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Bari, parla Nasti: "So che posso far bene con questa maglia. Col Cittadella altra sfida difficile"

L'attaccante dei biancorossi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita del turno infrasettimanale contro i veneti

Giornata di vigilia per il Bari, che domani sera alle 20:30 affronterà il Cittadella, tornando a giocare davanti al pubblico del San Nicola.

La presentazione della partita con i veneti, non è toccata come di consueto a mister Mignani, bensì all'attaccante Marco Nasti.

Al numero 9 biancorosso è stato chiesto di dare una definizione di se: "Sono un generoso, in questo momento non sto trovando il gol. Ci sono state partite difficili in cui c'è bisogno di sacrificarsi e anche quella di domani lo sarà. Il gol arriverà".

La difficoltà a trovare la porta per l'attaccante scuola Milan potrebbe essere dovuta al dispendio di energie in virtù di un importante lavoro senza palla: "Lo penso anche io. A Cremona ho provato a gestirmi. Nel Cosenza, almeno all'inizio, venivo dalla Primavera del Milan, non avevo il ritmo dei miei compagni e non ho trovato spazio. Ma per carattere mi alleno sempre al massimo per mettere in difficoltà il mister nelle scelte".

Nasti è stato definito una "punta moderna", in grado di fare più cose: "È una definizione in cui mi rispecchio. Io cerco di fare il possibile per la squadra, mi metto a disposizione dei compagni. Quello che capita deve cercare di buttarlo dentro. Il 9 è il mio numero fin da piccolo, mi ha sempre portato fortuna, speriamo anche quest'anno".

E a proposito di attaccanti, essendo un ex Primavera del Milan, gli è capitato di allenarsi con grandi campioni come Ibra e Giroud. Con lo svedese durante un allneamento c'è stato addirittura un episodio curioso, relativo a un mancato passaggio che lo fece andare su tutte le furie: "Mi ha mangiato, sono andato via dal campo a testa bassa (ride ndr). Quando sono arrivato qui a Bari il mio obiettivo è stato da subito far meglio dell'anno scorso. A livello di squadra il nostro obiettivo è andare in Serie A".

Lo scorso anno l'attacco del Bari ha sorpreso tutti, ora il reparto è molto cambiato e quasi certamente arriveranno altri rinforzi: "Per me è uno stimolo in più, per mettere in difficoltà il mister. Mi è sempre piaciuta la competizione sana. Mi alleno come ho sempre fatto. L'anno scorso ho seguito soprattutto Cheddira che ha fatto un campionato fantastico. In ritiro l'ho conosciuto e mi ha aiutato molto. Non sento pressione, conosco le mie potenzialità, so che posso far bene con questa maglia".

Nasti ha mostrato subito una buona intesa con Peppe Sibilli, un altro nuovo acquisto: "Lui è napoletano, ho parenti di lì, poi è simpaticissimo è impossibile non legare con lui. In allenamento, siccome è più esperto di me, cerca di darmi consigli, ci ho stretto subito un buon rapporto".

In cosa può migliorare il Bari: "Abbiamo fatto un solo gol ma sono sate due partite difficili, col Palermo siamo rimasti in 8, Ménez si era fatto male. A Cremona è stata tosta, ma abbiamo dato il massimo. Domani sarà difficile, il Cittadella viene forte in avanti, sarà difficile".

Al numero nove del Bari è stato chiesto se la convocazione in nazionale Under 21 sia un suo obiettivo: "Andare in nazionale è sempre una soddisfazione. Ci sono tanti attaccanti forti come Colombo. Ci ho parlato, abbiamo fatto le giovanili insieme, mi ha dato qualche consiglio perché lui è più esperto di me".

Nella passata stagione Nasti ha rinunciato a partecipare al mondiale under 20 per rimanere a Cosenza nel momento decisivo del campionato: "Io lo scorso anno ho fatto una scelta di cuore, eravamo ai play-out, meritavamo di rimanere in B. nOn volevo tradire i miei compagni, ho scelto di rimanere a Cosenza per salvarci e li ho aiutati fino in fondo. Farò lo stesso con il Bari".

Per diventare un attaccante prolifico, Nasti deve ancora sgrezzarsi sotto certi punti di vista: "Mi piace segnare, far gol, devo risparmiarmi in fase di attacco alla porta, faccio troppo lavoro sporco. Ne parlavo col direttore, devo essere più lucido in area di rigore. L'evoluzione del ruolo di attaccante in Italia? Credo che se uno merita non ci siano problemi per giocare. Alla Juve c'è Miretti, all'Empoli Baldanzi, o penso a Gnonto in Premier. C'è il mister che rischia, chi meno. Però uno deve essere pronto per avere spazio. Il giocatore deve farsi trovare pronto".

Sulla partita col Cittadella: "Abbiamo avuto pochi giorni per prepararla ma abbiamo guardato i video. Loro vengono a prenderti in avanti, non mollano. Cercheremo di fare la nostra partita e metterli in difficoltà. L'anno scorso avevano Antonucci che faceva la differenza. Noi daremo il massimo come sempre".

Sulla sua condizione fisica e mentale: "Sono in buona condizione, mi sento bene. I compagni mi aiutano a gestire le emozioni in campo, anche perché non ho mai giocato davanti a tutta questa gente. Mi sto allenando bene, mi manca sempre un po' l'incisività sotto porta, ma sto lavorando duro e ce la farò".

Infine, il giovane attaccante ha parlato del suo modello: "Io da piccolo avevo come riferimento Icardi, uno molto bravo sotto porta. Anche l'anno scorso avevo questo problema, rimanevo dopo l'allenamento a fare lavoro supplementare, soprattutto attaccando il primo palo. Successe prima della partita con la Reggina, e poi feci una doppietta. Da allora sto cercando di insistere su questo aspetto". 

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