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Martedì, 17 Maggio 2022
Calcio

Bari, Polito: "Presi giocatori esperti e funzionali". E De Laurentiis chiama a raccolta i tifosi

Presidente e direttore sportivo biancorossi sono intervenuti in conferenza stampa dopo la chiusura del mercato invernale e dopo che le prime tre partite del 2022 sono andate in archivio

Luigi De Laurentiis e Ciro Polito, le due menti dietro il primo posto in classifica del Bari nel Girone C di Serie C, hanno tenuto una conferenza stampa per commentare la chiusura del mercato invernale e le prime tre gare del 2022 già andate in archivio.

Patron e ds, legati da un profondo rapporto di stima, hanno fatto un punto di metà stagione, svelando anche retroscena sulla sessione di trattative appena conclusa e parlando di ciò che aspetta la squadra da qui alla fine di aprile.

Il primo a intervenire è stato Luigi De Laurentiis che ha iniziato la sua analisi dai progressi fatti rispetto alle scorse due annate in Serie C: "Come in tutte le aziende, quest'anno è stato fatto un ordine maggiore scegliendo la giusta tipologia di uomini. In questi mesi è stato costruito un risultato che è evidente ma siamo ancora in corso d'opera. Io e Ciro Polito abbiamo un codice d'onore e attraverso questo abbiamo trovato gli uomini ideali, il resto per fortuna era già qui. Ora c'è una direzione sportiva di grande livello, di grande umanità. Per trovare il talento ci vuole talento. Ad oggi è una macchina che ha trovato i suoi equilibri".

Polito e il mercato del Bari

Subito il testimone è passato a Ciro Polito, impegnato a rispondere principalmente degli acquisti di Maiello e Galano, due dei nomi più importanti arrivati a Bari nel mercato di gennaio: "A Maiello ci pensavo da tanto. Non mi sono mai esposto perché non ero certo di poterlo prendere, cercavo un giocatore che facesse al caso del mister che voleva un play. Per Galano sono andato sui sentimenti, sulle emozioni, ha lasciato il cuore qua, come giocatore non lo scopro io. I complimenti? Li rimandiamo a maggio, c'è ancora tanto da fare. Ho puntato su giocatori esperti perché nel mercato di gennaio non c'è grande scelta ma il Bari in questo girone di ritorno ha bisogno soprattutto di esperienza. Ho sempre amato prendere i giovani, il mio percorso lo testimonia. Dipende dal momento, quando si costruisce dall'inizio c'è più possibilità. Ora siamo in C, dobbiamo lasciare al più presto questa categoria. Ci vuole un giusto mix di giovani e più grandi. Ho provato a fare anche qualcosa di diverso ma i giocatori sono legati alle società, prendere tanto per prendere non ha senso".

Sull'affare last minute Falcinelli, sfumato nelle ultime ore di mercato ha risposto ancora il direttore: "Penso che questa squadra sia molto attrezzata. A volte il mercato però ti mette di fronte a delle opportunità. C'era la possibilità che Citro andasse via. Ormai è passato, vedremo quel che sarà, se arriveremo all'obiettivo ci saranno tante possibilità e non è detto che Falcinelli non possa fare al caso nostro. Dezi? Non ne abbiamo mai parlato. Dovevamo fare un play, il mister mi ha chiesto anche una mezz'ala per avere maggiore sicurezza, quindi mi sono cautelato con lo scambio Andreoni-Misuraca".

Polito ha garantito che a Bari è rimasto chi mette la squadra prima di tutto, riferendosi in particolare a SImeri: "Vi posso garantire che Simeri ha sempre manifestato la volontà di rimanere. Gli ho spiegato che in questa squadra può capitare di star fuori, l'importante è che andiamo in Serie B. Lui è molto legato alla piazza, la sua amarezza non è mai stato legato al pensiero di andar via. C'era l'Avellino anche se non mi ha mai chiamato. Io non ho mai preso in considerazione una sua partenza, lui è il primo tifoso del Bari".

Sulla rescissione Di Gennaro: "Lo ringrazio pubblicamente per il suo comportamento, anche se tecnicamente non è riuscito a darci. Nell'ultima gara che ha giocato ha sbagliato ma capita. Ha grandi valori umani, aveva un altro anno di contratto con noi, non ha esitato a lasciare aveva qualche problema personale. Ha preferito lasciare un buon ricordo non facendo nessun atto di forza e prendendo un'altra squadra. Ha spiegato ai compagni che non c'era più la testa per altri motivi".

Sollecitato dalle domande dei cronisti, il ds Polito è tornato a parlare della questione Marras: "Ho detto la verità, non credo di essere stato inelegante. Ho detto che Marras aveva dato una parola da uomo fino al 15 gennaio. Gli avevo dato 15 giorni, poi c'è stato il fatto di aver perso Botta, e chi non ha il piacere di indossare questa maglia è meglio che vada via. Ed è giusto che si sappia, che ognuno si prenda la responsabilità, la verità si deve sapere in una città che vive di calcio. Non voglio più tornare sull'argomento".

Su Mallamo, diventato protagonista in biancorosso, e sulla volontà di confermarlo anche per l'anno prossimo: "Per convincere Mallamo c'è voluto poco, sono molto legato ai miei giocatori, li tratto come i figli. Quando devo prendere un giocatore lo chiamo, gli spiego dove deve venire, cosa voglio da lui. Quella è una dinamica importante del mio lavoro. Aveva la possibilità di andare a Cosenza, ma in virtù del nostro rapporto ha creduto nel progetto e non ha battuto ciglio. È stato importante averlo già avuto, ha grande prospettiva, è dinamico, fisico, corre il doppio degli altri. Vorremmo tenercelo stretto".

Sempre in tema di mercato De Laurentiis ha espresso la sua soddisfazione: "Penso che il direttore abbia fatto un grandissimo lavoro, anche a testimoniare la sua bravura sul mercato. Ciro è un aziendalista, lo è fino in fondo, lo ha dimostrato con l'abnegazione con cui ha piazzato gli esuberi. In un mercato duro è riuscito a trovare collocazione a tutti. Mi sono complimentato con lui al telefono".

De Laurentiis chiama a raccolta i tifosi del Bari

Il presidente biancorosso ha risposto anche a proposito di iniziative legate ai tifosi come la ripresa della campagna abbonamenti, invitando anche il popolo barese a seguire numeroso la squadra: "Come sapete la campagna abbonamenti è stata fermata per tutelare i tifosi, man mano che il Paese riapre prevederemo dei mini-abbonamenti. Il mercato è stato chiuso, abbiamo portato qui altri tre giocatori, tutti hanno dato il loro contributo. Oggi l'unica cosa che ci manca è il pubblico e questo mi dispiace perché è un anno difficile e i tifosi ci danno una spinta in più che solo questa piazza può dare. Penso alla partita della Reggiana con oltre 10mila spettatori, mi auguro di vedere pubblico sugli spalti. Il tifo ci mette il cuore, quando c'è stato Bari-Foggia allo stadio c'era un pubblico degno di una partita di Serie A. Mi dispiace in questo momento non ci sia continuità, ovvio che le restrizioni creano difficoltà ma ora siamo ripartiti. Ora è un appello a tornare a tifare la propria squadra. In quel momento avere 20mila spettatori mi ha fatto sentire vivo, ma non solo per me, anche per gli altri che erano allo stadio che stavano testimoniando un qualcosa che mancava da due anni".

Galano e le alternative sulla trequarti

Si è parlato anche della collocazione tattica di Galano, apparentemente un calciatore non ideale nel 4-3-1-2 di Mignani e secondo alcuni più funzionale al 4-3-3: "Nel calcio moderno bisogna sapersi adattare ma lui ha 31 anni. Da esterno nel 4-3-3 c'è da fare tanto lavoro, mentre lui se sta vicino alla porta può rendere meglio. Prendo un esempio, Ciano nasce esterno, oggi fa il centravanti. Mertens nel Napoli la stessa cosa. Il mister non dà mai vincoli. Botta per me è un calciatore di A in C e il mister gli ha dato sempre la massima libertà, non vedo perché Galano non possa fare lo stesso, il mister lascia libertà all'estro. Finora l'aveva fatto Marras eppure lui era più esterno. Ad Ascoli presi Bidaoui. A me piace anche dare la possibilità di variare, può servire anche la possibilità di allargare il gioco. Antenucci, Cheddira e Paponi sono tre attaccanti di ruolo. Quando ci ho giocato contro in Serie B faceva la seconda punta".

Questioni societarie e futuro

Luigi De Laurentiis è stato sollecitato anche sulla questione multiproprietà, sulle quali però non ci sono ancora significativi sviluppi: "C'è un ricorso in atto, attenderemo, dobbiamo aspettare le date per ritrovarci e parlare di questo problema. Al momento non c'è nessuna novità".

Sull'attacco ricevuto dal presidente del Monterosi, che aveva sollevato dubbi sulla regolarità della vittoria biancorossa della scorsa domenica: "Il calcio vive di queste continue schermaglie. Non ho alcuna reazione, non rispondo alle provocazioni e vado dritto per la mia strada per portare avanti il risultato, il resto è fuffa".

Sulle questioni di bilancio, invece: "Il Bari ha passato tre anni di ferro dal punto di vista economico, abbiamo investito oltre 10 milioni di euro. Il covid ha falciato una parte degli introiti che copriva parte dei nostri investimenti, sono stati tre anni a fondo perduto. È stata difficile ma non abbiamo lasciato indietro nulla dal punto di vista degli investimenti, nella squadra, nei dipendenti, nelle strutture, in tutto ciò che potesse creare valore".

Dovendo rispondere a come vede il progetto Bari nel futuro, De Laurentiis ha predicato calma: "Step by step. Il nostro pensiero è al Messina, Monopoli, Turris e così via. Ci stiamo confrontando in caso di lidi migliori su quali potrebbero essere gli asset ideali ma per ora non mi pare il caso di parlarne, siamo a metà dell'opera, è un treno importante che deve arrivare alla stazione finale. Quando arriverà il momento saremo pronti a sederci. centro sportivo? Ci sono vari progetti per allargare l'azienda, sono stati messi in pausa per via di questi due anni tragici dal punto di vista economico, ne riparleremo quando si riaprirà un po' tutto e l'economia tornerà a girare". Sulla stessa lunghezza d'onda Polito: "Viviamo alla giornata, pensiamo ad oggi, di volta in volta".

Soddisfazione per la ripresa del campionato

De Laurentiis si è detto soddisfatto dell'avvio: "Eravamo sempre in contatto con Polito anche durante la pausa. Il ritardo del campionato ci ha permesso di fare un po' di preparazione non svolta in estate ma c'è stato qualche infortunio e anche il covid, avevamo un po' timore di non ritrovare lo stesso assetto e così è stato. C'è stato il mercato di mezzo, ma ci siamo difesi. A breve ci aspettano Monopoli e Turris, due gare importanti, ma quella di domani col Messina è altrettanto importante, mi aspetto il massimo".

Bari squadra anziana o esperta?

Da parte del ds Polito c'è stata anche una risposta sull'età della squadra, a detta di qualcuno troppo avanzata: "Siamo in un momento in cui bisogna andare al sodo. In passato ho preso anche giovani, sbarazzini, garibaldini, in questo momento avevamo delle priorità, gli esuberi. Non volevo lasciare nessuno fuori. Ci ho messo sempre la faccia, con i colleghi a cui ho proposto i giocatori, se posso aiutare qualcuno di natura lo faccio. Andreoni mi ha ringraziato fino a ieri. Sono dei ragazzi che hanno famiglia e figli, lasciarlo fuori lista sarebbe stato brutto, non giocava da un anno e mezzo, ho trovato l'opportunità di fare uno scambio con Misuraca che ci può dare una mano. Quando sono arrivato c'erano tanti giocatori, ho dovuto far quadrare tutto anche tenendo conto del risultato sportivo. Guardo partite, anche degli altri gironi, i giovani portano risultati penso a Gatti del Frosinone. Lo volevo ad Ascoli, ora è alla Juve, Angelozzi è stato un maestro. Bisogna pensare per gradi, ci vogliono giovani che possono fare parte del Bari. Mallamo è giovanissimo, è forte, anche Ricci che è un '96. Avevo provato a prendere Tascone, '97 della Turris, si sta affermando, non me l'hanno fato. Mallamo con me ha fatto anche il trequartista, ognuno ha il suo modo di vedere quel ruolo. Polverino mi dava sicurezza, sapevo che se ci fosse stato da fare una partita sarebbe stato affidabile".

Il rapporto tra De Laurentiis e Polito

I due dirigenti biancorossi hanno parlato anche del rapporto che li lega, anche oltre la professione: "Con Polito ci siamo trovati dal punto di vista intellettuale, del lavoro e dell'umanità - ha detto De Laurentiis - Con il mio direttore sportivo andiamo a cena anche solo per piacere e non solo per lavoro. Ciò che ci ha guidato in questi mesi è stata la libertà con cui lui ha potuto lavorare, si è meritato la mia fiducia".

Fanno da eco le parole del direttore: "In questo mondo è difficile trovare persone di cui fidarsi. Oggi ci sono presidenti che entrano nella parte tecnica, si affidano ad amici consulenti che mettono bocca su tutto, qui invece c'è rispetto assoluto. Lo tengo al corrente di tutto, so che sono mestieri diversi, è una persona che ha studiato e ha conoscenze in tantissimi campi e pur non appartenendo a questo mondo vuole sapere e conoscere. Lavoro nella massima tranquillità. Anche con i presidenti che ho avuto in passato a Castellammare di Stabia e ad Ascoli. Mi auguro che potremo andare avanti insieme a lungo, abbiamo dei collaboratori straordinari. Il nostro rapporto va al di là del calcio, è normale che i risultati aiutano. Le strade nella vita si possono interrompere in tanti modi, ma il rapporto umano resta".

"Bari è ancora una piazza dal grande appeal"

Si è parlato anche dell'appetibilità di Bari come piazza, fattore che contribuisce significativamente ad attrarre giocatori e figure importanti: "Scegliere Bari è stata per Polito una sfida difficile ma cosciente di venire in una piazza in cui se si fa bene il curriculum si arricchisce di parecchio e lo stesso vale per i giocatori. Bari vale tanto" ha detto il patron biancorosso.

Parole confermate anche da Polito: "Sono venuto in C per il Bari, altrimenti non lo avrei fatto. Tutti vogliono il Bari, se fossi stato il ds della squadra di un paesino giocatori come Maiello non sarebbero venuti. Lui era parte integrante del Frosinone, si alternava con Ricci ma era perfettamente nel progetto. Ha scelto la famiglia De Laurentiis, Bari e il Bari.

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