavorativo che può arrivare a dei risultati. Si tratta di costruire un gruppo di lavoro capace di fare la differenza".

Luigi De Laurentiis ha inoltre confermato il cambio di sponsor tecnico: "Salutiamo Kappa dopo una proficua collaborazione che ci ha portato a creare maglie riconosciute in ambito europeo. Il nuovo sponsor sarà Erreà, che ha già vestito questa squadra in passato, con cui abbiamo firmato un contratto pluriennale e abbiamo in programma di sviluppare design belli e impattanti che a breve presenteremo".

Di Cesare: "Uniti possiamo fare cose straordinarie"

Nelle battute finali della conferenza, ha preso la parola anche il nuovo vice direttore sportivo del Bari, Valerio Di Cesare a cui spetta il compito di valutare le motivazioni degli ex compagni in vista della prossima stagione: "Stiamo affrontando il discorso con chi era con me. Li ho sentiti motivati dopo una brutta stagione. Faremo delle valutazioni. Mi piacerebbe mettere un punto a quello che è stato lo scorso anno dopo questa conferenza. Proviamo a ritrovare l'alchimia di due anni fa, insieme possiamo fare qualcosa di straordinario, non per me ma per il bene del Bari".

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