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Domenica, 22 Maggio 2022
Calcio

Bari-Catania, Mignani sprona i suoi: "Riprendiamo da dove avevamo lasciato"

Il tecnico dei galletti ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match che segnerà la ripresa del campionato dopo un lungo mese di sosta condizionato dall'emergenza covid: "La sosta è un'incognita ma nell'ultima settimana abbiamo lavorato bene"

È finalmente arrivato il momento di tornare in campo per il Bari: a distanza di un mese esatto dall'ultima partita disputata in casa contro il Potenza e vinta 2-0, la compagine biancorossa si prepara a ricevere il Catania nel primo impegno ufficiale del 2022, valevole per la 23ª giornata del campionato di Serie C.

La partita contro gli etnei è stata introdotta dalla consueta conferenza stampa pre-partita di Michele Mignani: "Abbiamo il dovere morale di riprendere da dove avevamo lasciato. Sarebbe importante riprendere a fare punti immediatamente perché ci ridarebbe quelle certezze acquisite nell'ultima parte di campionato, che ci hanno confermato di essere una squadra difficile da affrontare e che nell'ultimo periodo stava facendo cose buone. La sosta lunga può lasciare delle scorie ma è anche vero che abbiamo lavorato bene in questa settimana in cui ci siamo ritrovati e vogliamo ripartire forte".

Circa un mese di inattività senza partite e amichevoli lasciano tante incognite su come potrebbe ripresentarsi la squadra ma questo è un problema che non riguarda solo i biancorossi: "La sosta così lunga l'abbiamo vissuta alla giornata. La sospensione non è arrivata immediatamente quando ci siamo ritrovati. Abbiamo avuto come tutti problemi col covid, alcuni calciatori erano positivi. Ci siamo allenati bene modulando i carichi di lavoro, soprattutto per chi è rimasto fermo più a lungo. Questa settimana è stata piena e abbiamo lavorato tutti insieme".

Sul calciomercato il tecnico resta abbastanza abbottonato: "A livello numerico questa è una rosa che offre garanzie in tutti i ruoli. Avevamo quel pensiero che era recuperare Di Cesare in breve tempo e ci siamo riusciti. Sono due settimane che si allena con noi, avrà bisogno di tempo ma se servisse potrebbe giocare già domani. Quella era la priorità. Tutte le squadre sono migliorabili, dalla più forte alla più scarsa, non ho chiesto nulla perché tra me il direttore e la società c'è un rapporto schietto e corretto: io alleno, il direttore pensa alle soluzioni, si parla, ci si confronta ma non c'è esigenza di colmare lacune. Non siamo perfetti, lavoriamo per esserlo ma siamo molto contenti dei ragazzi fino ad oggi. Il mercato può offrire qualche novità e su queste si ragiona, ma con calma e serenità".

Viste le squalifiche di Maita e Scavone, a centrocampo è aperto il ballottaggio tra Di Gennaro e Bianco: "Di Gennaro è un giocatore che io considero un jolly di centrocampo. Sa giocare a calcio, nella sua carriera ha fatto tante volte il play, può giocare a tre, a quattro, fare la mezz'ala o il trequartista. Le valutazioni sono aperte. Domani non ci sono Maita e Scavone, ha possibilità di giocare".

Sulle tante partite ravvicinate nel mese di febbraio: "Sapete come ragiono, noi pensiamo a domani, a fare la partita giusta. Fare tre punti, è quello di cui abbiamo necessità. Poi c'è un'altra settimana di lavoro, cercheremo di recuperare qualcuno, gestire le forze. Preferisco però giocare sempre che non giocare mai. Forse c'era la possibilità di far slittare il campionato e riprendere direttamente dal turno previsto dal calendario ma ci sono difficoltà logistiche, squadre che avevano prenotato aerei e alberghi. Sono situazioni a cui non penso, mi adeguo. Quando dobbiamo giocare giochiamo, non spetta a me fare polemica. Avrei preferito la regolarità del campionato, ma va bene così".

Sul Catania, avversario di turno, alle prese con problemi societari: "Io non conosco direttamente le dinamiche interne alla società, le loro strategie di mercato. So che hanno preso un giocatore negli ultimi giorni. Non so come si metteranno in campo, ma come sempre in queste situazioni come il Bari stesso ha vissuto (il riferimento è al fallimento del 2014 ndr), ci si può liberare di pensieri e sentirsi più vicini ai tifosi. Hanno una rosa di livello per la Serie C, da metà campo in su sono pericolosi e vivaci. Hanno giocatori che hanno avuto una carriera importante più questo ragazzo (Moro ndr) venuto fuori dal nulla che ha avuto un exploit improvviso. È il capocannoniere del girone, nessuno se lo aspettava, personalmente non lo conoscevo, lo avevo visto ma non mi aspettavo avesse questo rendimento. Ha valore, è giovane e può migliorare è la sorpresa del campionato".

Mignani ha parlato anche delle condizioni fisiche della squadra e di come queste incideranno al momento di fare la formazione: "Dovremo per forza tenere in considerazione il fatto che qualcuno potrebbe non avere i 90' nelle gambe, che ci sia qualcuno reduce da problematiche tra covid e acciacchi. Ci saranno da fare valutazioni ma credo che un minimo di condizione ci sia e siano tutti disponibili. Le valutazioni sui titolari le faremo con lo staff".

Sul rischio che l'umore di chi ha giocato meno turbi gli equilibri raggiunti dal gruppo: "Il punto di vista mio come del direttore e della società è semplice: lavorare per il Bari è un privilegio. La comprensione verso chi reclama minutaggio può essere umana e lecita ma c'è un obiettivo di squadra e non si può pensare alle situazioni individuali. Se qualcuno non è contento alzi un braccio e se c'è la possibilità lo accontenteremo, altrimenti resta qui e aiuta il Bari".

Un concetto che fa da eco alle parole di Raffaele Bianco, il quale in alcune dichiarazioni recentemente rilasciate ai media ufficiali della società ha parlato dell'importanza dello spirito di gruppo: "Bianco è un ragazzo serio, ha mostrato attaccamento. Quando uno si impegna, combatte per la maglia e per il gruppo è sempre da ammirare, lo dico di lui come degli altri. Essere qui è un privilegio, lo ripeto. Ognuno di noi dovrebbe tentare di tenersi stretto quesot posto".

Sul contributo offensivo del centrocampo, ancora non soddisfacente in termini di gol: "Vorrei che i miei centrocampisti facessero doppietta ogni domenica (ride ndr). Spesso chiedi ma loro non sempre possono dare. Ci inseriamo, tiriamo, aspettiamo gol da tutti. Aspettiamo i gol loro e dei difensori, sfruttare le palle inattive può essere un'arma importante. Gli attaccanti si vedono di più ma i gol servono da parte di tutti".

Il reparto che sembra potenzialmente più suscettibile di innesti, al netto di una rosa comunque profonda, pare essere il centrocampo e proprio qui si erano concentrate le valutazioni di Polito, che aveva accarezzato l'idea di riportare a Bari un ex come Jacopo Petriccione, poi finito in B al Benevento e ben conosciuto anche da mister Mignani: "Petriccione l'ho allenato a Siena in Primavera, l'ho apprezzato. Poi ha fatto una bella carriera passando alla Fiorentina, in B, in C, è stato anche in A. Nutro simpatia a prescindere, ora è andato però, inutile parlarne. A livello numerico abbiamo centrocampisti, le squalifiche fanno parte del percorso. Abbiamo alternative, se non dovessero esserci problematiche ci siamo. C'è anche Citro che ogni tanto impiego da mezz'ala in allenamento, se capitasse l'occasione ci penseremo ma ci devono essere uscite perché ci sono esigenze di lista. Sono state fatte valutazioni. De Risio era stato integrato da difensore, se dovesse uscire qualcuno (Lollo ndr) penseremo di portare dentro qualcun'altro. Non è intelligente fare operazioni tanto per fare, il direttore valuta quotidianamente, c'è confronto. Non vogliamo guardare quello che fanno gli altri, ci concentriamo su noi. Facciamo quello che crediamo in base alle risposte avute fino ad oggi che sono state positive. Polito, se potrà migliorerà la squadra, altrimenti va bene così".

Infine, sull'importanza di vincere, anche con una partita sporca: "Nell'ultimo periodo in cui abbiamo giocato, io per primo vi avevo detto di vedere la squadra in crescita. Quando preparo le partite c'è una qualità che non deve mai mancare: l'atteggiamento, la testa nella partita. Lottare e combattere deve essere il presupposto. Voglio pensare che questo non mancherà. Poi la fortuna di un allenatore è avere calciatori che hanno qualità e che hanno letture individuali, questo va loro riconosciuto, lo dice la loro storia. Io domani vorrei rivedere lo spirito di squadra, la voglia di combattere e vincere le partite anche nelle difficoltà".

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