Martedì, 23 Luglio 2024
Calcio

Bari, in attesa di novità sul futuro tifosi a raccolta per dire "no alla multiproprietà"

Tutto tace in casa biancorossa dopo la salvezza conquistata ai play-out. La tifoseria organizzata si raduna per protestare contro la multiproprietà

Salvata la categoria grazie alla vittoria 3-0 con la Ternana nella gara di ritorno dei play-out di Serie B, la Città del Pallone vive giorni di attesa per conoscere i piani per il futuro del Bari. Dopo una stagione a dir poco complicata, che ha rischiato di trasformarsi in incubo, ancora nessun esponente del club di via Torrebella ha però rilasciato dichiarazioni.

Eppure gli argomenti di cui parlare non mancherebbero. In molti, infatti, si chiedono ancora come sia stato possibile che una squadra a cui era sfuggita la Serie A al fotofinish in finale play-off contro il Cagliari, sia passata nell'arco di una sola stagione da ambire ad arrivare tra le prime otto a giocarsi un match da ultima spiaggia per la permanenza tra i cadetti. I segnali di un'annata storta, a dire il vero, erano emersi già dall'estate, iniziata nel segno del lungo silenzio post 11 giugno da parte dei vertici societari e proseguita con un ritiro di fatto inutile, senza amichevoli di livello e molti di quelli che sarebbero diventati i nuovi componenti della rosa, aggregati alla squadra negli ultimi giorni di calciomercato. Una sessione estiva in cui, ad eccezione del capocannoniere biancorosso Sibilli, non sono arrivati interpreti capaci di colmare le lacune lasciate da addii pesanti come quelli di Caprile, Benedetti, Folorunsho, Cheddira ed Esposito. Il resto della storia è noto, tra i gravi infortuni occorsi a Ménez e Maiello, i perenni acciacchi di Diaw, le incertezze di Brenno e gli scricchiolii di uno spogliatoio che, tolto l'inossidabile Di Cesare, era orfano figure carismatiche del calibro di Antenucci e Frattali. 

Le tre panchine di Mignani, Marino e Iachini saltate nel corso del campionato e l'ultima parte di con Federico Giampaolo e il suo valido staff composto da Di Bari e Di Leo, a posteriori, sembrano la naturale conseguenza di una stagione vissuta in maniera confusionaria, in cui spesso hanno stonato anche le dichiarazioni di alcuni protagonisti. Il riferimento è alle ripetute uscite di Aurelio De Laurentiis in cui il patron della Filmauro ha definito in maniera più o meno esplicita il Bari come la seconda squadra del Napoli, alle parole di suo figlio Luigi che, con una classifica deficitaria contemplava ancora la possibilità di raggiungere i play-off, definendo la Serie B come un vanto. E che dire di alcune goffe uscite di Ciro Polito, tese a mascherare scelte tecniche a dir poco infelici additando la presunta negatività creata dalla stampa. La salvezza per cui va fatto un monumento a capitan Di Cesare (a segno contro Parma, Brescia e Ternana con un gol più bello dell'altro) ha evitato alla proprietà biancorossa l'onta di una retrocessione che sarebbe stata un cataclisma, dando l'opportunità alla SSC Bari di ripartire.

Ciro Polito in panchina (foto Donato Fasano/LaPresse)

Per farlo però, servirà un approccio radicalmente diverso sotto molteplici punti di vista, non da ultimo sul piano della comunicazione e della trasparenza. Sembra difficile aspettarsi novità imminenti relativamente alla cessione del club, stando anche alle ultime dichiarazioni di ADL (che ha parlato della volontà di non cedere fino al 2028), ma altri nodi andranno sciolti con rapidità. Il primo riguarda proprio il futuro di Polito, legato ai biancorossi da un contratto fino al 2025, ma che sembra giunto al capolinea della sua esperienza barese dopo tre anni. Nella rosa degli eventuali sostituti al momento ci sono i nomi di Matteo Lovisa, giovanissimo ds artefice della promozione in B della Juve Stabia e due profili di maggiore esperienza come l'ex biancorosso Guido Angelozzi, sotto contratto col Frosinone e Paolo Bravo del Südtirol. Chiarita la questione ds, la priorità sarà la scelta dell'allenatore (che dirà molto sulle reali ambizioni per la prossima stagione) e l'allestimento della squadra.

Non c'è tempo da perdere perché il clima in città è rovente. Un misto di rabbia, frustrazione e sfiducia (alimentato anche dall'inchiesta aperta dalla Procura federale sul caso Bellomo), e l'insofferenza nei confronti della proprietà ha ormai saturato l'ambiente. Nel finale di stagione la tifoseria organizzata aveva sospeso la contestazione nei confronti dei De Laurentiis per sostenere la squadra nel momento decisivo, ma ora è più determinata che mai a chiedere un passaggio di mano sollecitato anche dal sindaco uscente Antonio Decaro. Concetti che verranno ribaditi nel raduno organizzato dai gruppi della Nord per dire no alla multiproprietà, sabato 1° giugno alle 17 presso "El Chiringuito", al Molo San Nicola: "Coerentemente con quanto affermato prima delle ultime cinque partite, adesso scendiamo in campo noi. Chi ama il Bari, nessuno escluso, è invitato a partecipare".

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