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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

Modena-Bari, Mignani: "Destino dovessi finire al Braglia. Il risultato finale mi rende orgoglioso"

L'allenatore dei biancorossi ha parlato in vista della partita della seconda giornata di Supercoppa di Serie C che chiuderà ufficialmente la stagione

Sabato pomeriggio alle 16:00 il Bari sarà impegnato sul campo del Modena per la seconda giornata della Supercoppa di Serie C. Sarà l'ultimo impegno della stagione per i galletti, promossi in Serie B a inizio aprile.

Nonostante il clima da ultimo giorno di scuola, sarà una partita particolare soprattutto per Michele Mignani tornerà al Braglia dove ha allenato per una stagione e mezza: "Era destino che dovessi finire la stagione a Modena. Mi auguro sia una giornata di festa, si affrontano due piazze importanti che hanno ottenuto la vittoria di un campionato meritatamente e che si apprestano a disputare un torneo come la Serie B che li rappresenta maggiormente. Sarà una bella emozione, ritroverò persone che ho stimato e apprezzato, sarà bello giocare contro avversari forti, stimolante, anche se è l'ultima partita della stagione".

Sulle scelte di formazione: "Quello che tutti guardano è il risultato. Prima mi chiedete chi gioca, poi guardate il risultato. Metteremo in campo una formazione dignitosa, con la voglia di fare una buona partita. Affrontiamo una squadra forte. Anche col Südtirol non abbiamo sfigurato, abbiamo fatto un buon primo tempo, poi abbiamo avuto un calo e la partita è stata decisa da episodi. Domani cercheremo di approcciare bene la partita, vincere. Non ho ancora deciso chi giocherà, tutti stanno bene e si sono allenati bene".

Il Bari dopo la gara del Braglia avrà tempo per riposare: "Non sono neanche due mesi e mezzo. I campionati inizieranno prima perché ci sarà la sosta per i mondiali a metà stagione. Non daremo oltre due mesi di vacanza. Ogni giocatore, specialmente chi verrà confermato, avrà da seguire un programma personalizzato. Credo che dopo il 7 maggio ci sarà il rompete le righe. Questo è il momento in cui bisogna staccare la spina, recuperare le energie spese, è giusto che i ragazzi lo facciano con le loro famiglie. Pre-campionato svolgeranno un programma di lavore, ci ritroveremo intorno ai primi di luglio".

Difficile trovare motivazioni per una partita così: "Un allenatore deve lavorare sulla testa dei calciatori per dar loro stimoli. Al tempo stesso, quando si raggiunge dopo tanta fatica e sacrificio sportivo un obiettivo grande come quello che ci eravamo fissati, è normale ci sia un calo di tensione. Bisogna riprendere la squadra e rimetterla in condizione di fare queste partite. La prima è andata, per me non è stata pessima anche se conta il risultato. Quando ci alleniamo non vedo i ragazzi con atteggiamenti sbagliati, non mi dà modo di dubitare che saranno in partita. Di fronte avremo un'altra squadra che è arrivata prima facendo oltre 80 punti dopo un testa a testa con la Reggiana. Gli vanno fatti i complimenti. Noi ci siamo, c'eravamo anche la scorsa settimana. Le motivazioni? Non ho stimoli particolari o rivincite. A Modena sono stato bene, da qualcuno sono stato apprezzato, da altri no, ci torno volentieri. Con qualcuno ho mantenuto rapporti, è chiaro che quando si gioca si vuol vincere, vorrei che ci fosse soddisfazione per noi".

La curiosità dei giornalisti è andata più volte a parare su quali saranno le certezze a livello di rosa della prossima stagione: "Non è ancora finita la stagione, è prematuro, nel calcio come nella vita succedono tante cose da un giorno all'altro. Prima finiamo la stagione, poi ci metteremo seduti con la società che sta vivendo un momento particolare. Col direttore faremo le valutazioni. Non sono io a dover parlare di certezze, il ds mi ha confermato che sarò io l'allenatore e come ho fatto quest'anno farò il possibile per portare il Bari più in alto possibile".

Differenze gironi: "Quando si dimostra di essere più forti lo si fa alla fine di un percorso, lo abbiamo fatto noi come il Modena e il Südtirol. A volte le partite secche non sono veritiere per determinare chi è più forte, questo torneo è così. C'è tanta differenza tra i gironi, c'è differenza in base a dove ci si trova. Se sei il Bari tutti ti affrontano con un'attenzione diversa, abbiamo avuto dieci derby, credo vi ricordiate tutti che quando siamo andati a Taranto a giocare una partita senza valenza, c'erano 11mila persone. Rispetto agli altri gironi è un'altra cosa, il Bari riempie stadi coi suoi tifosi e con gli avversari, tutti ti aspettano perché sei la squadra da battere. Io ho fatto il Girone A tre anni fa, poi il Girone B e quest'anno il Girone C, in ogni girone ci sono squadre forti, non è possibile fare una classifica, ma il Girone C ha qualche difficoltà in più".

Prossimo anno: "La rosa andrà ringiovanita, lo dice il regolamento, ma questo non preclude il fatto che si possano avere due alternative per ruolo. Quello che noi pensiamo è che più giocatori pronti a un determinato tipo di campionato ci sono, meglio è. Ci saranno giovani molto bravi che stanno facendo il loro percorso nei settori giovanili. Il direttore guarda e manda gente a guardare. Troveremo i giocatori più pronti per una piazza come Bari in Serie B".

Sulle scelte che hanno caratterizzato la stagione: "Non ci sono cose che non rifarei. Servirebbe un po' di tempo per rispondere. Non mi pento mai di ciò che faccio, col senno di poi è tutto più semplice. Penso di aver fatto il meglio che potessi fare, a partire dalla scelta di venire a Bari. Ho lavorato al massimo con quello che avevo, il risultato finale mi rende orgoglioso, così come quello che ho ottenuto dai ragazzi. L'allenatore deve avere la stima del gruppo altrimenti ognuno va per i fatti suoi. Credo di esserci riuscito nonostante le difficoltà, alla fine però mi hanno seguito, sposando il mio pensiero calcistico".

Il tecnico è stato interrogato anche sul rendimento di Galano: "Ultimamente c'è un problema di fondo, soffre di tendinite. Non è completamente libero, nelle ultime settimane siamo stati attenti a gestirlo. Per questo di recente ha giocato meno. Abbiamo avuto tanti giocatori forti che hanno avuto più o meno spazio. Veniva da sei mesi difficili, lui è particolare, molto sensibile. Non era al 100% quando è arrivato, si è fatto subito male e questo ha rallentato il suo ingresso in gruppo. Inoltre è sempre stato un attaccante esterno, io potevo solo cambiare modulo ma non avevo l'altro esterno, quindi ho pensato che potesse fare ciò che gli chiedevo come seconda punta o dietro le punte. Vero che non ha inciso ma tutte le volte che ha giocato ha fatto una discreta figura. Abbiamo provato a metterlo nelle migliori condizioni. Quando ho capito che dietro le punte non si trovava bene abbiamo cercato di tenerlo più largo. Non posso fare una valutazione completa perché il tempo per valutarlo è stato troppo poco, inserirsi in un contesto nuovo non è sempre semplicissimo. Basta vedere Galuppini del Renate, ha fatto 14 gol, poi è andato al Südtirol, ha dato il suo contributo ma in maniera diversa. Inutile gettare la croce addosso a Galano. Lui si è sempre messo a disposizione, per me è attaccato alla maglia".

Mignani ha parlato anche di quelle che secondo lui sono state le partite manifesto di questa stagione: "Non è semplice. Dipende da cosa si intende. La partita della svolta posso dire Francavilla o Catanzaro, se si intende la partita dove la squadra ha fatto la prestazione prenderei le trasferte di Palermo o Avellino. Anche la partita con la Turris, quella col Monopoli. La squadra ha saputo essere bella e vincere ma anche meno bella e concreta. A Palermo, pur non vincendo, con un uomo in meno ho capito che potevamo farcela".

Infine al mister è stata chiesta una battuta sui play-off: "Sono difficilissimi, il vantaggio più grosso sotto certi aspetti ce l'hanno le squadre che entrano dopo, però al tempo stesso chi ha giocato è più rodato, può avere entusiasmo. Veramente difficile dire chi può essere la mina vagante, il Foggia lo è stato tutto l'anno, possono vincere o perdere con tutti. Mi aspettavo potessero vincere con l'Avellino. Bisogna vedere condizione fisica e mentale, ci sono squadre come Padova e Reggiana che hanno sperato fino all'ultimo". 

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