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Martedì, 29 Novembre 2022
Calcio

Verso Cagliari-Bari, Mignani: "Sfida stimolante in uno stadio da A. Maita potrebbe farcela"

Il tecnico dei biancorossi ha parlato alla vigilia della sfida di cartello in programma sabato pomeriggio alla Sardegna Arena

"Una sfida stimolante" Michele Mignani, ha definito così lo scontro tra Cagliari e Bari, gara tra le più importanti della sesta giornata di Serie B.

"Andremo a giocare in uno stadio bello e importante che fino all'anno scorso ospitava la Serie A, contro una società che rappresenta un'intera regione e una squadra che è tra le più forti del nostro campionato - ha aggiunto il tecnico dei biancorossi nella consueta conferenza pre gara -. Dobbiamo metterci nelle condizioni di fare una grande partita, altrimenti sarà complicata".

Al mister è stato domandato come mai alcuni dei nuovi arrivati ancora giochino poco: "Ciò che ci interessa è fare punti. Dobbiamo cercare di continuare questo filo conduttore, è l'atteggiamento che i ragazzi portano in campo la settimana e in partita, combattere su ogni pallone. A maggior ragione nella trasferta di Cagliari, contro una squadra che ha un'altra qualità. Sono contento di chi è arrivato dell'atteggiamento che ha, sicuramente aver mantenuto buona parte dei giocatori dello scorso anno ci ha agevolato. Per un allenatore ricominciare da capo implica un processo di lavoro diverso. I vecchi mi stanno aiutando con i nuovi, alcuni dei quali sono entrati subito in sintonia con la squadra. Qualcuno l'ho già fatto giocare quando ho avuto la possibilità, chi è arrivato da più distante ha bisogno di qualche giorno in più, il calcio italiano è diverso da quello straniero, tatticamente e nel modo di lavorare. Sono molto felice di chi è arrivato, qualcuno come Ceter ha avuto qualche problema. Si stanno mettendo tutti in pari, daranno il loro contributo".

Il campionato di Serie B sta tirando fuori il vero potenziale del Bari: "È un campionato diverso sotto tanti aspetti. In Serie C c'è meno qualità, più aggressività, campi che ti propongono difficoltà. In B le squadre giocano a viso aperto. Tutte le squadre a livello individuale e collettivo hanno più qualità, ci si apre, si concedono spazi e si lascia giocare l'avversario. La cosa più importante che abbiamo mantenuto è la mentalità della Serie C, quella che ti porta a combattere in ogni partita. Vorrei rimanesse sempre, cercando di proporre anche le nostre idee. Sono tornei diversi. Il Bari ha dovuto per necessità fare quello di C, fortunatamente siamo riusciti a vincerlo, ora ci confrontiamo con realtà che sono quasi di Serie A".

Al tecnico è stato chiesto della possibilità di vedere Maita tra i convocati per Cagliari: "Penso che sia convocabile, ha fatto un percorso di guarigione per il problema che ha avuto, si è sempre allenato individualmente, ora è due giorni che è aggregato. Il primo giorno era più timido, il secondo l'ho visto bene. Se non ci sono intoppi dovrebbe essere a disposizione".

Sulle insidie della gara con i sardi: "Credo che il Cagliari sia una delle squadre più forti del campionato e quando dico più forti intendo omogenee, in tutti i reparti. Hanno giocatori esperti e giovani, gente con Serie A alle spalle, o che gioca in nazionale. Il Cagliari che è una piazza che conosco perché ho allenato l'Olbia, società con cui c'è un legame, so che è una squadra ambiziosa come il suo presidente e come la città. Credo che dobbiamo stare attenti a tutto ciò che proporrà il Cagliari".

Con tanti attaccanti a disposizione, in molti si chiedono come Mignani gestirà questa situazione: "Quando mi chiedevate dell'attaccante, io ero sempre tranquillo. Vi ho sempre parlato di tanti giocatori offensivi, negli ultimi giorni di mercato ne sono arrivati altri due, con caratteristiche diverse. Nella mia testa non cambia nulla, le mie idee sono sempre le stesse. Cerco di guardare attentamente il lavoro in settimana, come cresce chi è più indietro di condizione. In base a quello scelgo chi mandare in campo. Quasi sempre giochiamo con tre attaccanti, si può cambiare a metà tempo, cambiare in base alle caratteristiche. Poter scegliere è più vantaggioso rispetto al contrario. La gestione è un'altra cosa. Tutti devono sapere che avranno la possibilità di giocare e tutti devono sapere che andranno in panchina. Quando uno è chiamato a scendere in campo deve dare il massimo. Salcedo? Ha giocato due partite negli ultimi minuti dove c'erano spazi, sia con la Spal, che col Cosenza. È completo, ha qualità nello stretto, a campo aperto. Può fare la punta centrale, la seconda punta, la punta esterna, addirittura il trequartista. Questa settimana ha accusato un piccolo fastidio, non si è allenato completamente con la squadra. Vedremo cosa fare".

Sul ballottaggio Botta-Bellomo: "I ballottaggi ci sono ogni settimana in ogni ruolo. Tutti devono sapere che non hanno la certezza di giocare e che chi gioca deve meritarsi la conferma. Chi non gioca deve lavorare per mettermi in difficoltà. Siamo tutti sulla stessa barca, lavoriamo tutti per il Bari per l'obiettivo che è il risultato della partita. Cambi in difesa? I ballottaggi riguardano anche quel reparto. Ceter lo vedo in crescita, si sta allenando bene. E' motivato per questa partita, ha solamente bisogno di continuità in allenamento. Darà un grosso contributo"

Il tecnico ha risposto anche in merito allo stato di Antenucci dopo l'errore dal dischetto: "I rigori si sbagliano, in tutti i campionati, Antenucci non è alle prime armi, ne ha trasformati tanti, a volte li ha sbagliati. La cosa più bella è stato vedere quando ha sbagliato come Cheddira è andato ad abbracciarlo e rincuorarlo, quando l'altro rigorista poteva essere lui. È un bel segnale dello spogliatoio. Se Mirco se la sentirà avrà lui l'onere di calciare, altrimenti ci penserà qualcun'altro".

Mignani ha parlato anche delle esclusioni di Galano e Gigliotti: "Tutti quelli che sono rimasti a Bari fanno parte di questo progetto. C'è un dato numerico che parte dall'avere undici giocatori in campo e poter fare cinque cambi. Complessivamente si possono portare 23 giocatori tra campo e panchina. Noi siamo 25 più 3 portieri che in totale fa 28, quindi qualcuno deve rimanere fuori. Ho fatto delle scelte in funzione di quello che ho visto. Tutti hanno voglia di dimostrarmi di poter giocare titolari, però si parla di giocatori che sono uomini di valore, professionisti che hanno dimostrato nel loro recente passato di essere affidabili in questa categoria".

Nella gara col Cosenza il Bari ha tenuto per la prima volta in stagione la porta inviolata: "Vorrei un Bari che non prende gol, che tiene il possesso palla, ma è quello che vogliono anche gli altri allenatori per le loro squadre. Lavoriamo sui nostri difetti, affronti sempre un avversario. Come dico sempre sono gli episodi che portano la partita da una parte o dall'altra. Se concedi 15 tiri all'avversario è più probabile ti facciano gol. A Cosenza siamo stati fortunati perchè una delle poche volte che hanno calciato hanno preso la traversa e ci ha consentito di tenere la porta inviolata, ma se fosse entrata parleremmo d'altro. Sono convinto si debba lavorare per migliorare la fase difensiva. Col Cosenza l'abbiamo fatta meglio di altre volte, speriamo di riproporlo a Cagliari".

Tra gli aspetti che possono ancora migliorare c'è quello relativo alla consapevolezza della squadra di poter chiudere prima le gare: "La squadra a Cosenza ha dimostrato di aver voglia di chiuderla, è ripartita ogni volta che poteva, a volte si riesce a chiuderla, altre no. Di fronte ci sono avversari che ti fanno fare un passo indietro, non dipende solo da te, ciò che dipende da noi è lo spirito, la voglia, la forza, il coraggio e pensare di non partire mai battute, che le partite durano 95 minuti".  

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